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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Progressisti a tutti i costi

https://i2.wp.com/sanpedrosula.usvpp.gov/uploads/images/V4milgdgsQwXFc49FeMRPQ/American_Indian_Month.jpgBello vivere nella vecchia Europa, e per di più in unpaesecon una lunga tradizione di cultura e di effervescenza politica…

Stando a tutti i dati fin qui disponibili, pare che Barack Obama – o come alcuni lo chiamanoBarack’O – abbia vinto le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
Io, lo ammetto, condivido solo in parte l’entusiasmo mostrato da tanti amici liberal.
Sarà perché sento di più problemi più vicini a casa.
Sarà perché non posso fare a meno di ricordare il vecchio monologo del compianto Bil Hicks, quello sui due pupazzi ma un solo burattinaio, quello in cui spiegava che non importa cosa promettano incampagna elettorale, poi appena eletti li portano in una stanza in cui ci sono dodici industriali che fumano il sigaro, e gli proiettano un filmino sull’omicidio Kennedy, ripreso da una angolazione mai vista prima.
Così, perché capiscano chi comanda davvero.

Comunque, Barack Obama ha vinto.

E non è mancato, meno di un paio d’ore or sono, il solito esperto di politica internazionale – ce n’è uno annidato in ogni caffetetria del paese, e attorno al weekend fà anche il commentatore sportivo – che si è sentito in dovere di spiegare a me ed a tutti gli astanti che in fondo Barak Obama ha vinto, se ha vinto, col voto dei negri,degli ispanici, dei latinoamericani e magari anche dei cinesi.
Col voto di tutti i maledetti immigrati, insomma.
I veri americani hanno votato McCain, ci ha garantito, con fare saputo.

Ed io che non so stare zitto, allora ho osservato che il povero McCain non aveva una speranza all’inferno di farcela, se contava solo sui voti dei pellirosse delle riserve.

La battuta non è stata gradita.
Certa gente non ha il senso dell’umorismo.