strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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L’isola della signora Masham

mistress-mashams-repose-coverFerragosto.
Si chiacchierava, qui nel Blocco C della Blogsfera, e si diceva che sarebbe bello, avere un padiglione su un’isoletta in mezzo a un lago, dove ritirarsi in solitudine con una pila di libri.

E a me è tornato in mente Mistress Marsham’s Repose, di T.H. White.
Che è un argomento adatto, credo, per un post di mezza estate.

Di T.H. White avevamo già parlato quando dissi che in fondo The Once and Future King è un ottimo fantasy che nessuno sembra volersi ricordare.
Io con White condivido il compleanno, e sarà per questo che mi ricordo di lui. Continua a leggere


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La condizione di Muzak

Rubo il titolo a Robert Hughes o forse, chissà a Jerry Cornelius.
Ma non voglio parlare di musica.
O di arte.
Però…

Qualche giorno addietro si parlava, con alcuni amici, dei cartoni animati giapponesi coi quali è cresciuta la mia generazione.
La prima grande ondata.
I robottoni di Go Nagai.
Capitan Harlock.
Lupin III.
I ninja di Sampei Shirato.
E poi giù giù fino a… mah, io direi fino a Tenchi Muyo e Patlabor.
Io i confini della “mia generazione” li metto lì.
Dopo, i cartoni diventarono – per me e per alcuni miei coetanei – una faccenda abbastanza noiosa, con occasionali picchi di genialità, sì, ma non più una monolitica fonte di intrattenimento.
Ma non si faceva, coi miei amici, la gara per decidere se il Gundam sia più forte di Naruto.

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