strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


8 commenti

Non devo urlare, ma ho una bocca

Sono stato coinvolto in una interessante discussione, ieri, su un forum (sapete che non ne frequento granché) fuorimano.
Un posto molto amichevole (che non è male, tanto per cambiare).
La questione è semplice: una giovane scrittrice americana con quattro volumi autopubblicati in un anno, e distribuiti tramite Amazon, che tuttavia “non tirano”*.
Eppure hanno delle ottime recensioni, e delle copertine decisamente al di sopra della media per una autoprodotta.
Ma il punto non è questo.
Il punto è che tutti consigliano all’autrice di aprire un blog per ottenere visibilità – ma lei è una persona molto schiva, schiva al punto che non saprebbe di cosa parlare sul suo blog, non saprebbe gestirlo.
Non saprebbe, nelle sue parole, come “vendersi”.

La cosa che mi ha colpito e mi ha dato da pensare (e che fa sì che io vi infligga questo post) è questa terribile dicotomia – mi serve un blog per dare visibilità ai miei libri, ma non voglio visibilità per me.

dead-blogE non dico terribile per dire – come ho ripetuto spesso in passato, gestire un blog (quale che sia il motivo per cui lo si fa) richiede una notevole spocchia, una certa idea esagerata della propria importanza.
Si deve partire dal presupposto che ciò che scriverò interessi a qualcuno.
Mancando questo modicum di egocentrismo, gestire un blog “per forza” diventa, io credo, un tormento**.

Dalla discussione sono venute fuori parecchie buone idee, e parecchie osservazioni interessanti. Continua a leggere


5 commenti

Mappe & Foto per Avventurieri sul Crocevia del Mondo

silk_road_topAvventurieri sul Crocevia del Mondo sta mantenendo un buon livello di vendite (grazie a tutti!) e ha ricevuto anche una raffica di recensioni ottime (di nuovo, grazie).

Resta, frequente, la critica alla mancanza di immagini e mappe.

I motivi per cui non ci sono mappe e fotografie nel mio ebook, sono sostanzialmente quattro.

Primo – difficocltà di formattazione del testo

Secondo – scarsa qualità e risoluzione degli schermi di molti reader

Terzo – peso del file risultante, con lunghi tempi e maggiori costi di download

Quarto -costi e tempi dell’acquisizione del copyright di foto e mappe

Perciò, se voglio produrre un buon libro leggibile, a basso costo, che si legga agevolmente su qualunque reader e che sia disponibile alla svelta, devo fare a meno delle immagini.

Però sarebbe bello avere le immagini, vero?.
E quindi ecco la mia soluzione.

Da oggi, è accessibile su Pinterest una pinboard dedicata ad Avventurieri sul Crocevia del Mondo – una collezione con una settantina di fotografie e mappe (molte di più di quante ne avrei mai potute inserire nel mio libro), in bianco e nero e a colori, nell’ordine appropriato e con didascalie in italiano.
Il board è pubblico.
E a differenza di un inserto in un ebook, è aggiornabile.
Potete leggere il libro, e poi guardare le immagini, come se fossero tavole fuori testo, sul vostro Pc o sul vostro tablet.
Oppure, potete guardare le immagini, e decidere che vi andrebbe di acquistare e leggere il libro.
Bello liscio.

Buona lettura.


13 commenti

L’altro social network

Google+, questo sconosciuto.
Non so se siete come me – è molto probabile che siate molto più svegli, ma se siete come me, probabilmente avete un profilo su Google+.
E se siete come me, o magari anche più svegli, continuate ad esere abbastanza perplessi su quale sia l’effettiva utilità di Google+.

Io lo ammetto, ho fatto l’account su Google+ per dare una maggiore visibilità ai miei blog, e per vedere se era possibile usare Google Hangouts per giocare di ruolo*.

Guy-Kawasaki-What-the-Plus-266x400Ma non ne ho mai fatto granché.
Ora però sto leggendo What the Plus! di Guy Kawasaki.
E sto cominciando a scoprire un sacco di cose su Google+ che non sapevo e che non ci sono nella documentazione ufficiale.

Il libro (o ebook) è del 2012, ed ha quindi il difetto di essere statico – specie considerando la snervante abitudine di Google di ridisegnare le proprie interfacce.
L’interfaccia di G+ è cambiata radicalmente nei dodici mesi trascorsi dall’uscita del volume.
Tocca darsi da fare per trovare i pulsanti e le opzioni, perché non sono più dov’erano prima.
Succede.

A parte questo, il volume è ottimo – come mi pare ormai chiaro siano ottimi tutti i progetti di Kawasaki.
Lo scopo del volume è dichiaratamente doppioScreenshot from 2013-09-30 21:03:44
. mettervi in condizione di usare al 100% le potenzialità di G+
. invogliarvi ad usare G+ anziché Facebook, Twitter o Pinterest.

Alla prima voce, si scoprono un sacco di cose interessanti, che Google pare aver deciso di nascondere con cura ai propri utenti.
Per darvi un’idea, vi copi l’indice del libro.
Le potenzialità sono evidenti.

Il secondo scopo è dichiarato in spirito di trasparenza – Guy Kawasaki è la persona che Google ha pagato per fare pubblicità alla piattaforma.
Lui ha deciso di farlo spiegando a fondo la piattaforma, con entusiasmo e non poco umrismo.
Ci sono metodi molto meno costruttivi.

Cambierà la mia vita?
Non credo.
Ma è conciso, divertente, e mi spiega come usare uno strumento che potrebbe essere utile.
Quindi, perché no?

Aggiungo che ora un terzo volume di Kawasaki, il fantomatico Enchantment, è sulla mia lista della spesa.
Guy Kawasaki, al di là di tutto, mi rimane estremamente simpatico.

——————————-
* È possibile!


15 commenti

Sarò orribile

loneliness1E così, con l’autunno – ma è già autunno? – è arrivata anche quella sensazione che oramai conosco bene.
Oh, la conosco bene ma non sono sicuro di riuscire a descriverla esattamente, perché è complicata, è… stratificata.
Si esprime fisicamente come una pressione sul diaframma, simile a quella che si prova quando arriva un attacco di panico, una paura lunga e articolata che ci toglie il fiato.
Ma non è paura – perché non c’è nulla di cui aver paura, anche se c’è questa sensazione che il tempo stia correndo maledettamente, che non ci sia tempo per far tutto.
Su questo si innesta un profondo senso di solitudine – una strana solitudine assoluta che si accoppia con una profonda insofferenza per il genere umano.
E così ci si sente soli e si evita il prossimo, e mentre il tempo fugge si passano ore a spulciare vecchi libri, a raccogliere immagini su Pinterest, a stralciare paragrafi da Wikipedia con Evernote.
Si scarabocchia, si ascoltano dischi che non si ascoltavano da vent’anni.
E in generale si è orribili col prossimo.

E vorrei che piovesse.
Se piovesse sarebbe più facile.

Non si scappa: ci sono tutti segni che c’è una nuova storia da scrivere. Continua a leggere