strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Soldi per la NASA, purché vada su Marte

Si chiama NASA Transition Authorization Act, ed è appena passato al comitato scientifico del congresso degli USA.
In altre parole il governo degli Stati Uniti ha appena dato la propria disponibilità a stanziare 19 miliardi di dollari e spiccioli alla NASA per l’anno fiscale 2017, con lo scopo di portare una missione con equipaggio umano su Marte entro il 2025.

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Nel dettaglio, il grosso dei quattrini sarebbe così ripartito:

4.5 miliardi per l’esplorazione
quasi 5 miliardi per le operazioni spaziali
5.4 miliardi per la ricerca scientifica
1.4 miliardi per una missione di esplorazione mineraria degli asteroidi

Lo stanziamento, a questo punto, dovrà essere approvato dal Senato degli Stati Uniti.
Molti stanno già dicendo “Andiamo su Marte!”, e l’ottimismo è relativamente giustificato.
Non possiamo fare altro che attendere, e sperare1.


  1. ho scelto il momento giusto per iscrivermi a un corso di sopravvivenza su Marte. 


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Weekend su Marte

martianÈ andata così.
Era da un po’ che volevo buttare un occhio a The Martian, il romanzo di Andy Weir.
Ma come sempre, il mio budget per le letture è attentamente parcellizzato – non c’è un centesimo che non abbia già una destinazione.
E il romanzo di Andy Weir, originariamente autopubblicato nel 2011 e poi ripubblicato da un editore vero nel 2014, è passato in secondo piano.

Poi però, un paio di giorni or sono, sono successe due cose, indipendenti l’una dall’altra.
La prima, l’ebook in lingua originale è stato drasticamente ribassato per 24 ore.
E secondo, proprio in quelle 24 ore ho letto un tale numero di opinioni così incredibilmente cretine sul libro, che ho deciso che dovevo farmi la mia, di opinione.
E così ho acquistato una copia di The Martian, e me lo sono letto durante il weekend.

E sì, si trattava indubbiamente di opinioni cretine.
Ma procediamo con ordine.

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5,7 miliardi in 46 anni

Ho quarantotto anni.
Succede.
Se non si muore prima, in un modo o nell’altro ci si arriva.

Ma il fatto è, vedete, che ieri ho letto una cosa che mi ha dato da pensare.
Quarantasei anni or sono, per la prima volta, un uomo camminò sulla superficie della Luna.
E circa una settimana fa, abbiamo visto delle immagini in diretta1 da Plutone.

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Tutto questo è accaduto durante la mia vita.
Ma tutto questo che? Continua a leggere


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Romantici nonostante tutto

E così la NASA ci ha menati per il naso.
Hanno annunciato una grande scoperta, hanno indetto una conferenza stampa al volo, hanno lasciato presagire che ci fosse qualcosa di grosso…

E la notizia, in effetti, è grande.
L’osservatorio a raggi X Chandra ha localizzato un giovane buco nero proprio nel giardino di casa nostra – a cinquanta milioni di anni luce dalla Terra.

Non è proprio la notizi che ci eravamo immaginati, eh?
Annuncio shock….
Conferenza stampa…
I telegiornali che citano la misteriosa rivelazione imminente nei titoli…

E poi?
Una cosa da astrofisici.

Non proprio la notizia che vi aspettavate.

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Vela fotonica

https://i1.wp.com/space.newscientist.com/data/images/ns/cms/dn10448/dn10448-1_450.jpgNon fai in tempo a lamentarti del fatto che tutto quello che ti avevano promeso non si è mai concretizzato, che la NASA, sì, proprio la vecchia sclerotizzata NASA, annuncia l’imminente lancio di un vascello sperimentale a vela solare.

“The structure is made of aluminum and space-age plastic,” says Montgomery. “The whole spacecraft weighs less than ten pounds. We carry it around in a special suitcase — airplane carry-on luggage size.” Fully opened, the kite-shaped sail spreads out to about 100 square feet of light-catching surface.

“A success would be huge for the future of space exploration,”


L’idea è quella di agganciare il payload di un satellite ad un gigantesco e leggerissimo aquilone. Questo, intercettando il vento solare, funzionerebbe da vela, trascinando il carico verso i margini del sistema.
Che è poi dove sono già state altre sonde – ma sempre suilla spinta di razzi.

Why so important? Solar sails could extend our reach as far as our dreams. Because there’s no friction in space, once a solar sail starts moving, it can go on forever. Indeed, long after a rocket would run out of gas and begin to coast, a solar sailship could still be accelerating, achieving speeds much faster and covering distances far greater than any rocket.

Il vento solare, il cui effetto è trascurabile per noi sulla superficie del pianeta, è una forza con la quale fare i conti.
E da utilizzare – trattandosi oltretutto di una fonte eminentememnte rinnovabile.
Era ora.

[immagine: newscientist]


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Robot gigante

Saluti dall’orbita terrestre.
È stato dispiegato con successo e posto al lavoro il robot gigante sviluppato congiuntamente dalla NASA e dall’ente spaziale canadese.
Come gran parte della ISS, funziona ad energia solare.
Diciamo che è ancora piuttosto lontano dal Daitarn 3, ma è un inizio.

Il ventunesimo secolo avanza.