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Prigionieri delle pietre

Ieri pomeriggio, considerando che era festa e tutto quanto, mi sono riguardato Children of the Stones – ed erano qualcosa come quarant’anni che non lo vedevo.
Lo trasmise la RAI, credo tra la fine del ’77 e l’inizio del ’78, col titolo di Prigionieri delle Pietre, e da allora non mi risulta sia stato replicato.
Sono sette episodi da mezz’ora, ma togliete i titoli e il riassunto delle puntate precedenti, e ci sta tutto in circa due ore e mezza. Si trova su Youtube, in una versione decente, e me la sono riguardata, e mi ci sono voluti un paio di minuti per rendermi conto che

a . mio dio, ma è a colori! (noi all’epoca non avevamo una TV a colori)
b . ma quello è Gareth Thomas! (l’uomo con cui ho trascorso i miei dopo-cena negli ultimi due mesi)

Alla fine degli anni ’70, in un glorioso bianco e nero, e senza sapere chi fosse Gareth Thomas, Children of the Stones mi terrorizzò alquanto, ed è probabilmente all’origine della mia persistente fascinazione per la preistoria e i siti megalitici.
Ma vorrei evitare di fare di questo post una operazione nostalgia, e parlare invece di un paio di cose che credo siano pertinenti.
Ah, ma prima di andare avanti… questa è la musica dei titoli di testa.

Già, ai vecchi tempi, i programmi per ragazzi erano una cosa diversa (ma ne riparleremo). Continua a leggere