strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il blocco

C’è una battuta che gira nell’ambiente della fantascienza, e che fa più o meno così…

“Anche Isaac Asimov soffrì del blocco dello scrittore, una volta. Furono i dieci minuti più terribili della sua vita.”

La battuta mi è venuta in mente leggendo l’ultimo post di Alex McNab, e in particolare il commento a tale post di Cily…

“Ad un certo punto ero talmente impantanata nelle regole da non riuscire più a liberare l’immaginazione.”

Il blocco dello scrittore.
Il mondo si divide in due – quelli che il blocco l’hanno avuto, e quelli che non scrivono.
Anche Asimov, si diceva…

Vogliamo parlarne?
Parliamone. Continua a leggere


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Menti selvatiche

L’ho già detto in passato – il miglior libro sulla scrittura che mi sia capitato di leggere lo ha scritto, qualcosa come venticinque anni or sono, una signora che si chiama Natalie Goldberg, e che rappresenta uno dei miei punti di riferimento quando si tratta di scrittura, e non solo.

Il volume si intitolava all’origine Writing Down the Bones, pubblicato da Shambhala.
Ma io misi le mani sull’edizione astrolabio – uno di quei libriccini con la copertina di carta celeste.
Il titolo in italiano era Scrivere Zen, e credo lo sia ancora, in quanto il testo credo sia ancora disponibile.

Vedo strane espressioni in seconda fila – ecco che questo parte di nuovo con la sua fisima della scrittura come meditazione, vi dite.

Beh, no.
Scrivere Zen è un eccellente libro sulla scrittura come scrittura.
La scrittura come strumento per riversare sulla pagina il contenuto della nostra mente.
Ma anche, sì, questo sì, il lavoro sulla scrittura come lavoro sullo scrittore. Continua a leggere