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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Sulla corriera tra Kabul e Kandahar

Il mio libro sui viaggiatori piemontesi sta andando bene – e devo ringraziare i miei lettori, e in particolare coloro che hanno trovato il tempo e la voglia di postare delle recensioni online. Mentre continuiamo a vendere copie (bene) sono styato invitato a Novara, il prossimo Novembre, per tenere una presentazione del volume.
Sarà divertente – per molti motivi.

Ora, io di grandissime avventure, di avventure “canoniche” non ne ho avute granché – niente traversata dell’Atlantico in barca a remi, niente ventuno mesi a piedi attraversol’Asia Centrale.
L’unica vera avventura che avevo in programma – Torino-Hong Kong in treno, per festeggiare la laurea – andò a gambe all’aria perché scoppiarono un paio di guerricciole lungo i confini che il treno avrebbe dovuto attraversare, e quindi non se ne fece niente. I soldi risparmiati per il viaggio andarono a coprire un rosso in banca dopo che un committente trovò il modo di non pagarmi un lavoro di traduzione, ed io fginii scoperto. Ci vollero tre anni, e il ricorso ad una agenzia di recupero crediti, ma nel frattempo i quattrini per la Transiberiana erano svaniti.
E poi si parla di avventure…

Ma è sempre possibile trovare avventure a piccola scala, sotto casa, che si possono affrontare a budget ridotto ma con lo stesso senso di meraviglia delle imprese intercontinentali.
Per dire, immaginiamo che dobbiate andare a Novara, partendo da Castelnuovo Belbo…

Novara dista poco più di 76 chilometri in linea d’aria da Castelnuovo – un comune che si trova esattamente sul confine fra le provincie di Asti ed Alessandria – 76 chilometri che diventano qualcosa fra 90 e 100 se ci si sposta in automobile.

Ma supponiamo di spostarci in treno…
Si tratterebbe di una scelta ecologica ed economica – visti gli attuali costi della benzina – e poi viaggiando in treno ci si può rilassare e guardare il paesaggio, o leggereun libro.
E poi comunque la macchina magari non ce l’avete, quindi è o treno o niente.
E in treno le cose si complicano.

In treno, il percorso più breve fra Castelnuovo Belbo e Novara passa per Nizza Monferrato (che dobbiamo raggiungere in autobus), per poi arrivare ad Asti, dove cambiare treno per arrivare a Torino, dove finalmente potremo prendere un altro treno per Novara.

Due ore e cinquantasette minuti e tre cambi – che comunque sono nulla paragonate alla strada alternativa, che da Castelnuovo passa per Alessandria, e poi da Alessandria a Milano, e da Milano a Novara. Quattro ore e mezza con tre cambi.

Esistono naturalmente delle alternative – che riducono il chilometraggio ma allungano i tempi – fino ad anche dieci ore di transito, con tre o quattro cambi.

Ma è molto meglio di così – perché immaginiamo che il motivo per cui state andando da Castelnuovo Belbo a Novara sia partecipare ad una resentazione di un libro … un libro vostro o altrui, non importa … e immaginiamo che tale presentazione si tenga attorno alle sei di sera – scelta estremamente logica, perchè cxosì anche la gente che esce dagli uffici può venirci a sentire.

Beh, questo significa che dovete partire da casa alle due del pomeriggio, naturalmente, e poi pernottare a Novara – perché l’ultimo treno utile per rientrare a casa parte alle sei meno dieci di sera… dieci minuti PRIMA dell’evento al quale desiderate partecipare.

Quindi, ricapitolando – tre ore ad andare e tre ore a tornare, con in mezzo una notte in albergo.
Si parte alle due del pomeriggio di martedì, e si torna a casa alle due del pomeriggio di mercoledì.
Che sono i tempi, che ci crediate o meno, di una andata e ritorno in corriera da Kabul a Kandahar.
Ma naturalmente quello è l’Afghanistan, e ci sono i pashtun…

Per cui sì, come vedete è possibile vivere delle avventure anche nel nostro piccolo.
Dover pianificare il viaggio, calcolare gli imprevisti, preoccuparsi di avere un posto in cui dormire e magari dove mangiare un boccone. E poi il bagaglio, il freddo, i predoni…
E poi magari, a Novembre, farci un post o due, così, per intrattenere il pubblico.


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Tre libri (in effetti, quattro)

“Per motivi indipendenti dalla nostra volontà”, come dicevano una volta, nell’arco di quattro settimane sono usciti (o stanno per uscire) quattro mie libri. Due sono miei-miei, nel senso che io sono l’unico autore citato in copertina, gli altri due sono antologie in cui compaiono miei racconti.
Ed è molto inelegante parlare delle proprie cose in questo modo – ma che diamine … da qualche parte se ne dovrà pur parlare, e questo è il mio blog. Per cui…

Due settimane or sono è arrivato in libreria Piemontesi ai confini del mondo – un volume che raccoglie le biografie di ventidue personaggi che, tra ‘800 e ‘900, lasciarono il Piemonte per esplorare il mondo; alcuni lo fecero per vocazione, altri per dovere, altri ancora per curiosità. Tutti, chi più chi meno, per uno spirito di avventura che di solito non viene considerato parte del carattere delle popolazioni cisalpine.
Il volume è riccamente illustrato (non per merito mio), zeppo di stralci da testi dimenticati, corredato da mappe e cronologie. Lo pubblica Edizioni Savej, e lo trovate sul loro shop online, oltre che in libreria.

A seguire, sono usciti proprio in questi giorni due volumi pubblicati da Belanger Books – due collezioni di apocrifi, o se preferite di pastiches. Entrambi i volumi sono curati da John Linwood Grant.
Il primo è Sherlock Holmes & the Occult Detectives III, raccolta di storie nelle quali il detective di Baker Street collabora con investigatori dell’incubo ed esploratori dell’occulto. Dieci storie, e il mio The Adventure of the Stealer of Souls apre il volume, e segna il ritorno di miss Valerie Trelawney, occultista sui generis creata ai tempi del liceo, e poi resuscitata per il primo volume di questa serie di antologie (pare che io sia abbonato ai volumi dispari della serie, che conta quattro volumi).

Il secondo volume della Belanger è invece The Book of Carnacki the Ghost Finder, massiccia collezione (464 pagine) di diciotto apocrifi dedicati al cacciatore di spettri creato da William Hope Hodgson. Il mio contributo è una storia intitolata The Haunting of Fox Lane. Spettri, rivoluzione industriale e altre amenità.

Il che ci lascia con le cose a venire, visto che fra due settimane arriverà sugli scaffali The raiders of Bloodwood, il mio romanzo fantasy ambientato nell’universo del gioco in scatola Descent, Legends of the Dark. Un fantasy “alla D&D” con gli orchi e gli elfi, ma non gli orchi e gli elfi di vostro nonno, in cui ho cercato di rivoltare un paio di vecchi cliché pur restando nei binari del genere. Ed è stato divertente, cercare un modo un po’ diverso per raccontare certe storie. Chissà se piacerà ai lettori…
La versione in ebook sarà disponibile dai primi di Luglio, mentre per il cartaceo dovremo aspettare l’autunno – entrambi si possono già prenotare, naturalmente.

E questo sarebbe più o meno tutto, eccezion fatta per l’uscita in audiobook di The Devourer Below, l’antologia di racconti lovecraftiani che contiene il mio All my friends are monsters di cui si parlava qualche giorno addietro.

Intanto, sto lavorando a un nuovo romanzo (sono in ritardissimo) ed ho una manciata di racconti in revisione – più i diciotto di cui si diceva nell’ultimo post, che devono con tinuare a circolare.
Ci si tiene in movimento, usando l’ansia come carburante.

E ci sono i link commerciali, in questo post – certo che ci sono, tre di Amazon ed uno di Savej. Siete stati avvisati.


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Dal Piemonte ai Confini del Mondo

E così ci siamo, e Piemontesi ai confini del mondo: 22 storie di esploratori atipici e navigatori irrequieti, è ufficialmente disponibile – e verrà presentato al prossimo Salone del Libro di Torino.

E io non posso che prendermi un paio di minuti, nell’annunciare l’uscita di questo saggio, per segnalare il lavoro colossale fatto da editor, illustratori e grafici, un lavoro che arricchisce il mio testo di disegni opriginali, collage, fotografie e timeline, e rende questo volume una gioia per gli occhi.

Poi sì, certo, è scritto benissimo, ma naturalmente questo lo sapevate già.

Qualora siate interessati, e se non doveste riuscire a passare al Salone, potete ordinare il volume dal sito delle Edizioni Savej, seguendo il link qui sopra, senza il problema che io possa ricevere una percentuale – perché non la ricevo.
Il libro vi verrà recapitato in un pacco anonimo e potrete leggerlo di nascosto, e poi non parlarne con nessuno, in modo che i vostri amici non vi possano giudicare.

Fatelo.
È un bel libro – anche se forse non sta a me dirlo.