strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Stato di grazia

Questo è quasi un instant-blogging – l’instant in questione una faccenda di forse quindici minuti di ritardo.
Come Max Headroon, insomma – dieci minuti nel futuro.
Qusto post è scritto di getto, cercando di afferrare delle idee mentre mi passano per la testa.
E questo non è il post che avevo in programma, ed è il prodotto di troppa teina e di un malaugurato attacco d’insonnia.
Insomma, condizioni leggermente anomale.
Aspettatevi l’inaspettato.

Dunque.
Ho appena finito di rivedere per l’ennesima volta Il Grande Freddo, il film di Lawrence Kasdan.
È un film sul quale inciampo di frequente, in Tv, e se ci inciampo sopra mi fermo sempre a guardarlo – un po’ perché c’è Kevin Kline, ed io idolatro Kevin Kline, un po’ per la colonna sonora, un po’ per il cast stellare (come si suol dire).
Un po’ perché è probabilmente il miglior film con Kevin Costner che io conosca.

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Fuga dalla Realtà

… ovvero

Altro che futuro e futuro, dovresti pensare al presente… invece di leggere I Mercanti dello Spazio (che sulla base del titolo dev’essere per forza una cazzata), leggiti piuttosto questo bel libro scritto nell’800 da un aristocratico, ma che parla della vita quotidiana dei contadini russi…

Alzi la mano chi non si è mai sentito dire che leggeva fantascienza, fantasy, horror o più in generale narrativa d’immaginazione “per sfuggire alla realtà”.
Figuratevi poi scriverle, certe cose!

È incredibile quanta gente ci fosse – e ci sia ancora – in giro, pronta a pontificare sulla necessità di affrontare la realtà, immergersi in essa, esserne intimamente coinvolti, quasi ossessionati.
La realtà e solo la realtà.
E poi eleggono un feticcio come presidente del consiglio e passano i pomeriggi in ufficio a giocare al Fantacalcio.
Eh, mai fidarsi, di chi parla troppo di realtà.

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