strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Imparare l’inglese con i pulp

Un paio di giorni addietro un’amica mi ha chiesto di metterle assieme un corso di inglese su misura – una cosa che si possa fare online, nel tempo libero, possibilmente divertendosi.
Irrobustire l’inglese letto e scritto.
Prendere confidenza con l’inglese parlato.
Possibilmente divertendosi.
E non un corso per principianti assoluti, ma una cosa adatta a una personba che un po’ già ne mastica, e vuole migliorare.

Mi è parsa una buona idea, che potrebbe diventare un’altra fonte di introiti in questo deserto lavorativo che chiamiamo Astigianistan: l’inglese è richiesto per lavorare, come ogni altra lingua straniera, e conoscere una lingua straniera ci permette di vedere il mondo attrraverso gli oicchi di un’altra cultura: non solo abbiamo accesso ai loro libri, ai loro film, ma proprio possiamo cominciare a vedere come parlando lingue diversi si pensi in maniera diversa. È utile. Continua a leggere


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Alla radio, a teatro (o viceversa)

Questo è troppo bello per non parlarne.
Ed ho un’amica là fuori che potrebbe voler prendere appunti, e poi contattarmi, in modo da poter…
Ma andiamo con ordine.

Linda-CardelliniLa colpa, in questo caso, è di Linda Cardellini.
Che oltre ad essere decisamente attraente, è anche un’ottima attrice che ha lavorato su un paio di film piuttosto interessanti (consiglio di buttare un occhio a Return, del 2011).
E dire che aveva cominciato come attrice-ragazzina in un serial.
Comunque, cercando notizie sui film della Cardellini, scopro che è ospite fissa di The Thrilling Adventure Hour.

The Thrilling Adventure Hour?!
Posso resistere ad un titolo del genere?

Il passo successivo è scoprire che Nathan Fillion è un altro ospite fisso.
A questo punto, non c’è storia – devo sapere di più. Continua a leggere


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Radiodrammi – o dell’assenza di un pubblico

w-e_373wL’idea deriva da una serie di cose diverse.
Da una parte ci sono state delle chiacchiere sfuse con la mia amica la Clarina, che sta ad un paio di celle più in là, qui nel Blocco C della blogsfera.
Dall’altra c’è il fatto che – da ieri, e fintanto che ci riuscirò, su Karavansara, il mio blog in inglese, la domenica posterò un radiodramma d’epoca, possibilmente un adattamento di un film d’avventura.
Ieri abbiamo cominciato con Lost Horizon, versione Lux Radio Theater.
E poi c’è il fatto che recenetemente di radiodrammi ed audiobook ne ho ascoltati parecchi – ci avevo anche fatto un post – e la cosa mi piace molto.

Perciò ho ammanettato mio fratello al termosifone – lui dopotutto si occupa di musica e produzioni sonore – l’ho tormentato di domande, ed ho fatto un paio di conti.

Cosa serve, per fare un buon audiobook? Continua a leggere