strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


Lascia un commento

Quel che resta di un altare

Sono andato a scavare nelle scatole e ho tirato fuori i miei (pochi, ahimé) CD della Orpheus Chamber Orchestra, per rimpiazzare High Adventure di Kenny Loggins sul mio lettore.
51vf6rrPb-L._SX298_BO1,204,203,200_La colpa, credo, è di Phil Rickman, e di The Remains of an Altar, uno dei libri ricevuti in regalo per il mio compleanno – un romanzo interamente incentrato sulla figura di Edward Elgar.
Ma è meglio di così.

The Remains of an Altar appartiene alla serie di Merrily Watkins, ma per quanto la serie abbia una sua cronologia interna, lo si può leggere indipendentemente dagli altri.
Merrily Watkins è una sacerdote1 anglicana “Deliverance consultant”, che sarebbe poi più o meno un esorcista per la chiesa anglicana.
I romanzi sono uno strano connubio di sovrannaturale e poliziesco, con il poliziesco a dominare sulla trama. È come se Phil Rickman volesse dirci che il male compiuto dagli uomini è molto più immediato e tangibile di quello – presunto – che proviene dall’aldilà. Continua a leggere

Annunci


2 commenti

Nel mezzo di un gelido inverno

midwinterofthespiritMerrily Watkins è una donna-prete1, vicario protestante di un piccolo centro della campagna inglese dell’Herefordshire, e di recente incaricata come esorcista dal proprio vescovo.
È anche una madre single, una vedova con una figlia adolescente a carico.
Poi un giorno, viene ritrovato ilcorpo di un uomo crocefisso col filo spinato nei boschi fuori città, e Merrily viene contattata dalla polizia come “esperta in queste cose”.

Il primo romanzo della serie di thriller spirituali con Merrily Watkins per protagonista venne pubblicato da Phil Rickman (vi avevo detto che ne avremmo riparlato) nel 1998. L’autore si era fatto le ossa nei primi anni ’90 come scrittore horror, ma la sua miscela di folklore, religione e l’approccio razionalista e quasi “poliziesco” alla narrazione avevano sempre reso difficilmente classificabili i suoi romanzi.
E allora perché non farlo di proposito? Continua a leggere


7 commenti

Le ossa di Artù

Londra, 1560. Elisabetta è sul trono da un anno, e la situazione dell’Inghilterra è difficile, fra tensioni interne, minacce esterne ed una economia allo stremo.
È necessario rinsaldare il ruolo della corona, e quale espediente migliore che sottolineare il legame fra i Tudor, dinastia gallese, con il gallese Arthur Pendragon, sovrano leggendario e figura quasi messianica?
Per tramutare Londra nella nuova Camelot è necessario ritrovare le ossa di Artù, scoperte quattro secoli prima nella cattedrale Glastombury, e perdute da almeno una generazione.
Ossa che hanno sempre portato solo problemi, per quattro secoli.
Ma chi potrebbe ritrovare le ossa di Artù?

john-dee

Il dubbio onore cade su una improbabile coppia di investigatori: il dottor John Dee, matematico e astrologo, un uomo sospeso fra scienza e superstizione, tanto apprezzato all’esteroi quanto chiacchierato in patria, e il suo ex allievo Robert Dudley, aristocratico cialtrone e gozzovigliatore e, si dice, amante della regina.
Ma a Glastombury c’è molto di più, ad attenderli, che le ossa di un vecchio re morto. Continua a leggere


5 commenti

Orrore atipico

Una quindicina di anni or sono (urgh!), durante un’estate particolarmente soffocante, decisi di rinfrancarmi con un bel thrillerone soprannaturale da seicento pagine, di quelli resi famigerati da StephenKing e compagnia danzante.
Un bel tascabilone da spiaggia, farcito di brividi e baracconate.
Per la serie “Vedo quello con la copertina che mi acchiappa di più, e me lo compro”.
Mi imbattei così in The Man in the Moss, horror celtico ambientato al confine fra Galles e Inghilterra, e ad oggi uno dei miei romanzi “di paura” preferiti, fra quelli moderni per lo meno.
Niente di troppo sofisticato, narrativamente, però la miscela di folklore celtico e quotidianità. birra e antiche maledizioni mi lasciò molto piacevolmente impressionato.
Mi annotai il nome dell’autore – un ex uomo della BBC di nome Phil Rickman.
Autore criminalmente assente dai cataloghi nazionali (Gargoyle farebbe bene a prender nota).

Flash-forward di quindici anni (più o meno) e per alleggerirmi in qualche modo le lunghe ore di transito in automobile da e per Urbino, decido di riprovare con gli audiobook.
Considerando ciò che offre mediamente la radio, sembrerebbe davvero ciò che ha ordinato il medico.
Io guido, una voce suadente mi legge un bel libro.
Bello liscio.

Incappo così in The Wine of Angels, primo romanzo di Rickman dedicato al personaggio di Merrily Watkins.
Beh, mi dico – l’altro era sulla birra, e faceva scintille, diamo un’occhiata al vino.
Un altro gran bel colpo.
OK, preparatevi perché è un po’ diversa dal solito, come faccenda.
Merrily Watkins è parroco di Ledwardine, il solito paesello sperduto nella campagna inglese, in quell’Hertfordshire che è (effettivamente) l’area più infestata della Gran Bretagna.
Merrily Watkins è un ministro di culto anglicano.
È una donna.
E Merrily Watkins è anche, e soprattutto, quello che viene definito, con classico understatement britannico “Deliverance Consultant”.
Ciò che i cattolici chiamano più sbrigativamente “Esorcista”.
Un’esorcista anglicana con una figlia un po’ emo e un fidanzato che fa il cantautore.

The Wine of Angels è il primo di una decina di romanzi.
L’elemento sovrannaturale è mantenuto al margine – il taglio è realistico, tanto che parrebe quasi di trovarsi in un cozy, in un poliziesco classico.
Manca solo l’Ispettore Barnaby.
Ma Rickman sa modulare l’intensità, distraendo il lettore (o l’ascoltatore!) con dettagli e situazioni all’apparenza banali, per poi raggelarlo brevemente con qualcosa di molto strano e molto inaspettato.
L’inizio è lento (sentirlo leggere da un altro non aiuta) – caratteristica che aveva anche The Man in the Moss – ma una volta presa velocità, il sovrannaturale a bassa intensità, sempre presente ma in secondo piano, sovrapposto ai mondani intrighi della provincia, si dimostra un meccanismo particolarmente efficace.

Ed ora scopro che Rickman ha appena pubblicato un horror storico con John Dee come protagonista…
L’elenco dei titoli interessanti si moltiplica.