strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Tre varianti sul tacchino

Un’amica qualche sera fa mi faceva notare che è un po’ che non pubblico delle ricette.
È vero.
E d’altra parte comincia ad essere la stagione nella quale spadellare attorno al gas non è più un tormento, ma anzi, è anche vagamente piacevole.

E quindi, perché non ricominciare con le ricette?
Qualcosa di facile, saporito e di poco prezzo, magari.
Perché lo sappiamo bene, non è sempre caviale.

04-bacon-herb-turkeyProviamo con il Petto di Tacchino con Pancetta e Erbe Fini.
Tre diverse varianti della stessa ricetta.
Le quantità, come sempre, sono variabili, a seconda delle porzioni.
Vi serviranno

  • un petto di tacchino (intero o sfilettato)
  • pancetta affumicata
  • burro
  • salvia
  • origano
  • timo
  • rosmarino
  • pepe
  • aglio tritato
  • sale grosso

Alla maniera tradizionale:
Si comincia col far saltare in padella il bacon, facendolo dorare.
Sminuzzare la pancetta, e mescolare con le erbe tritate, il sale e il pepe.
Aggiungere il burro e lavorare finché non si ottiene una crema, che dobbiamo poi spalmare sul petto di tacchino (se il tacchino  ha ancora la sua pelle, possiamo infilare l’impasto sotto alla pelle).
bacon-wrapped-turkey-3Il petto così preparato viene messo in forno (temperatura alta), salato e pepato a piecere, e condito con il grasso di cottura della pancetta.
Lasciare in forno per un’ora/un’ora e una quarto.
Servire con il suo sugo di cottura.
Non male.

Esiste anche una variante più coreografica, in cui il petto di tacchino viene arrotolato in fette di pancetta prima di essere infornato.

Vediamo ora la variante veloce e disperata:
Gli ingredienti sono gli stessi, ma possiamo anche usare un petto di tacchino sfilettato.
Il bacon viene fritto come nella ricetta precedente, mescolato alle erbe fini il sale e il pepe, e poi rimesso in padella col proprio grasso e con una aggiunta di burro, fino a ottenere un condimento che possiamo versare sui filetti di tacchino prima di cacciarli in forno.
I tempi di cottura sono più brevi, e il risultato finale potrebbe essere leggermente più asciutto.

Ultima alternativa, velocissima: friggere la pancetta, sminuzzarla, aggiungere le erbe e il burro in padella, aggiungere i petti di tacchino, e friggere in padella fino al grado di cottura preferito, salando e pepando a piacere.

Si può servire con un contorno di patate al forno.


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Due rapidi ed eleganti

È una ferma convinzione nella cucina cinese che ciò che è buono debba anche essere bello.
Qui da noi di solito si pensa che ciò che è buono debba essere costoso*, ma chiunque sia stato in un ristorante in cui, cn grandi svolazzi da somellier, una bottiglia di vino col tappo a vite ci viene venduta per venti euro sa che è forte anche l’opinione che ciò che è elaborato sia buono.

E allora noi elaboriamo.
Lo sappiamo, giusto, che non è sempre caviale?
Beh, un paio di accorgimenti potrebbero aiutarci a zittire la fidanzata preteziosa di qualche vecchio amico, o il fidanzato yuppie della nostra ex** che è abituato a mangiare etnico.

Cominciamo con una cosa buona per riciclare gli avanzi.
Sì, c’è una punta di ironia.
Nel nostro caso, questo è un buon modo per riciclare panini raffermi.
Rosette.
O quei panini tondi grandi più o meno quanto un pugno.
O quei due mezzi pacchetti di panini per hamburger che ci sono rimasti in fondo alla dispensa…

Dunque.
Scaldare il forno, a livello alto.
Tagliare i panini, ma non a metà tipo sandwich, ma a tre quarti, come per ottenere un piccolo coperchio.
Svuotare delicatamente della mollica i panini.
Nello spazio così ottenuto, sgusciare un uovo.
Aggiungere sale, un fiocco di burro e una spolverata di erba cipollina.
Coperchiare ciascun panino, e infornare.
Quindici/venti minuti.
Servire con un’insalata leggera.
Se qualcuno prova a metterci del tabasco, schiaffeggiatelo.

Ottimo anche per la colazione.

Seconda ipotesi.
Prepariamo una miscela di zucchero di canna e polvere di peperoncino (tre a uno, come proporzione indicativa, ma poi è una questione di gusto).
Poi…
Petto di pollo.
Tagliare a bocconcini.
Far saltare i bocconcini nella miscela fino ad impanatura completa.
Avvolgere ciascun bocconcino in una fetta di pancetta affumicata.
Ripetere l’operazione di panatura.
Aggiungere pepe o aglio a piacere.
Infornare in forno ben caldo per venti minuti, o finché la pancetta non appare croccante e caramellata.
Servire con insalata o patate al forno.

Non scordate la coreografia.
Se non avete a disposizione un servizio di piatti e di bicchieri sufficiente per tutti, assicuratevi di non avere due piatto o due bicchieri uguali.
Trasformate una triste necessità in una curiosa eccentricità.
Ma di certe cose ne parleremo, magari in un prossimo post.

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* da cui la reiterata scena alla quale assistiamo al supermercatoi, “Mi dia due etti di prosciuttoi, di quello buono!” che in italiano qualsiasi sarebbe “Mi dia due etti di prosciutto del più caro.”

** anche se, se lei ci ha mollati, cosa ci fa a cena da noi, e col suo nuovo partner?
Bah, affari vostri.