strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La morte del libro

King-Arthur-John_william_waterhouse_tristan_and_isolde_with_Tre pork chop express in tre giorni.
Un record.
Il fatto è che un paio di giorni or sono ho conosciuto un adolescente che non ha alcuna dimestichezza con la trama basilare della storia di Re Artù.
Non dico ricordarsi i nomi di tutti i cavalieri, o districarsi fra Morgana, Viviana e Niniana, o chi fossero Tristano e Isotta.
Dico proprio le basi – spada nella roccia, Merlino, Lancillotto, Ginevra, battaglia finale.

Ora, ieri è comparso su La Repubblica un interessante articolo su un personaggio – un musicista, quindi “persona di cultura” che afferma di non leggere, di non aver mai letto, di trovare la lettura noiosa.

Ha 46 anni e, non solo non ha letto un libro negli ultimi dodici mesi, non ha letto un libro negli ultimi trent’anni, dice. Ha una vita piena, due gatti, un bel lavoro. È dipendente di un ente lirico. Suona in orchestra. Il suo strumento è il contrabbasso. Ne ha tre in casa.

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Due ore da ammazzare – non guardarmi, non ti sento

Avevo due ore da ammazzare.
Mio fratello stava ravanando fra gli scaffali di un megastore dielettronica – quando ci si mette, in un posto del genere lui può passarci mezza giornata.
E chi sono io per criticare? – a me capita lo stesso inlibreria.

Comunque – complice una affrettata colazione ed un pranzo saltato, decido di impegnare il tempo libero per procacciarmi il cibo.
Non sono più i tempi ingenui del neolitico.
Niente ascia di selce, niente savana, niente corsa dietro alla gazzella che poi ti tocca scuoiare, macellare, cuocere.

Ora vai a fare la coda da MacDonald – il clown a strisce gialle ha già inseguito, ucciso e macellato la gazzella, e te la serve in mezzo al pane.
Ma io non mangio hamburger.
Mi basta una confezione di patatine e grassi polinsaturi – per ripristinare gli elettroliti. Continua a leggere