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Brainstorming col contagocce

Ancora mappe mentali, in quello che – nato come un interesse extracurricolare – sembra sul punto di diventare un’altra voce del mio curriculum professionale.

È nota e documentata la mia lealtà verso Freemind (del quale incombe la versione 0.9.0) come software di mappatura mentale, secondo solo al buon vecchio blocco da disegno con le matite colorate (lo strumento che sto usando per il mio ripasso dello spagnolo).
Mi viene fatto notare, tuttavia, che sia Freemind che la sua ben più analogica contropartecartacea possono causare qualche problema quando il progetto deve essere condiviso e fondato sulla collaborazione.
Meglio i tool 2.0, mi dicono.
Meglio le web applications.
Meglio i programmi di mappatura mentale on-line.

Mind-mapping e collaborazione, naturalmente, significa brain-storming.
Non più mappe personali ad uso e consumo del mappatore, ma unelemento sostanziale nel corso di sviluppo di un progetto.
Sarebbe difficile – e sbagliato – affrontare il lavoro in solitaria ed il lavoro collaborativo con lo stesso atteggiamento, e mantenendo gli stessi scopi.
Le mappe mentali sono strumenti potenti, ma se si sbaglia approccio, si finisce col perdersi.

E come mi viene fatto notare, ormai collaborazione significa collaborazione online.
Ora, sono naturalmente aperto all’innovazione e pronto ad abbracciare l’idea di produttività nella nube che il web 2.0 sembra promettere, ma mi rimangono dei dubbi.
Non posso dimenticare che in capo ad un mese scarso sarò in un posto dove ADSL significherà 7 mega nominali – di fatto forse 4.
Non posso fare a meno di pensare a tutte le occasioni in cui potrò avere voglia di dare una botta al mio lavoro senza connettermi alla rete.
E da vecchio giocatore di Trinity ricordo fin troppo bene Mungu Kuwasha, detto Backlash.
Quindi, ok il web 2.0, ma voglio una copia dei file sul mio hard disk.

La risposta potrebbe essere DropMind, programma di mindmapping e collaborazione on-line disponibile sia come web-application che come software da scaricare ed installare sull’hard disk.

Capace di comunicare con altri software (inclusi Freemind e Mind Manager) e dotato di una interfaccia in stile WinVista, Dropmind è potente e piacevole – mantiene i tradizionali collegamenti curvilinei fra settori della mappa e permette di inserire icone o caricare immagini personalizzate.
È pure dotato di una modalità chat (versione on-line) per discutere di ciò che si sta facendo coi collaboratori mentre lo si fa, e di una modalità presentazione per sbattere i risultati del nostro lavoro in faccia al pubblico pagante.

L’uso e la registrazione della versione desktop sono gratuiti per scopi non commerciali, mentre per la versione web – unica nota dolente – la registrazione dà diritto solamente a 15 giorni di prova gratuiti.

Carta e matita rimangono fondamentali ed insostituibili.
Ma avere uno strumento in più a portatadi manopuò sempre tornar utile, prima o poi.
Certo, la proliferazione di software di mappatura mentale – tutti più o meno variazioni minime su un tema comune – se da una parte lascia presagire un imminente ingresso di questa tecnica nell’uso comune, dall’altra sembra indicare un vicolo cieco nello sviluppo di supporti informatici.
In particolare, nessuno apparentemente ha ancora proposto un tool per la mappatura mentale tridimensionale.
Che sullo schermo del computer risulterebbe più facile che su carta, ed avrebbe notevoli potenzialità.

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