strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


3 commenti

Non è sempre caviale: Chippers

Era un po’ che non parlavo di cucina, è ora di rimettere in funzione la serie Non è sempre caviale.
Ma non temete, c’entra anche Dickens, che ci crediate o meno.

Sarà il fatto che abbiamo rimesso in funzione la friggitrice, sarà che – come ha osservato qualcuno nelle settimane passate – sono simpaticamente plebeo, ma in questa fine estate/inizio autunno 2015, il principale piatto della cucina da strada britannica compare frequentemente sulla mia tavola.
Stiamo parlando di fish & chips, naturalmente.

fish-and-chips-628x356

E se è vero che il pescado frito arriva nelle isole britanniche dalla penisola iberica,portato dai profughi ebrei nel sedicesimo secolo, è anche vero che solo la rivoluzioneindustriale, con lo sviluppo della grande pesca a strascico nel mare del nord fa di fish & chips il pasto di base della working class britannica.
Un piatto steampunk, direbbe qualcuno.
Continua a leggere


Lascia un commento

Non è sempre caviale – summer edition

pierCon l’estate, i palinsesti si riempiono di programmi riciclati – repliche di vecchi film, episodi a casaccio di serie televisive che conosciamo a memoria, trasmissioni inguardabili.
La gente si butta a mare per la noia, fingendo di divertirsi per non far brutta figura su facebook.

strategie evolutive non è da meno delle nostre reti TV.
E poiché l’estate è quel periodo dell’anno in cui non abbiamo voglia di cucinare, cuciniamo male e mangiamo peggio, o se siamo fortunati ci nutriamo in luoghi improbabili, ecco un bel link post dedicato a ricette e vivande rapide, adatte alla calura estiva, come discusse negli anni passati su questo blog. Continua a leggere


2 commenti

Tre varianti sul tacchino

Un’amica qualche sera fa mi faceva notare che è un po’ che non pubblico delle ricette.
È vero.
E d’altra parte comincia ad essere la stagione nella quale spadellare attorno al gas non è più un tormento, ma anzi, è anche vagamente piacevole.

E quindi, perché non ricominciare con le ricette?
Qualcosa di facile, saporito e di poco prezzo, magari.
Perché lo sappiamo bene, non è sempre caviale.

04-bacon-herb-turkeyProviamo con il Petto di Tacchino con Pancetta e Erbe Fini.
Tre diverse varianti della stessa ricetta.
Le quantità, come sempre, sono variabili, a seconda delle porzioni.
Vi serviranno

  • un petto di tacchino (intero o sfilettato)
  • pancetta affumicata
  • burro
  • salvia
  • origano
  • timo
  • rosmarino
  • pepe
  • aglio tritato
  • sale grosso

Alla maniera tradizionale:
Si comincia col far saltare in padella il bacon, facendolo dorare.
Sminuzzare la pancetta, e mescolare con le erbe tritate, il sale e il pepe.
Aggiungere il burro e lavorare finché non si ottiene una crema, che dobbiamo poi spalmare sul petto di tacchino (se il tacchino  ha ancora la sua pelle, possiamo infilare l’impasto sotto alla pelle).
bacon-wrapped-turkey-3Il petto così preparato viene messo in forno (temperatura alta), salato e pepato a piecere, e condito con il grasso di cottura della pancetta.
Lasciare in forno per un’ora/un’ora e una quarto.
Servire con il suo sugo di cottura.
Non male.

Esiste anche una variante più coreografica, in cui il petto di tacchino viene arrotolato in fette di pancetta prima di essere infornato.

Vediamo ora la variante veloce e disperata:
Gli ingredienti sono gli stessi, ma possiamo anche usare un petto di tacchino sfilettato.
Il bacon viene fritto come nella ricetta precedente, mescolato alle erbe fini il sale e il pepe, e poi rimesso in padella col proprio grasso e con una aggiunta di burro, fino a ottenere un condimento che possiamo versare sui filetti di tacchino prima di cacciarli in forno.
I tempi di cottura sono più brevi, e il risultato finale potrebbe essere leggermente più asciutto.

Ultima alternativa, velocissima: friggere la pancetta, sminuzzarla, aggiungere le erbe e il burro in padella, aggiungere i petti di tacchino, e friggere in padella fino al grado di cottura preferito, salando e pepando a piacere.

Si può servire con un contorno di patate al forno.


5 commenti

La scimmia di ottone

Questo è un post di servizio, che viaggia in parallelo con il post dell’amico Marco su Prima di Svanire.
Impossibile leggere questo senza leggere quello, e viceversa.

Letto?

Ok.

L’espressione brass monkey (scimmietta d’ottone) è una forma gergale ormai desueta, che indica una persona o una cosa solida, difficile da smuovere.

È anche il nome di un cocktail – o piuttosto di una serie di ipotetici cocktail che, per motivi lungi a spiegarsi, sono solitamente associati alla narrativa avventurosa.

Come si prepara…

Ricetta 1 (la più orrida)
Mescolare parti uguali

  • birra
  • succo d’arancia

Ricetta 2 (la più letale)
Miscela di

  • gin
  • prosecco
  • tequila
  • succo d’arancia
  • sour mix
  • succo di pompelmo

in proporzioni variabili.
Secondio la tradizione, questa era la miscela che veniva servita ai frequentatori del bar del Raffle’s Hotel, a Singapore, negli anni ’30.

Ricetta 3 (la più diffusa, ma anche la più apocrifa)
Mescolare in parti uguali

  • rum
  • vodka
  • succo d’arancia

Ricetta 4 (la nostra preferita)

  • Prendere una bottiglia di whisky da 750 cc.
  • Bere il whisky fino a che il livello non raggiunge l’orlo superiore dell’etichetta.
  • Addizionare succo d’arancia fino a che non si riporta il volume a 750 cc.
  • Far rotolare la bottiglia sul pavimento per miscelare uniformemente.

Nota colta – la vecchia serie TV Tales of the Gold Monkey (qui da noi, Gli Avventurieri dell’Idolo d’Oro) deve il suo nome al fatto che tutti i principali membri del pool di sceneggiatori si scoprirono appassionati di narativa pulp e bevitori di Brass Monkey.
Poiché all’epoca il nome era copyrightato da una azienda che produceva il bibitone in bottiglia, cambiarono l’ottone in oro…

In retrospettiva, è probabile che la “ricetta più diffusa” fosse proprio quella del bibitone in bottiglia – una aberrazione degli anni ottanta.
Davvero possiamo affermare che non è sempre caviale.

 


14 commenti

Succo d’arancia

Succo d’arancia.
Ne consumo quantità colossali, d’estate.
E anche d’inverno.
Vitamina C.
Si produce, mi dicono, spremendo le arance, oppure reidratando il succo concentrato.
Lo si trova in bric da un litro nei diversi supermercati.
In frigorifero non può mancare.

Ma cosa ci facciamo?
Perché non è sempre caviale, ed a volte tocca improvvisare.

Primo utilizzo, ovvio e indispensabile – si apre il bric, si versa il contenuto in un bicchiere, e lo si beve.
Fa bene alla salute.
Rinfresca.
Contiene vitamine.

Vogliamo qualcosa di diverso, di vitaminico, di esotico, di fresco? Continua a leggere


13 commenti

Al cartoccio, con sentimento

Carta stagnola, alluminio, Domopack(TM).
Esiste forse qualcosa che si venda arrotolato in tubi e che sia più utile in cucina?
Beh, forse la carta da forno.
Ma in effetti è fuori dalla cucina che la stagnola si rivela assolutamente indispensabile.
E d’estate, può anche capitare, no, di cucinare fuori*?
Ed è in queste occasioni che compare all’orizzonte la griglia, gioia e dannazione del campeggiatore – perché se avete qualcuno che sa gestire bene la griglia (grazie al cielo ne conosco una manciata), ah, non c’è paragone, ma se vi affidate ai dilettanti… avete presente quelle bistecche fuori carbonizzate e dentro crude, oltretutto col forte sospetto che un paio siano cascate per terra mentre venivano girate?
Ecco.
E poi ditemi voi se non è vero che non è sempre caviale.

Ma ci sono alternative.
Alternative che richiedono solo un po’ di coraggio, un minimo di organizzazione, la griglia, e un bel foglio di stagnola.
È giunto il momento, ragazzi e ragazze, di esplorare il cartoccio. Continua a leggere


13 commenti

Sogliole d’emergenza

A volte la vita è dura.
Hai deciso di dedicare il punte lungo 25 aprile/1° maggio a farti i fatti tuoi.
Scrivere, per dire.
Si regredisce allo stato animale, non ci si rade, non si fanno i letti, non si osservano orari, si vive di toast, tramezzini, junk food assortito, ed una marea ribollente di té nerissimo.
Tuo padre rischia di dare alle fiamme la casa preparandosi due uova al tegamino, ma ehi, è tutto parte della dura vita dello scrittore pulp.
Ci può stare.
E poi, a metà pomeriggio, a due giorni dalla fine, una manciata di parenti decide di farti un’improvvisata.

Ma cosa stai sempre al computer a giocare!

Loro sono qui per farti divertire, per riportarti ad una vita normale – che tu lo voglia o meno – nel senso che dovrai scarrozzarli fra le colline, mostrargli un po’ di romanico sfuso, e poi passargli cena.

Ma non stare a fare nulla di complicato, eh!

La desolazione dello Jundland – java, sabbipodi, e occasionalmente Ben Kenobi.

Ok – si potrebbe ordinare una pizza…
Ma la pizzeria è chiusa per ferie.

Il tuo frigorifero, ululante come la Desolazione dello Jundland, contiene…
. 7 uova
. 2 limoni
. una confezione di succo d’arancia
. il necessario per preparare 4 toast e altrettanti panini al salame.

Il freezer contiene una vaschetta di mediocre gelato e due confezioni fossili di filetti di sogliola puliti, per un totale di 800 grammi.

Non è sempre caviale, ed ormai dovresti saperlo, giusto?
Le lancette corrono.
Cosa fai? Continua a leggere


15 commenti

Tea-time

Il tè?
Cosa c’è di complicato, o concettualmente disorientanrte, in una tazza di té?
Si fa bollire l’acqua, ci si caccia dentro un filtro, si aspetta qualche minuto, si aggiungono zucchero, latte o limone a piacere, ed è fatta.

I veri uomini, ovviamente, bevono caffé.
Se bevete del té, vi guarderanno come degli originali, faranno battutine sulla funzionalità del vostro impianto riproduttivo, o – se siete in america – penseranno che siate canadesi.
Insomma, è davvero il caso di dire che non è sempre caviale.

Ma… possiamo ricavarne qualcosa di interessante?
Diavolo, sì! Continua a leggere