strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Altro libro, altra copertina: Water

Posso finalmente mostrare al mondo (beh, OK, a quella parte del mondo che legge i miei blog) la copertina di Water: Selkies, Sirens & Sea Monsters, una antologia curata da Rhonda Parrish che uscirà ad agosto ma è già disponibile per il preordine, e che include il mio racconto The man that speared octopodes – perché era ora di mettere a frutto tanti anni spesi a studiare oceanografia.

La cover, splendida, è di Ashley Walters – e sul sito della curatrice potete trovare la lista completa deglia utori.


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Buzz su Tint Journal

Tint Journal è una rivista letteraria che pubblica scrittura creativa di autori che scrivono in inglese come seconda lingua, e nel numero della Primavera 2021 appena uscito, insieme con altri ventiquattro lavori di altrettanti scrittori e scrittrici, c’è anche una mia flash fiction, intitolata Buzz. Come si evince dalla mappa chemostra la provenienza di ciascun contributo, siamo una bella squadra variegata.

L’uscita su Tint Journal mi rende particolarmente orgoglioso per due motivi – in primis, perché è la prima volta che la mia natura di autore bilingue viene riconosciuta come un fattore distintivo e non come un difetto o un ostacolo al la pubblicazione; e in secundis, Tint Journal è una rivista letteraria “seria”, e pubblicare sulle sue pagine significa scrivere letteratura, e non ciarpame. Consideriamola un’altra tacca sul calcio della tastiera.

Buzz si può leggere gratis sulle pagine online di Tint Journal, ed i più coraggiosipossono anche ascoltarne una versione letta dall’autore, con la sua voce orribile.
La storia è illustrata da un dipinto di Patricia Falkenburg.
Leggere la mia storia – e tutte le altre – non vi costa nulla, ma potreste aver voglia di supportare Tint Journal su Patreon.


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Ocean of Storms su Land Beyond the World Magazine

Sono felice di diffondere la notizia che una mia stroria di fantascienza (abbastanza hard) intitolata Ocean of Storms, è stata pubblicata sul numero di marzo della rivista online Land Beyond the World, e la si può leggere online, gratuitamente.
Se vi va buttateci un occhio, e prendete magari in considerazione l’idea di abbonarvi alla rivista.
Buona lettura!


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Terra di fantasmi e ladri

Secondo il Nosferatu di Murnau, la Transilvania è “una terra di fantasmi e ladri” che, ammettiamolo, non è la migliore pubblicità turistica che si possa inventare, ma è certamente intrigante. Stavo guardando il film e quando quella definizione è apparsa sullo schermo, ho interrotto la visione domandandomi che tipo di paese potesse essere, e quali storie si potrebbero scrivere al riguardo.
E poiché da qualche giorno non vedevo l’ora di scrivere qualcosa solo per il gusto di scriverlo, ho dedicato due ore a scrivere un racconto. Non una storia ambientata in Transilvania, intendiamoci, ma sicuramente una storia ambientata in un paese di fantasmi e ladri.

È un breve fantasy, forse un po’ convenzionale, ma è stato comunque un buon esercizio e un modo divertente per trascorrere qualche ora lontano dal tetro (in senso buono) mondo di Murnau. Poi l’ho tradotto in italiano, e ora entrambe le versioni sono state pubblicate sulla mia pagina Patreon, per far divertire i miei clienti.

Sono stato un pessimo Creatoire su Patreon per tutto il 2020, in parte a causa di vari problemi personali, in parte perché scrivere storie da poter vendere alle riviste ha avuto la precedenza. Seguendo lo standard attuale, le storie pubblicate su Patreon contano come “precedentemente pubblicate” per la maggior parte delle riviste e, di conseguenza, vengono pagate a una tariffa ridotta. Questo normalmente non è un problema quando la mia produttività è al livello normale, perché posso scrivere sia per le riviste che per Patreon senza troppi sforzi. Ma quando la mia produzione ha subito una battuta d’arresto nel 2020, è diventato un problema.

Ma in questo momento tutto sembra tornato alla normalità e ci sono altre storie in arrivo, sia per il mercato generale, sia per i miei sostenitori su Patreon.
Scrivere è di nuovo divertente. Leggere… ah, questo dovrete dirmelo voi.


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Quarantine Quartet: ELENA

L’idea è semplice e vagamente demente: scrivere quattro racconti ambientati durante una quarantena durante gli otto giorni della quarantena prevista nella mia provincia.
Un racconto ogni due giorni, scritto solo la sera dopo cena per via di certi altri impegni inderogabili.

Il titolo del progetto è Quarantine Quartet, ed è cominciato lunedì.
E oggi, grazie alla rapidità ed alla solerzia degli oompa-loompa del signor Bezos, il primo racconto, scritto nelle serate di lunedì e di ieri, è online.

E poiché non mi piacciono le cose troppo fascili o prevedibili, il primo racconto è il terzo.

L’idea è che ogni racconto avrà uno stile e un taglio diverso, descrivendo gli stessi eventi attraverso un personaggio diverso. Ciascun racconto è una storia a se stante, e i quattro racconti possono essere letti in qualunque ordine.

Quarantine Quartet: ELENA segue il primo di questi personaggi.

L’ebook è disponibile su Amazon per 99 centesimi fino alla fine della quarantena, e naturalmente tutti i miei sostenitori su Patreon lo hanno già ricevuto, in tre formati diversi, questo pomeriggio, insieme a un certo quantitativo di extra.
Perché è bello essere miei sostenitori su Patreon.


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Un’altra Valerie

Per qualche misterioso motivo, nelle mie storie compaiono un sacco di personaggi che si chiamano Valerie. La prima istanza è del 1989, in un romanzo breve vagamente cyberpunkoide, misericordiosamente perduto per sempre. La ragione di ciò è perduta nelle nebbie del tempo.

Stamani, a sorpresa, i miei sostenitori della Five Bucks Brigade su Patreon hanno ricevuto copia de Il Caso della Figlia del Fabbricante d’Inchiostro – la prima storia di Valerie Trelawney. Valerie avrà anche una presentazione ufficiale in società fra qualche mese, quando in una antologia zeppa di autori molto più in gamba di me farà la sua comparsa Il Caso delle Mummie di Manchester.
Ma per ora, i miei sostenitori su Patreon hanno avuto modo di incontrare, per primi ed in esclusiva, miss Trelawney.

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Notizie dalla Frontiera

Devo ammettere che Tales from the Frontier non è il massimo, come titolo, ma considerando come la serie ha preso forma in maniera storta e spontanea, credo sia OK seguire il flusso e vedere dove andiamo a finire. Se non altro, l’etichetta descrive esattamente il contenuto della scatola.

tales from the frontier title splash

Ricapitolando…
L’ambientazione prese forma in un test di scrittura fatto per entrare come collaboratore su un manuale per un gioco di ruolo. Avevo un numero limitato di parole per dare un po’ di colore locale e di ambientazione. Mi immaginai perciò un’area montuosa al confine fra quasi-l’India-Mughal e non-proprio-la Cina-dei Tang, e andai avanti da lì. Continua a leggere