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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Tutto il Nero c’è (o così dicono)

Apprendo con un certo piacere e prontamente divulgo urbi et orbi che a giorni il volume Tutto il Nero del Piemonte, curato da Danilo Arona e Angelo Marenzana per Noubs, sarà disponibile in tutte le librerie Feltrinelli della regione, oltre che in alcune altre librerie torinesi.

Tutte le persone che hanno espresso interesse per il volume sono invitate a tenere gli occhi aperti.
A partire dal 10 del mese non dovrebbero più esserci problemi a reperire una copia.

E chissà poi cosa porterà il futuro.


7 commenti

Tutto il Nero…

Ce l’ho!
Non che l’editore mi abbia inviato la mia copia, no.
È stato Massimo Citi, che fa il libraio, a procurarmente una copia.
Così ora sono in debito con Max, ho ancora un sospeso con Noubs, ma posso finalmente palpeggiare di persona la mia copia di Tutto il Nero del Piemonte, più che un libro un oggetto di culto curato da Danilo Arona e Angelo Marenzana, un’antologia che allinea il meglio del grottesco e dell’arabesco, per dirla con Poe, della nostra regione.
Il meglio in termini di autori.
Il meglio in termini di contenuti.
Presieduto dallo spirito tutelare di Iginio Ugo Tarchetti, il volume è una lettura dannatamente buona.
Il genere di chiller leggero ma appagante che una signora a-la-page potrebbe cacciarsi in borsa partendo per una breve vacanza in campagna, o sui laghi, o in collina.
Storie delle quali discutere con le amiche la sera, giocando a canasta e sorseggiando maraschino.
Mi è piaciuto di più… Mi è piaciuto di meno…
Il genere di libri che ci si potrebbe scambiare fra amici.
Il genere di libro che la generazione successiva potrebbe poi ritrovare, un po’ sbiadito e un po’ storto, con un paio di cartoline e un fiore essiccato fra le pagine, ricordo improbabile della zia…

Invece è un libro che nessuno conosce.
Zero pubblicità – se non quella fatta dagli autori e curatori, raminghi (ma apprezzatissimi!) fra i colli del Monferrato sotto la pioggia.
E perché la distribuzione è, per lo meno, avventurosa: la settimana passata ne sono state avvistate alcune copie allo stato brado ad Alessandria.Un paio sono state catturate.

E l’editore, cosa dice?

Per la distribuzione, questo non è nostro compito, e non potete prendervela con noi.

Già.
Allo stesso modo non possiamo prendercela con loro…

Per i refusi, sono dovuti alla fretta con cui il libro è satto fatto uscire e ci sono state delle sviste imperdonabili.

Già.

Però è bello averne una copia finalmente sullo scaffale.
E sognarlo primo di una serie, come quelle massicce antologie annuali che negli Stati Uniti e in Gran Bretagna hanno rimpiazzato le riviste di narrativa breve.
È quasi facile da immaginare:

Tutto il Nero del Piemonte 2010.
1000 pagine di narrativa inedita, inclusi tutti i finalisti al premio Tarchetti.
In tutte le librerie, solo 15 euro.

Sognare è gratis, come cantavano i Blondie.


3 commenti

La Transilvania d’Italia

Stralcio dal blog di Elvezio Sciallis, che ha ottenuto informazioni tramite i suoi canali occulti, introduzione e contributor list dell’imminente antologia curata dall’eccellente Danilo Arona per la Noubs Editrice.

Tutto il nero del Piemonte.

Una regione italiana.
I suoi misteri, i suoi scheletri nell’armadio, le nebbie, le ombre, esplosioni di violenza insensata e momenti di struggente e malinconica tenerezza.

Ventidue scrittori, varianti di un lungo e piacevole brivido che ci confermano, ognuna nella propria, straordinaria e reciproca diversità, come il Piemonte sia, forse, la regione più noir e più sconcertante dello stivale. Spesso bello da starci male, ma graffiante e chiuso come un bozzolo impenetrabile come certe nebbie scaturenti dalle acque tra Vercelli e Alessandria.

Storie “ai confini della realtà”, eppure marchiate dal più incontestabile realismo.
Thriller, racconti di formazione, crime novels, horror, docu-drama o quel che altro volete, ma i tentativi di definizione proprio non si prestano a ingabbiare le diverse “stanze” di quest’antologia: ventidue Maschere di Vita e di Morte con autori di straordinaria importanza (tra i quali è obbligo almeno menzionare Sergio Pent, Davide Cavagnero, Alessandro Defilippi. Angelo Marenzana, Edoardo Angelino e l’eccelso padre “fondatore” Iginio Ugo Tarchetti).

Ma, senza ricorrere a sciocche classifiche di merito, tutti e 22 in grado di condurci per mano in un “perturbante” labirinto attraverso le valli, la provincia, l’alienazione metropolitana, le montagne, il passato e il presente di una regione enigmatica e “Ombrosa”… che qualcuno ha definita la Transilvania d’Italia.

Danilo Arona
Giorgio Bona
Angelo Marenzana
Mariangela Ciceri
Desirée Coata
Sergio Pent
Davide Cavagnero
Paola Caretti
Claudio Braggio
Matteo Severgnini
Raffaella Testa
Alessandro Defilippi
Edoardo Angelino
Iginio Ugo Tarchetti
Massimo Soumaré
Fulvio Gatti
Elvezio Sciallis
Gian Maria Panizza
Massimo Citi
Silvia Treves
Davide Mana
Selene Pascarella

I. U

Il volume si preannuncia corposo, soddisfacente e variegato, e non possiamo che augurarci – egoisticamente – che sia il primo di una serie.
Il line-up è di quelli da grande fumetto Marvel – quelle storie in cui i Fantastici Quattro e l’Uomo Ragno combattono fianco a fianco, e sembra lecito prevedere che ci sarà qualcosa di adatto ai gusti di ciascun lettore.

Ed evitiamole, le classifiche di merito, perché i giudizi potrebbero essere men che lusinghieri nell’accostare il mio orrido b-movie La Notte della Nutria all’opera inarrivabile di Iginio Ugo Tarchetti, piemontese emulo di Poe e Hoffman, sublime necrofiliaco, morto trentenne, autore del classicissimo Fosca e precursore di tutto l’orrore piemontese.

Davanti a lui, noi che popoliamo la Transilvania d’Italia, siamo tutti mestieranti.