strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Cosa state imparando? Agosto 2017

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Una cosa molto punk

Mi sono iscritto a un corso mordi-e-fuggi di due settimane, gestito dalla Deakin University, e intitolato Carreer Smart: How to Sell Yourself.
In effeti ero su Futurelearn per iscrivermi a un corso di oceanografia1,ma poi ho visto questo e mi sono detto che, avendo già fatto il corso su come riorganizzare e ripulire il curriculum, e quello su come prepararsi e affrontare colloqui di lavoro, questo ci stava abbastanza bene.

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Anche perché è un corso progettato per chi vuole riciclarsi e cambiare ambito di lavoro.
Ottimo, quindi.
E poi sono qualcosa come quattro ore di corso.
#chessaràmai

Certo, resta il problema di accedere ai video online. Continua a leggere


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Si torna a scuola (come ogni anno negli ultimi 45)

Gennaio è quasi andato, la situazione è sempre molto precaria, ma bisogna ricominciare dopo la coda lunga delle festilenze.

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Perciò mi sono iscritto a 4 corsi online, che vanno ad aggiungersi al corso con la Microsoft per spolverare C++, e a confermare il vecchio mantra dei miei insegnanti (tutti i miei insegnanti, da sempre): troppi interessi. Continua a leggere


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Meglio della Televisione – seconda edizione

Mi riciclo qui un articolo pubblicato altrove quasi due anni or sono, aggiornandolo e ampliandolo, perché qui non si butta via nulla, ed è abbastanza in linea con i discorsi fatti negli ultimi tempi. E sì, questo sarà un post lungo.

Li chiamano MOOC – Massive Open Online Course.
Si tratta di corsi di livello universitario o para-universitario, offerti da una quantità di istituzioni accademiche e distribuiti attraverso piattaforme prevalentemente gratuite.
I MOOC sono uno strumento potente.
Sono, finalmente, il ventunesimo secolo: io sono qui, seduto nel bel mezzo del nulla, con una connessione alla rete che pare uscita da WarGames, il film – eppure riesco a partecipare ad una lezione in una università da qualche parte del mondo, interagendo con centinaia di altri studenti.

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E pensare che per seguire due ore di lezione, ai tempi del dottorato, in uno degli atenei più quotati d’Italia, nel lontano 2013, dovevo farmi 1200 chilometri in treno, e passare una notte al collegio universitario.
L’idea di mettere le lezioni online per gli studenti fuori sede non era ammissibile.
Probabilmente lo è ancora.
Perché lo studio deve essere sacrificio.
O qualcosa del genere. Continua a leggere


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Curriculum – l’ultima frontiera

Sto seguendo un corso universitario via rete, un MOOc… beh, ok, ne sto seguendo tre, in effetti.
Uno, sull’archeologia di Portus, è per sfizio personale (mare e archeologia, cosa potrebbe esserci di meglio?) e per fare un po’ di ricerca per le mie storie di Aculeo & Amunet.
È meglio che guardare la TV dopo cena.
Gli altri due sono più orientati a cercare di aggiungere qualche freccia al mio arco in termini di sopravvivenza e curriculum.

MOOC

Il primo è un corso di programmazione in Python orientata all’analisi dei dati – ho passato gran parte della mia vita accademica ad analizzare dati o a insegnare come analizzare dati, sempre usando software di terze parti. Non sarebbe divertente se riuscissi a programmare il mio?
E poi, naturalmente, programmare un software per eseguire calcoli statistici significa capire da vicino come funzionano certi tipi di analisi, ed è un gran ripasso.
Ma è del terzo corso che vorrei parlare oggi, perché è un corso tenuto dall’Università di Sheffield, e si intitola How to Succeed at: Writing Applications.
Sì, è un corso su come cercare lavoro1. Continua a leggere


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Questo è un mondo veloce

never-stop-learningNon si fa in tempo a dire che si hanno 4 corsi online sul piatto per questo trimestre… che i corsi diventano 7.
Più uno già in coda per il secondo trimestre.
Ma in fondo, non è che io abbia delle serate così piene, da queste parti, e come ho detto altrove, i MOOC sono sempre e comunque meglio che la programmazione televisiva che ci viene offerta dalle reti nazionali1.

E intanto, come conseguenza del mio post precedente, forse il mio progetto sul paesagio riceverà una qualche forma di sostegno ufficiale. A patto che si trovi un accordo, naturalmente.
Come succedono in fretta le cose, di questi tempi, vero?
Vi terrò informati.


  1. e, in tutta onestà, anche molto meglio di un sacco di corsi universitari per i quali ho pagato fior di tasse e trascorso ore ed ore in treno. 


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Otto settimane nel futuro

Sono giorni frenetici, l’ho già detto.
Per rendere le cose un po’ più interessanti, mi sono iscritto a un corso online sul futuro della narrativa – The Future of Storytelling, per citare il titolo.

Il corso è organizzato dall’Università delle Scienze Applicate di Potsdam.
Fra i relatori, docenti di letteratura, di comunicazione e di multimedia, autori di bestseller, sceneggiatori televisivi, creatori di videogiochi.
Il tema, è la direzione nella quale sta evolvendo la narrativa, in ogni sua forma – per iscritto, per immagini, passiva o interattiva.
Come le nuove tecnologie e le vecchie tradizioni di noi H. sapiens si possono incontrare, influenzare, trasformare.

Il tutto, ospitato da Iversity, una piattaforma per la gestione di MOOC – Massive Open Online Courses.
Online, nel senso che le lezioni si svolgono attraverso la rete.
Open nel senso che il corso è gratuito.
Massive nel senso che il corso è globale – a The Future of Storytelling stanno partecipando 50.000 studenti.
Un’aula virtuale grande come uno stadio. Continua a leggere