strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Qui, e adesso

Non lo odiate anche voi quando fate un’affermazione, anche solo una osservazione banale, oppure esponete una vostra ferma convinzione, e immediatamente la realtà si organizza per venire a mettervi alla prova proprio su ciò che avete appena detto, come a voler vedere se le vostre convinzioni non siano, alla fine, solo chiacchiere?
A me succede di continuo.
Io la detesto, ‘sta cosa.

Poche ore fa, attraverso un messaggio via facebook, gli abitanti di Castelnuovo Belbo hanno saputo che è stato rilevato un primo caso di COVID-19 nel nostro paese.
È cominciata anche qui.

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La paura dell’ignoto può essere utile

Ieri ho commesso, credo, un passo falso.
Si chiacchierava, con la mia amica Lucia, di come l’attuale situazione di quarantena, e la pandemia, e tutto il resto, stiano generando reazioni scomposte su un fronte molto ampio. O, per dirla coi termini della Scuola di Vienna, c’è un sacco di gente che sbrocca.

Quella che era partita come una piacevole vacanza, con la nazione unita contro il virus, che cantava sui balconi per affermare la propria speranza in barba al contagio, si è trasformata in una specie di rissa, con i fautori della “dittatura dei virologi” da una parte, che non aspettano altro che di uscire di casa e leccare tutte le persone che incontrano in un gesto di sfida al potere totalitario che ci vuole bloccati a casa, ed i sostenitori della linea dura, “da soli a casa fino al 2030”, che vorrebbero sparare a vista a chi cammina per strada e bombardare le spiagge, a prescindere.

La realtà, come al solito, è un po’ più complicata di così.

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Allora vi faranno male per niente

Poi dicono che la realtà supera sempre la fantasia. Abbiamo appena ricevuto una visita da unrappresentante di unalocale compagnia di sicurezza privata. Stanno facendo il giro delle abitazioni dell’area, ci ha spiegato, per offrire un servizio di vigilanza personalizzato – telecamere, allarmi, unità di risposta rapida (che sarebbero due tipi parcheggiati in auto da qualche parte nel raggio di dieci chilometri, e che arrivano se suona l’allarme).

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Libri bruciati, con delicatezza

clean_reader_logoOK, facciamoci due risate.
Anzi no, non c’è niente da ridere: hanno inventato una cosa che si chiama Clean Reader.
Si tratta di un’App che gira su tablet, sia iOS che Android, un reader che ripulisce il testo che state leggendo dalle parolacce.

Clean Reader impedisce che le parolacce (swear words, NdT) nei libri vengano mostrate sul vostro schermo. Siete voi a decidere quanto deve apparire pulito il vostro libro, e Clean Reader fa il resto.

Apparentemente ha quattro settaggi possibili
. Spento
. Pulito
. Molto pulito
. Senza macchia

Ho scoperto la cosa attraverso il blog di Chuck Wendig, e credo di condividere in pieno il suo giudizio, che fa più o meno così

vaffanculo!

E ora scendiamo nei dettagli. Continua a leggere


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Da qualche parte tocca cominciare

OK, e così sono andato e l’ho fatto.
Ho postato una risposta ad una offerta di lavoro da parte del Nuseo di Storia Naturale di Londra.

Sì, questo qui…

Un posto per un anno a Londra, come responsabile della didattica.
Non credo di avere grosse possibilità.
Il posto è più adatto ad una persona più giovane di me, con delle qualifiche più strutturate.
Che sia già sul posto.
Però chissà.
Se non ci avessi provato, non avrei certamente avuto alcuna possibilità.

Ed è stato bello scoprire che agli inglesi del NHM non interessa l’anno in cui mi sono laureato, e neanche la votazione.
Che non si sognano di domandarmi “quanto pensi sia il compenso adeguato per il tuo lavoro”*, ma anzi, me lo dicono forte e chiaro a pagina uno.
Che non vogliono il mio CV – e che anzi, qualunque proposta di collaborazione che non passi attraverso il loro formato e la loro modulistica verrà annientata.
Che mi mandano una mail 24 ore dopo dicendo che i miei dati sono nel pool di valutazione.
È un altro mondo.

E poi c’è un altro motivo, per connettersi al sito del NHM e riempire la loro modulistica.
Si tratta di vincere la paura.

Perché è facile, a chiacchiere, dire sì, vado all’estero, anche un posto da telefonista a Taiwan è comunque meglio che in Italia.
È molto facile.
Ma premere il pulsante invia della mail con allegato il curriculum è tutta un’altra cosa.
Esporsi al rischio che arrivi una risposta che ci dice

Wow! Sei proprio chi stavamo cercando. Ti aspettiamo a Seoul fra tre giorni per discutere i dettagli…

… fa paura.

C’è una specie di sfarfallamento, a livello del diaframma, mentre si riempie il modulo online, mentre si elencano le qualifiche, mentre si scrive nella casellina di testo perché siamo la persona più adatta per questo posto…

È un po’ come prima di tuffarsi.

Perciò sono andato e l’ho fatto.
Ora che il primo è andato, ne verranno molti molti altri.
Tanto ormai, sono compromesso, giusto?

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* mai è esistito momento più falso e stupido nell’intero processo di selezione del personale.
Sì, lo considero peggio del test grafologico per stabilire se il candidato sia una persona affidabile da come fa il taglio alle T.


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Il ritorno della Faina

Ho rivisto la Faina, oggi.
Appropriato, considerando che si avvicina la commemorazione dei defunti.

“Supponi che lo facciano,” mi ha detto, con una smorfia.
Si riferiva, naturalmente, al giornale di oggi.
“Non lo faranno mai,” gli ho risposto.
Lui ha riso. “Certo, certe cose qui non potrebbero mai succedere, vero?”
Sul giornale di oggi, il leader delle Camicie Verdi sostiene che “il Paese non può durare”.
“Sta perdendo presa sui suoi elettori,” ho detto, ragionevole. “Rispolvera la secessione solo per aggrapparsi ai loro istinti più bassi.”
“Governments crack and systems fall,” mi ha risposto lui.
Ha allungato una mano verso la mia tazza di te e ne ha bevute due sorsate.
“Troppo dolce,” ha detto, e poi, “Supponi che lo facciano,” ha ripetuto. Continua a leggere