strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Due nuove conferenze pubbliche

Due nuove conferenze, l’occasionedi rendere qualcosa alla comunità ed al territorio in cui vivo, e perché no, l’occasione per riordinare le idee e mettere giù un po’ di materiale che finirà prima o poi nel mio Storia Naturale della Valle Belbo (per il momento fermo ad una novantina di pagine – e li resterà fino alla chiusura della tesi*).

L’opportunità mi viene offerta dal comune di Incisa Scapaccino (Asti), che organizza per i propri cittadini (e per chiunque altro, in effetti), un ciclo di conferenze pubbliche gratuite, a formare un programma di una ideale Università.

A dicembre, i cittadini di queste colline saranno invitati a sfidare il freddo e l’oscurità per venire a sentire le mie chiacchiere.

DICEMBRE
. Martedì 4: “Eventi geologici che hanno portato alla formazione del territorio”
Docente: Davide Mana

. Martedì 11: “5 miliardi di anni di crisi globale”
Docente: Davide Mana

Che non paiono neanche male, come conferenze, no?
Se siete in zona, passate a trovarci.

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* ma mi piacerebbe averlo pronto per poterlo mettere in circolazione per la primavera.


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Bifolchi, monaci e bestie feroci

Questo post è una versione discorsiva della presentazione tenuta domenica 19 a Bruno.
La scrivo il 17 per mettere in ordine le idee, e la posto il 20 perché le persono interessate che non hanno potuto partecipare dal vivo possanoc omunque godere della mia saggezza.
O qualcosa del genere.

Trattandosi di un post sul mio blog, inoltre, aggiungerò un paio di cose che nella presentazione dal vivo non ho potuto inserire, vuoi per motivi di tempo, vuoi per motivi di rispetto per i miei ospiti, vuoi perché essere cacciati dal paese con fiaccole e forcone è un’esperienza che preferisco evitare con questi caldi.

Quindi, vogliamo darle un titolo?

Le Colline delle Bestie Feroci
Il Monferrato dal Feudalesimo alla Stewardship

Bello, eh?

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Colline (non poi così) selvagge

Oggi giornata semi-lavorativa.
Col favore dela temperatura in fondo moderata, e con l’ausilio del fratello in veste di sherpa, sono a salire e scendere per le colline del Monferrato, in cerca di scorci da fotografare.

Il 19 del mese, infatti (domenica prossima) parteciperò ad un interesante evento a Bruno, piccolo ma fascinoso comune a pochi chilometri da dove mi trovo.

Certo, catturare l’attenzione del pubblico, considerando la concorrenza che ci farà la partita scapoli-ammogliati, sarà una bella sfida.

Ma l’occasione è ghiotta – qui in Monferrato l’interazione fra geologia, clima ed azione antropica è particolarmente evidente, e sarà divertente chiacchierare di come il luogo in ci troviamo esista…perché ci troviamo qui.

Però mi servono foto… e perciò, si prende la via delle colline.


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Il Segreto di Giacomo Bove

(questo post piacerà al mio amico Mcnab…)
Si scoprono le cose più curiose, girando col cervello acceso per queste colline.
Per dire, Giacomo Bove.
Voi naturalmente sapete tutto, di Giacomo Bove.
Io fino a ieri sera ne sapevo pochissimo.
E chissà poi perché…

Vediamo di mettere giù due dati essenziali.
Nato a Maranzana, qui in Astigianistan, nel 1852.
Genitori vignaioli, che lo mandano a scuola a Genova.
E lui, a Genova, decide che da grande vuole fare il marinaio.
Di più, lui vuol fare l’esploratore.
Peccato che, essendo di famiglia contadina, gli sia precluso l’accesso all’Accademia.

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Auto e Trattori

Io li adoro, gli automobilisti del Monferrato.

Non è il fatto che abbiano una predilezione per automobili dalle dimensioni deplorevolmente compensatorie.
Non è il fatto che guidino ai 110 all’ora su stradicciole di campagna.
Non è il fatto che guidino normalmente a cavallo della linea di mezzeria, come tante macchinine Polystil.
Non è il fatto che per loro Distanza di Sicurezza significhi la sicurezza di infilarsi nel bagagliaio dell’auto che li precede qualora il guidatore dovesse decidere di toccare i freni, e perciò ti si piazzino in coda a tre spanne, facendoti i fari perchè vai maledettamente troppo piano per i loro gusti.
Non è il fatto di considerare la precedenza una cosa per i deboli.
Non è il fatto che i loro fari siano sempre e comunque bloccati sulla posizione abbaglianti.

No, di fatto, per suscitare la mia adorazione, basta il modo in cui parcheggiano.


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Il silenzio della campagna

OK, siamo finiti sul giornale, lo sappiamo, e qualcuno ha fatto notare che è per lo meno insolito che un articolo che segnala una realtà online come il Survival Blog non sia disponibile ion copia elettronica sul web.

Ma d’altra parte, abbiamo parlato in pasato delle difficoltà che incontra l’adozione delle tecnologie web presso strutture pubbliche (uffici, amministrazioni) o che dovrebbero avere come primo oggetto la comunicazione (giornali, TV).

La questione che mi incuriosisce, e mi dà da pensare, è un’altra – con la quale ho ormai a che fare da oltre un anno.
In due parole – la presenza web delle areee rurali è quasi nulla.

 

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