strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


7 commenti

Ritorno a Lankhmar

“Sono stato in giro, amico mio, e so distinguere una candela da un quarto di luna. Una stregoneria di qualche genere infesta le strade di Lankhmar, e qualcosa di malvagio sta alle calcagna di tutti noi.”

1565048938_largeE questa è solo parte della storia.
Una faida fra stregoni ha scatenato una pestilenza nelle strade di Lankhmar: chi traffica con l’occulto muore.
E chi non ha traffici con l’occulto, a Lankhmar?
Il contagio si diffonde, la gente muore, ma c’è un antidoto.
Si può guarire.
Si può fermare la peste.
Manca tuttavia un componente essenziale per completare la cura.
E non c’è un solo uomo in tutta Newhon che possa procurarlo in tempo.

Non un solo uomo, certo.
Ma due, forse… Continua a leggere


7 commenti

Spade tra i Ghiacci

spada-dei-ghiacciIl volume numero 28 della Fantacollana è Spade tra i Ghiacci, vale a dire Swords & Ice Magic, sesta collezione delle avventure di Fafhrd e del Gray Mouser, del compianto Fritz Leiber.
La copertina è di Michael Whelan.

Alla sua uscita, Spade tra i Ghiacci venne giudicato piuttosto aspramente tanto dai critici quanto dai fan, che lo considerarono il volume più debole della serie.

Eppure la raccolta contiene storie di ottimo livello, ed è innegabile che la capacità di scrittura di Leiber non pare avere cedimenti.

Il problema, probabilmente, è che in Spade tra i Ghiacci diventa evidente come Fafhrd e il Mouser stiano invecchiando – al punto che oramai ben avviati verso la spiaggia più lontana della mezza età, i due finiscono per accasarsi.
Fatto inaudito, per un eroe della sword & sorcery – o meglio, primo passo di un destino peggiore della morte: quando Conan (complice L. Sprague de Camp) si trova una moglie, le sue imprese divengono di unanoiosità inenarrabile; ed i tentativi di Elric di trovare la quiete domestica sono foriri di caos, distruzione, e morte (a cominciare dalla morte dell’amata).

iceE invece Fafhrd e il Mouser vivono le loro avventure – ed i loro modi si fanno spicci nello spacciare i nemici, e l’intelligenza prende il sopravvento sull’esuberanza fisica – e poi si trovano un posto tranquillo e fuori mano e due brave donne – e non due ragazzine – con le quali passare gli anni che restano.
La semplice idea che la massima aspirazione per un eroe del fantasy sia ritirarsi a vita privata appare sconvolgente – persino Tolkien, autore di alcuni fra i più pantofolai personaggi del genere, ci lascia intendere che no, l’avventura è un’amante che non si dimentica.
Leiber la pensa diversamente, e la scrive, diversamente.
L’avventura è un’amante estremamente divertente, ma si arriva ad un momento in cui si cerca la stabilità.

Questo, probabilmente, insieme a molte immagini ed idee estremamente originali e ormai molto distanti da quelli che stanno diventando (siamo ai primi anni ’80) i codici del genere, causano un certo disagio in lettori ben felici di codificarsi e sedersi, e tornare a leggere le cose uscite “nei bei vecchi tempi” (cinque anni prima?)

Dovranno aspettare molti anni per una nuova serie di avventure dei due eroi di Lankhmar – e anche in quel caso, le scelte di Leiber solleveranno non pochi problemi.

Sciocco dettaglio personale – quando si dice comperare un libro per la copertina: considero quella di Michael Whelan la miglior rappresentazione dei due avventurieri (sì, meglio di quella di Mignola). Spade tra i Ghiacci mi piacque molto, e mi diede un sacco di idee – la prima delle quali, quella secondo la quale se, avessi mai voluto scrivere sword & sorcery – questo era lo standard da rispettare o battere.
Oggi so che è imbattibile – ma cerco di rispettarlo il più possibile.


22 commenti

Le Spade di Lankhmar

spadelankhmar_thumb[4]Il dodicesimo volume della Fantacollana è Le Spade di Lankhmar, di Fritz Leiber, originariamente The Swords of Lankhmar, uscito in volume 1968, unico romanzo della serie di Lankhmar, quinto volume nella cronologia interna del ciclo.
Il racconto originale, Scylla’s Daughter, uscito nel ’62, era stato nominato al premio Hugo.

Ora, la mia venerazione per Leiber è agli atti, e quindi non aspettatevi nulla di troppo oggettivo: Leiber è un gigante, e Le Spade di Lankhmar è un romanzo esenziale nello sviluppo del fantasy moderno.
È quanto di più lontano si possa immaginare dal ciarpame pseudotolkienoide che oggi pare costituire l’unica modalità accettabile del genere sui nostri scaffali.
Molto probabilmente, il fan medio di fantasy nostrano, oggi come oggi, detesterebbe Le Spade di Lankhmar pagina dopo pagina.
I due terzi non riuscirebbero ad arrivare oltre un terzo del romanzo.
E coloro che dovessero riuscire ad arrivare in fondo, si troverebbero nella difficilissima posizione di dover scegliere, se rivedere radicalmente i propri gusti e le proprie opinioni, o semplicemente restare fedeli all’ortodossia, e odiare questo romanzo.

ziffdavis-fantasticstoriesv10n5Perché il povero consumatore di elfi e dragoni difficilmente supererebbe il primo terzo del libro?
Perché c’è un punto – grossomodo a un terzo del libro – in cui compare sulla scena un serpente marino a due teste, cavalcato da un tizio a torso nudo, che indossa un casco da astronauta e parla in tedesco*.
E che discute brevemente di cosmologia coi protagonisti.

Questo semplicemenete non succede più nei romanzi che vengono spacciati al pubblico contemporaneo.
Così come non succede più che i nostri eroi siano pigri, svogliati, cialtroni e furfanti, più interessati alla discussione filosofica che alla pugna.
Così come non succede più che un romanzo fantasy abbia modelli per lo meno elisabettiani, e sia scritto in un inglese asciutto, preciso, elegantissimo, senza una parola di troppo, senza assurdi arcaismi, versi in alto elfico e altro pattume.
Perché non succede più che un romanzo si apra con un capitolo al fulmicotone in cui i nostri eroi devono affrontare creditori impazienti, usurai vendicativi, prostitute infuriate e stregoni mercenari.
Perché non succede più che un protagonista in un romanzo fantasy impieghi mezza pagina a porsi domande sugli otto capezzoli della sua attuale amante.
E non succede più che un romanzo di neanche 250 pagine sia tanto intelligente, stimolante, ben scritto e fantastico.
Ed elegante**.

430961La trama – di ritorno dalle loro avventure intorno al mondo di Nehwon, Fafhrd il barbaro e il suo degno compare Gray Mouser tornano a Lankhmar, la città dalla Toga Nera.
Risolte un paio di questioni in sospeso coi loro creditori, i nostri eroi vengono incaricati nientemeno che dal signore della città, di risolvere il problema di topi che affligge Lankhmar, cercando al contempo di riaprire la via ai rifornimenti di cibo via mare, che misteriosamente scompaiono da mesi.
I nostri eroi si mettono, per così dire, al lavoro.
La situazione si rivelerà molto più complicata del previsto.

Fafhrd e il Gray Mouser sono due personaggi colossali, con un lunghissimo pedigree letterario, ed un’ombra lunga che si staglia, netta e terribile, su tutto il fantasy successivo.
I personaggi altrettanto centrali nella definizione del genere, o capaci di dirsi all’altezza di fafhrd e del Mouser, si contano sulla punta dei pollici.
Ma parleremo più ampiamente di Fafhrd e del Mouser quando discuteremo della loro seconda uscita in Fantacollana.

Nel presentare questo romanzo al pubblico, ancora una volta la Fantacollana sembrava ben decisa a svolgere un lavoro didattico, non di definizione del genere, ma di esplorazione dei confini più ampi del genere.
Contemplarne la vastità anziché definirne i limiti.

Le Spade di Lankhmar è un romanzo straordinario che è invecchiato benissimo. La traduzione della Fantacollana è ottima, ma non c’è paragone a leggerlo in originale.
Leiber mette a pieno regime la propria esperienza di attore shakespeariano e costruisce un piccolo, straordinario gioiello – la gemma centrale di una collana che la Nord avrebbe presentato in altri tre volumi negli anni successivi.
Riparleremo di Fafhrd e del Mouser, ritorneremo anche noi a Lankhmar.

eadad12cbfb88a0597152646567444341587343Sciocco dettaglio personale – questo era, davvero, uno dei grandi introvabili della Fantacollana negli anni ’80, e fu così che fu l’ultimo dei tre volumi Nord relativi a Lankhmar che ebbi modo di leggere – nell’edizione Mayflower, avvistata sugli scaffali della Libreria Sevagran di Torino, dove qualcuno l’aveva ordinata e poi non l’aveva ritirata.
Le feci la posta per settimane, ma alla fine, fu davvero come conquistare il Grail.
La mia copia Fantacollana la trovai, moltissimi anni dopo, su una bancarella. La copertina di Karel Thole è meravigliosa.

————————————

* Il motivo è noto – l’editor di Fantastic aveva pronta una copertina con il serpente a due teste e l’astronauta, e il titolo Scylla’s Daughter, “a novelet by Fritz Leiber”.
E Leiber, da buon professionista, scrisse la storia con quel titolo che si adattava a quella copertina.
Bello liscio.

** E badate, non si tratta di una commediaccia, di una farsa o di una parodia – si tratta di un romanzo serio, e con un finale col botto.
Semplicemente, è meglio di qualunque cosa possiate trovare domani sugli scaffali in libreria.
Rassegnatevi.