strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


10 commenti

Una serata ad Atlantide con Doug McClure

Warlords_of_AtlantisIeri sera, per ammazzare il tempo, mi sono riguardato Warlords of Atlantis, venerando ma sempre divertente film di Kevin Connor, classe 1978.

La trama in breve:
Nei primi anni del ventesimo secolo, due scienziati si calano con una batisfera nelle profondità oceaniche, alla ricerca della perduta Atlantide.
Recuperata una misteriosa statua d’oro, il vascello dei nostri eroi viene attaccato da una piovra gigante, e l’equipaggio si ritrova così trasportato nel continente sommerso – dove diverse fazioni politiche sono in lotta per decidere il futuro destino di questa civiltà perduta, che per buona misura si trova assediata da creature orribili ed in uno stato di progressivo decadimento culturale e ambientale.

Un classico del cinemino parrocchiale di quand’ero ragazzino, e un piccolo capolavoro dimenticato.

Warlords of Atlantis è un film con il compianto Doug McClure, simpatico attore americano che, dopo una solida carriera giovanile come cowboy in film e telefilm, negli anni ’70 divenne uno specialista in mondi perduti – visitando Atlantide, Pellucidar e, per ben due volte, la Terra Dimenticata dal Tempo.
Credo non sorprenda il fatto che McClure sia stato uno dei primi attori che io abbia idolatrato.

leabrodieLa formula era la solita, collaudata trama burroughsiana di base – il nostro eroe viene trasportato nel mondo perduto, affronta il cattivo, salva la ragazza (in questo caso la piacevolissima Lea Brodie), esplosioni finali.
Un amico sosteneva che McClure avesse perfezionato uno stile diplomatico, nel dar vita ai propri personaggi, che rimpiazzava la dialettica con un diretto destro e la mediazione culturale con un gancio sinistro.
Si trattava insomma di avventure muscolari, senza grandi velleità intellettuali.

Warlords of Atlantis, che essendo una pellicola del ’78 arriva quasi fuori tempo massimo, farcisce la trama avventurosa con elementi fantascientifici non banali, tira in ballo il Triangolo delle Bermude e la Mary Celeste – argomenti che all’epoca tiravano parecchio – e garantisce un cameo a Cyd Charisse, straordinaria ballerina e titolare di un paio di gambe leggendarie.

Nel complesso, un modo piuttosto divertente per trascorrere una serata.