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L’Imperatore Inesistente

https://i2.wp.com/homepage.mac.com/kaaawa/iblog/C394583283/E20080209130108/Media/Napoleon_on_his_Imperial_throneb.JPGNe ho accennato un paio di volte, nei giorni passati, qui e in altra sede, e mi pare il caso a questo punto di segnalare esplicitamente un allegro libriccino che costituisce una buona fonte di divertimento a prezzo modico – non difficile da reperire, viaggia attorno ai 5 euro.

Il volume in questione si intitola L’Imperatore Inesistente, e venne pubblicato da Sellerio editore, Palermo, nel lontano 1989.
Vent’anni or sono (mi sento vecchio).
Il volumino di meno di duecento pagine raccoglie in effetti tre testi “storici”…

Jean-Baptiste Pérès – Come qualmente Napoleone non è mai esistito, ovvero grande errore, fonte di un numero infinito di cose errate da correggere nella storia del XIX secolo – originariamente stampato nel 1827

(Arcivescovo) Richard Whately – Dubbi storici su Napoleone Bonaparte – pubblicato anonimamente nel 1819, più volte ristampato.

Aristarchus Newlight – Certezze storiche relative ai primi anni della storia d’America, ovvero commentario del revrendo Aristarchus Newlight a “Il libro dellecronache della terra di AICNARF” – classe 1851

Dei tre, il più succoso è probabilmente il lavoro di Whately, poliedrico eclesiastico britannico (con tanto di cognome lovecraftiano), una satira tagliente nei confronti di stampa e politica supportata da una logica (apparentemente) stringente e da un occhio acuto per le evidenti contraddizioni nelle fonti storiche…

Ad esempio, nè gli amici né i nemici di Filippo il Macedone o di Giulio Cesare misero mai in dubbio il coraggio o l’abilità militare dei due condottieri. Con Buonaparte, invece, è accaduto diversamente.
Questo oscuro avventuriero corso è, secondo alcuni, uomo di straordinario talento e coraggio; secondo altri, invece, personaggio di mediocre abilità e di volgare codardia.

Con la sua sovracopertina di carta ruvida color nocciola ed il formato tascabilissimo, il volume non sfigura fra altri trattatelli eccentrici che sono il diletto di chi è malato di libri.
E i contenuti sono, come dicono alcuni, cibo per il pensiero.
Una piacevole lettura per un finesettimana diverso.