strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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A Caccia di Dinosauri – letture indispensabili (parte prima)

La faccenda di andare nel Cretaceo – o, con un budget più ridotto, nella più vicina Valle dei Dinosauri o Isola Dimenticata dal Tempo – e abbattere un T. Rex da fare impagliare e mettere nel soggiorno (posto che si abbia a disposizione una casa grande) è quantomai sollazzevole, e mi serve per scaricare la pressione in questi giorni di lavoro intensivo.

Discussa la questione sulle armi (ma magari ci torneremo), è indubbio che il buon cacciatore di dinosauri, prima di buttarsi sul campo, si documenta.

Segnalo perciò alcuni volumi essenziali per acquisire informazioni che potrebbero rivelarsi, nel momento della verità, assolutamente indispensabili.
Una Top Five semiseria.

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Non esattamente Topolino…

Giorni lieti per la criptozoologia.
Dopo l’abbattimento del Chupacabras, un’altra notizia ci giunge attraverso la BBC – mica Voyager! – per fare la felicità dei criptozoologi: una spedizione in Nuova Guinea a scoperto una sacca di animali mai precedentemente descritti dai naturalisti.

Il “Mondo Perduto” – termine coniato da Conan Doyle e passato dalla fantascienza alla paleontologia ed alla zoologia – della Nuova Guinea è popolato di strani uccelli, da marsupiali nani e soprattutto da un’affare chiamato Ratto Gigante Mallomys, che pesa qualcosa come un chilo e mezzo e ha le proporzioni fisiche del caso.

Che la creatura sia in qualche modo imparentata col Ratto Gigante di Sumatra menzionato dal dottor Watson fra i casi non pubblicati del grande Sherlock Holmes?
O è forse – orrore – più vicino al Sumatran Monkey-Rat inventato anni addietro dal regista Peter Jackson?

Per il momento le coordinate della località non sono state divulgate divulgate per ovi motivi.

Il Mondo Perduto della Nuova Guinea si è anche rivelato un’isola di salvezza per specie considerate estinte – come ad esempio l’Uccello del Paradiso di Berlepsch.

Il ventesimo secolo si è crogiolato nei suoi ultimi anni nella convinzione che ormai tutto il globo fosse cartografato, catalogato e “ufficialmente scoperto”, ma a quanto pare non è così: le aree inesplorate sulla mappa sono ancora moltissime – semplicemente, sono diventate molto piccole o maledettamente difficili da raggiungere.