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Cercando una voce

Mary_Fahl_-_From_The_Dark_Side_Of_The_MoonPrendo lo spunto dal post fatto ieri dal mio amico Ferruccio Gianola, che ha voluto ricordare i 40 anni di The Dark Side of the Moon, album dei Pink Floyd uscito proprio il primo marzo 1973.

Ora, è noto che io non ho mai saputo cosa farmene dei Pink Floyd*.
Però proprio qualche notte addietro vagabondavo sulla rete in cerca di una copia a buon mercato di From the Dark Side of the Moon, della cantante americana Mary Fahl.
La Fahl, che ha una voce straordinaria, ha rifatto in versione acustica e personale, trascinando i brani del classico album in territori diversi – all’intersezione di folk, jazz e blues.
Ma è molto meglio di così.

Ora, mi ero messo a cercare Mary Fahl perché poco prima si era finiti, con alcuni amici, a parlare degli October Project.
MI0001396368Nei primi anni ’90, gli October Project uscirono con due album assolutamente straordinari – October Project, appunto, e Falling Further In.
La band ottenne eccellenti risultati di critica e di pubblico, ma per motivi misteriosi, la casa discografica Epic rescisse il loro contratto, abbandonandoli.
Negli anni seguenti, la band originaria si divise inOctober Project e November Project (ma non sono più la stessa cosa) e la Fahl preferì prendere le distanze dal mondo discografico, facendo la vocalist per spot pubblicitari.
E poi, nel 2001, tornò al lavoro su un disco solista- l’EP Lenses of Contact.

Il disco successivo venne pubblicato dalla Sony Classics giapponese.
Ed ora, questa rilettura dei Pink Floyd.
Tre dischi in dieci anni.

OctoberProjectLa ricerca delle nuove incisioni di questa cantante che mi affascina da quando, per caso, sentii un paio di tracce di Falling Further In in un negozio di dischi di Torino, nel 1995, mi ha portato in una specie di giungla di tag e classificazioni.
I dischi di Mary Fahl sono costosi import oppure vengono lasciati a cifre ridicole.
Sono etichettati come jazz, come musica classica, come folk, come pop.

Un disastro.
La visibilità della cantante nel nostro paese è minima – rintracciare i suoi dischi è una caccia al tesoro.
Non è la prima, non è l’unica – ne ho scatole piene, di CD di artiste con voci straordinarie, e scomparse dai nostri radar… o mai avvistate.

E allora, dopo aver letto il post di Ferruccio di ieri mi son detto… ma perché no?

Buon ascolto.

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* Sì, lo so, sono malvagio, stupido, non ho una vita, sono un rozzo bifolco… non potrete dirmi nulla che non mi abbiano già detto in tanti.