strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


Lascia un commento

Missy Higgins

470_missyhiggins,0Sto continuando ad esplorare la musica neozelandese – dopo Gin Wigmore e Kimbra, pareva interessante dare un’occhiata a Missy Higgins, la regina delle classifiche pop della Nuova Zelanda.

Classe 1983, Melissa “Missy” Morrison Higgins esordisce nel 2001.
Ma i dettagli possono aspettare – se vi interessano, leggete la sua entry su Wikipedia.
Attivismo, cause sociali, premi, avventure.
Musica, soprattutto.
C’è tutto.

Per quel che mi riguarda, non ha né la potenza grezza della Wigmore né l’incredibile duttilità di Kimbra, e forse è la più convenzionale delle artiste Kiwi incontrate fin qui, ma ha una voce piacevole, degli arrangiamenti divertenti (nonostante una certa malinconia), e comincio a domandarmi cosa diavolo ci sia nell’acqua in Nuova Zelanda…

E francamente questo pezzo trovo difficile levarmelo dalla testa

Enhanced by Zemanta


5 commenti

When you go black…

Sono nuovamente sulla strada e per un paio di giorni vi sciropperete i miei post programmati.
Non me ne vogliate se non vi rispondo ai commenti – sarò prevalentemente offline.

Intanto, a farmi compagnia sul treno, ci saranno i due dischi di una giovane cantante neozelandese scoperta per caso, e straordinariamente interessante.
Beh, per me, per lo meno.

Gin-gin-wigmore-18272977-1280-800

Pare che in patria Gin Wigmore (classe 1986) abbia fatto non poca gavetta, ma in questa maniera ha certamente messo a punto uno stile interessante.
Sono stati fatti paragoni con un paio di note cantanti (vive o morte) che negli anni passati hanno avuto un certo successo.
Ma ascoltando dall’inizio alla fine Gravel & Wine, il più recente lavoro della Wigmore, ci si rende conto che i paragoni sono sterili, e che abbiamo a che fare con un personaggio originale.
Il precedente Holy Smoke è altrettanto interessante, se vagamente più convenzionale.
La voce è rotta, sporca, quasi sgraziata, ma assolutamente giusta.
I riferimenti musicali vanno dal country al rock passando per la Bond-music.
I riferimenti culturali sono al noir e al pulp, a storie andate malissimo, alla vita sulla strada e nei sobborghi, a donne con la pistola e pecore nere.
E sì, il singolo Black Sheep mi piace molto.

Divertente, brava, e da tener d’occhio.

E per farsi un’idea, un paio di pezzi di riferimento.