strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Una sfida per novembre

Lo sentite anche voi, lo scricchiolio delle sedie e il cigolare degli ingranaggi mentali di migliaia di persone che si apprestanoa riversare fiumi di parole sui loro file in occasione del NaNoWriMo, il National Novel Writing Month, martoriandosi le dita sulle tastiere?

Come ho spiegato in passato, da qualche parte, io non faccio il NaNoWriMo, perché scrivere tutti i giorni è il mio lavoro di tutti i giorni. Al momento ho una campagna di 50.000 parole per un gioco di ruolo da consegnare fra otto settimane, ed un romanzo di 85.000 parole da consegnare per la fine di gennaio. Il NaNoWriMo lo lascio a chi lo fa per hobby, con l’augurio di divertirsi e la mia benedizione, per quel che vale.
E badate, non ho nulla contro il NaNoWriMo, né contro una discreta percentuale di coloro che vi partecipano. Semplicemente non fa per me perché tutti i miei Mo sono WriMo e francamente della patacca di “Vincitore del NaNoWriMo” non so cosa farmene.
Preferisco, per dire, lo StoryADayMay, in cui per un mese si scrive un racconto al giorno. Perché è una cosa più gestibile, e perché i trentuno racconti scritti in quel mese li posso vendere – Singularity, che è stato pubblicato su Shoreline of Infinity e messo in lista per il BSFAAward, l’ho scritto in un pomeriggio, a maggio.

Però, però, però…

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Anthony lavorava da un verduriere…

Uno degli effetti più spiacevoli del blocco che ormai da alcuni mesi mi impedisce di condividere i miei post su Facebook è la poca voglia di scrivere dei post.
Il che è probabilmente ingiusto nei confronti di chi magari avrebbe voglia di leggere le mie chiacchiere (ammesso che ancora ci sia e non si sia cercato altre forme di intrattenimento), ma è davvero un problema reale.
Per cui l’idea per qualcosa di cui voler parlare mi viene anche, ma poi scatta il “sì, ma a che pro?”
La scarsità di commenti è un altro fattore, ma è certamente conseguenza del blocco – meno persone scoprono i miei post, meno persone li leggono, menopersone commentano.
Un lento ma inesorabile processo di desertificazione.

È vero, condivido passando per Tumblr – piattaforma che a momenti neanche mi ricordavo che ancora esiste.
Scrivo il post su strategie evolutive, posto il link su altre strategie, condivido il post su tumblr su Facebook.
Bello liscio.
O quasi.
La prima reazione alla mia prima condivisione di un post di Tumblr su facebook è stata

Noooo, Tumblr noooo!

Ed in effetti non è che stia andando proprio benissimo.

Poi, oggi, mi sono ricordato conto che i post su Patreon si possono condividere sia su Facebook che su Twitter.
E già li faccio, dei post su Patreon – anche se non tanti quanto mi piacerebbe (è stato un anno terribile).
Vero, i post Patron-only li possono leggere solo i miei sostenitori, ma quelli liberi li possono leggere tutti – e per me cosa cambia, se invece di leggerli su WordPress li leggete su Patreon?

OK, cambia che per me l’interfaccia di Patreon è un po’ di legno, ma a parte quello?
E magari qualcuno potrebbe addirittura decidere di sostenermi.
Sarebbe bello – il tentativo di zittirmi potrebbe finire col fruttarmi qualche lira.

Ecco, potrei fare i post che fino a qualche mese fa avrei fatto su strategie come post liberi su Patreon, e poi fare dei post Patron-only – insieme con la condivisione dei miei appunti di scrittura, i miei racconti, e tuitto il materiale extra che in maniera irregolare infliggo ai miei sostenitori.

Dopotutto, stavo già considerando l’opzione di usare Patreon come piattaforma per il mio prossimo corso …

E questo è un primo esperimento – questo post esce su Patreon (unpo’ prima) e poi su strategie.
Vediamo cosa succede.

(ah, naturalmente i post su Patreon saranno bilingue, perché è bello essere miei sostenitori)

Perché alla fine la soluzione pare essere quello che fece Anthony che lavorava in una drogheria, in quella vecchia canzone…


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World Dracula Day: a caccia di vampiri nel futuro

Oggi è il World Dracula Day, e quindi mi pare una buona occasione per fare un post su un progetto sul quale sto lavorando da un mesetto a questa parte, e che i miei sostenitori su Patreon stanno suben… ehm, stanno esplorando in esclusiva (per ora?).

Avendo trascorso la maggior parte del 2020 a scrivere per un malaugurato progetto di ghostwriting e poi cercando di scrivere e vendere abbastanza narrativa per le riviste per coprire le spese, quando nel 2021, la situazione è tornata, se non alla normalità, almeno in un stato stabile, dopo così tanto lavoro di scrittura orientata strettamente al mercato, ho deciso di dedicare un po’ di tempo al divertimento della scrittura, senza blocchi, obiettivi o la necessità di accontentare un editore o, peggio ancora, un cliente.

E così ho iniziato a scrivere, una sera dopo cena, senza una meta o un tema preciso. Ho immaginato due personaggi, Cal e Amy, e ho scritto circa duemila parole di una loro storia.
Uno science-fantasy, sottogenere ormai dimenticato: terra futura, tecnologia antica, forse alieni (o umani ingegnerizzati biologicamente, o forse altro), rovine perdute, strane creature. Una scienza abbastanza avanzata da sembrare magia, o viceversa, una magia abbastanza avanzata da sembrare scienza.
Duemilaparole scritte in una sera, e poi la storia si è piantata.
Non stava andando da nessuna parte. Avevo ancora bisogno di trovare i personaggi e, cosa più importante, trovare qualcosa da fargli fare.
Ma ho continuato a scrivere ogni sera dopo cena, per questo mio progetto “delle vacanze” – frasi buttate, descrizioni alla deriva, e appunti, un sacco di appunti. Ma non una storia.
E se c’è un modo per esplorare un mondo che fatica a crescere, è farlo attraverso gli occhi di un diverso personaggio.
O cinque.

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Si avvicina il mio compleanno…

… e mentre sono travolto da diecimila cose, ho pensato come l’anno passato di fare un episodio speciale di Paura & Delirio, solo per i miei sostenitori su Patreon.
Patreon è stato in questi anni un sostegno – non solo materiale – incredibile per me, e io mi sento sempre in qualche modo in difetto con i miei sostenitori. Ora, per i mesi a venire, sono pronti una serie dipost, un paio di racconti in esclusiva, e l’episodio speciale di Paura & Delirio è una cosa divertente, e che speriamo che piaccia.
Lucia ha accettato di farmi da spalla, ed a questo punto ci siamo detti che era il caso di lasciare la scelta ai diretti interessati.

Perciò ho appena chiesto ai miei sostenitori su Patreon di scegliere un film fra

Jason and the Argonauts, film del 1958 di ray Harryhausen, uno dei grandi classici del fantasy hollywoodiano.

Shadow of the Cat, film Hammer che proprio a maggio compie sessant’anni, e che pochi ricordano, con una splendida Barbara Shelley.

E per ultimo, The Gorgon, del 1964, sempre della Hammer, sempre un film atipico, sempre con Barbara Shelley, ma con in più Christopher Lee e Peter Cushing.

E a questo punto perché non aprire la votazione anche ai lettori del mio blog?
Ditemi la vostra nei commenti – ma tenete presente che ciascun voto da Patreon ne vale almeno due qui sul blog.

O avete altri suggerimenti? I commentisonoa perti.


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Terra di fantasmi e ladri

Secondo il Nosferatu di Murnau, la Transilvania è “una terra di fantasmi e ladri” che, ammettiamolo, non è la migliore pubblicità turistica che si possa inventare, ma è certamente intrigante. Stavo guardando il film e quando quella definizione è apparsa sullo schermo, ho interrotto la visione domandandomi che tipo di paese potesse essere, e quali storie si potrebbero scrivere al riguardo.
E poiché da qualche giorno non vedevo l’ora di scrivere qualcosa solo per il gusto di scriverlo, ho dedicato due ore a scrivere un racconto. Non una storia ambientata in Transilvania, intendiamoci, ma sicuramente una storia ambientata in un paese di fantasmi e ladri.

È un breve fantasy, forse un po’ convenzionale, ma è stato comunque un buon esercizio e un modo divertente per trascorrere qualche ora lontano dal tetro (in senso buono) mondo di Murnau. Poi l’ho tradotto in italiano, e ora entrambe le versioni sono state pubblicate sulla mia pagina Patreon, per far divertire i miei clienti.

Sono stato un pessimo Creatoire su Patreon per tutto il 2020, in parte a causa di vari problemi personali, in parte perché scrivere storie da poter vendere alle riviste ha avuto la precedenza. Seguendo lo standard attuale, le storie pubblicate su Patreon contano come “precedentemente pubblicate” per la maggior parte delle riviste e, di conseguenza, vengono pagate a una tariffa ridotta. Questo normalmente non è un problema quando la mia produttività è al livello normale, perché posso scrivere sia per le riviste che per Patreon senza troppi sforzi. Ma quando la mia produzione ha subito una battuta d’arresto nel 2020, è diventato un problema.

Ma in questo momento tutto sembra tornato alla normalità e ci sono altre storie in arrivo, sia per il mercato generale, sia per i miei sostenitori su Patreon.
Scrivere è di nuovo divertente. Leggere… ah, questo dovrete dirmelo voi.


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Paura & Delirio 23: Slither (2006) & un piccolo extra

Come dicono gli anglofoni, la ruggine non dorme mai. E noi neanche.
Distribuito in Italia col titolo di Una Fame da Paura (perché anche Los Titolistas non dormono mai) Slither (2006)è un piccolo horror in puro stile anni ’80 per qualche motivo girato solo negli anni 2000, capace di prendersi abbastanza sul serio da riuscire anche ad essere una commedia.
In piccolo paese della provincia americana Nathan Fillion ed Elizabeth Banks dovranno affrontare un pericoloso parassita alieno, sotto la guida del giovane James Gunn (sì, quello di Guardians of the Galaxy).

E noi naturalmente faremo S P O I L E R, per questo film che è anche un piccolo gioco di società, essendo assolutamente zeppo di citazioni, scene rubate e uova di Pasqua.
Buon divertimento!

Ma non è tutto. Poiché in questi giorni sto (anche) festeggiando i tre anni della mia presenza su Patreon, grazie alla collaborazione della mia complice Lucia ho appena postato un episodio speciale di Paura & Delirio in esclusiva per i miei sostenitori su Patreon. Il secondo episodio di questo genere – ne avevamo già fatto uno a Maggio.
E poiché noi su Patreon non parliamo necessariamente solo di horror, lo special è dedicato a un film d’avventura, con contorno di scarafaggi carnivori, ed una portata principale a base di maledizioni egizie.

Perché è bello essere miei sostenitori su Patreon.


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Un podcast per le Ombre Lunghe

Ieri pomeriggio, per l’ora del tè, io e Lucia Patrizi de Il giorno degli Zombi abbiamo registrato una nuova puntata di Paura & Delirio, chiacchierando amabilmente di un vecchio film, Horror Express, con l’accoppiata Christopher Lee e Peter Cushing, ed un colossale Telly Savalas.

È stata una cosa estremamente rilassata, com’è nostro solito – in sottofondo si sentono i passeri che cinguettano nel giardino di Lucia. Come al solito abbiamo divagato – parlando di Carpenter e di John W. Campbell, di anelli mancanti e di cinema parrocchiali, di pseudoscienza e di cosacchi, di Shanghai e di contesse russe.
Un’ora è passata in un attimo.

La maggior parte del pubblico non potrà ascoltare questo podcast.
Lo abbiamo registrato, infatti, come un mio personale regalo ai miei sostenitori su Patreon, in occasione del mio compleanno – e del compleanno di Peter Cushing e Christopher Lee – la Festa delle Ombre Lunghe promossa dal mio amico Franco Pezzini, ormai una ricorrenza imperdibile.

I miei sostenitori hanno votato quale film avrebbero voluto sentire discutere, e la loro scelta è stata assolutamente perfetta.
E per i miei sostenitori di lingua inglese, che delle nostre chiacchiere in italiano non sanno cosa farsene, ci sarà un articolo, basato sulla nostra chiacchierata – 2000 parole su un film ingiustamente sottovalutato… il film in cui Lee e Cushing trascorrono più tempo insieme in scena

Il programma andrà in onda il 27 di Maggio, sulla mia pagina Patreon.
Perché è bello essere miei sostenitori su Patreon.


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Il Corsaro, il Gatto Senza Nome e il Carpaccio Perduto

Qualche mese addietro ho messo in piedi una cosa che doveva chiamarsi Sette Vite – una collezione di mie storie inedite, sette, tutte con un gatto da qualche parte, da rifilare a tradimento ai miei sostenitori su Patreon (perché è bello essere miei sostenitori su Patreon) e poi da riunire in un volume unico, da vendere per raccogliere fondi per due rifugi per gatti randagi.

Arrivato al sesto racconto, sono sucesse tre cose

  • mi è stato fatto presente che i gatti hanno nove vite, scemo, non sette
  • il mio lavoro come ghostwriter è straripato travolgendo la mia esistenza
  • è scoppiata una pandemia globale

E così il mio piano di una storia al mese è andato a gambe all’aria, ma solo un po’ – e così la settima storia, che era prevista per marzo, è uscita solo oggi.

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