strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Nuovo progetto, nuovo formato, nuova sfida

L’idea era lì che covava da anni.
Anni.
Il fatto è che, l’ho già detto in passato, io mi sono stancato di partecipare a convegni, conferenze, congressi e lezioni, e subire inammissibili pipponi soporiferi da parte di professionisti certo preparatissimi, ma che credono che conoscere l’argomento di cui parlare – ed avere le slide su PowerPoint – sia sufficiente per fare una buona presentazione.

La famosa Morte da PowerPoint è ancora una delle principali cause di traumi fisici e mentali nei partecipanti a corsi, conferenze, congressi.
Ma non è solo PowerPoint – o software equivalenti – ad essere un problema.
Il problema è che la scuola, l’università, non ci insegna a comunicare in maniera efficiente e non traumatica.
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Davanti a tutti (1)

Strane connessioni, strane coincidenze.

Sto martellando gli ultimi rivetti nella presentazione sull’estetica steampunk per la prossima settimana, e affrontando tutti i soliti dubbi da PowerPoint che sono ormai abituato a mettere in lista.

Il proiettore funzionerà correttamente?
Funzioneranno i filmati?
Ci sarà un impianto audio per il sonoro?

Intanto, poco lontano da qui, l’amico Alex Mcnab parla di promozione e autopromozione, ed osserva..

Per contro sono del tutto refrattario al contatto faccia a faccia. Non mi vedrete MAI presentare un romanzo in qualche incontro pubblico, conferenza o altro. Non lo farei nemmeno sotto minaccia armata, figuratevi. Odio parlare a più di uno/due persone alla volta, ho tendenze sociopatiche e concettualmente credo che certi argomenti rendano assai di più attraverso la parola scritta che non col parlato. Comunque, di base, credo che ci sia quel fastidio comune ad alcuni, che riguarda il dover discutere con persone sconosciute.

E a me vengono in mente Vacante & Odisio.
È ora di tirare fuori un paio di scheletri dall’armadio e dar loro una sana spolverata.

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