strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Rispedite al mittente

E così il primo file di Cartoline dalla Periferia è stato passato agli alpha reader, ed è stato cassato.
E non posso fargliene una colpa – fa abbastanza schifo anche a me.

I motivi sono molteplici.
Il primo, centrale e fondamentale, è che il format non funziona – l’ideale sarebbe costruire un dialogo, articolare la discussione, appunto, come una discussione.
Anche solo a dieci minuti secchi, sentire uno che chiacchiera da solo è abbastanza sterile.

Questa l’obiezione più frequente da parte dei miei tester, e non posso che dirmi d’accordo.

Io aggiungo il fatto che non sono assolutamente convinto sul piano delle musiche. L’intro, gentilissimamente fornita da una band che produce musica open, è bella, ma non esattamente adatta al progetto.

Mi sarebbe piaciuto attaccare con l’intro della vecchia Cannonball, dei Supertramp, che sarebbe stata anche in tema. Non tutta – i primi 30 secondi, a sfumare.
Ma mamma SIAE in quel caso vorrebbe 100 euri, che anche se li avessi non avrei proprio voglia di darle – con tutta la simpatia per Rick Davies e tutti gli altri ragazzi nella band, che considero praticamente dei miei compagni di liceo.

Perciò, si torna alla casella numero uno, e ci si ingegna per inventare qualcosa.
Intanto, concluso ilc orso sul podcasting e un breve corso della Open University su storia e tecniche dell’incisione audio.
Stiamo a vedere.


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Serendipità pelosa

E così ciamo che tu stai lavorando a un podcast, di argomento scientifico, e hai un sacco di dubbi e ti dici che sarà tempo buttato e non ne verrà fuori nulla di buono, e alla gente non gliene frega niente di queste cose, loro vogliono sentirsi raccontare di quanto è bello essere nerdz e quanto hanno pianto quando è morta Lady Oscar.

E poi un rappresentante del governo del tuo paese dichiara che il corpo umano è composto al 90% di acqua. In televisione.

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Una Cartolina dalla Periferia

E tu capisci che non importa come vada, ciò che stai per fare è disperatamente necessario.

ADDENDUM: 

“le percentuali precise non hanno importanza, è vero che siamo anche fatti di acqua”

Massì… 90%, 70%, 42%, 5%, #ecchessaràmai… già c’è da sentirsi orgogliosi che abbia azzeccato la sostanza.
Credo si tratti delle nefaste conseguenze del sei politico in tutte le materie.

Disperatamente necessario è l’understatement dell’anno.

 


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Tyrannosaurus Tex colpisce ancora

L’erba cattiva non muore mai, e Tyrannosaurus Tex, il mio primo ebook, torna a colpire, questa volta in forma di podcast, grazie al lavoro dei ragazzi di Gallery of Curiosities e di Steve Sutherland nel ruolo ingrato di narratore delle mie farneticazioni.

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E se è vero che non riescono a pronunciare il mio cognome nalle maniera corretta, che diamine, è un gran bello spettacolo.

POTETE ASCOLTARLO GRATUITAMENTE QUI

E qualora vi dovesse interessare, Tyrannosaurus Tex è ancora disponibile su Amazpon in formato ebook, sia in Italiano che in Inglese.


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Il prezzo della tranquillità

Una decina di minuti fa[^1] è andato live su Karavansara, il mio blog in inglese, un post in cui spiego ai miei lettori di lingua inglese che da dicembre sarò su Patreon.

Patreon è una piattaforma che permette ai follower di un autore, di un blogger, di un musicista o di un artista grafico, di una rivista o di un podcast, di dar loro il proprio supporto finanziario.
Anche con solo 1 dollaro al mese.

Sono molti mesi che ragiono su Patreon, e ho preso le misure, parlato con amici che lo usano da mesi, da anni. C’è chi ci si paga una pizza ogni tanto, c’è chi si è fatto un secondo stipendio.
E ora ci sono anch’io, e come ho fatto di là, spiego anche di qua… Continua a leggere


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E se facessi un podcast? II – la risposta del pubblico

shutterstock_143173771-252x300Questa faccenda della democrazia diretta è una cosa meravigliosa.
Una settimana fa ho chiesto a tutti voi là fuori cosa ve ne sarebbe parso, come idea, se io avessi messo in piedi un podcast.
Domanda molto generica, a partire da alcuni suggerimenti nei commenti.
Niente sulla durata, sulla cadenza, sui temi del podcast.
Solo Podcast Sì/Podcast No.

E le risposte sono arrivate, e sono abbastanza chiare.

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E naturalmente il mio pensiero va a quel singolo che ha votato No. Continua a leggere


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E se facessi un podcast?

Nei commenti del mio penultimo post, Francesco mi chiedeva perché non ho un canale Youtube.
Quella del canale Youtube era una cosa di cui mi aveva anche parlato il mio amico Angelo Sommobuta, che di Youtubing se ne intende.

Ma come dicevo, non ho l’equipaggiamento e le competenze per fare dei video, e ho da semnpre l’impressione che si tratti di cose molto lunghe.

Ho però l’equipaggiamento e l’esperienza per fare dei podcast – ne ho gestito uno per un breve periodo agganciato al mio blog in inglese, Karavansara.
Ho poi interrotto per motivi strettamente tecnici.

Ho sempre avuto la forte impressione che al pubblico italiano i podcast – vale a dire la voce di un tizio che parla, senza figure che si muovono – non interessi.

Ma a questo punto, perché non chiedere? Continua a leggere


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Tutte le cospirazioni in un posto solo: Night Vale

220px-Welcome_to_Night_ValeÈ new weird?
Probabilmente.
Sì, è new weird.
Forse.
Magari anche no.
Il fatto è che dare una esatta collocazione a Welcome to Night Vale non è proprio facile. Potrebbe essere una delle più colossali truffe della storia della narrativa fantastica – ma se non altro è una truffa eseguita con grazia da persone competenti, e quindi il suo stesso essere una truffa potrebbe essere parte dell’opera d’arte.
Per cui forse Welcome to Night Vale non è una truffa proprio per il suo essere una truffa, ma fatta benissimo. Continua a leggere


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La radio, i podcast e Hilda Matheson

È agli atti la mia malsana passione per la radio, e per quella che in inglese si chiama talk radio in particolare – la radio parlata, con le interviste o anche solo con una persona che parla diciò che le pare.
Ho anche accennato in passato a come io consideri il mio blog come una specie di stazione radio, dove io mi siedo al microfono alla notte e parlodi ciò che mi pare – e in effetti i recenti esperimenti di podcast fatti su Karavansara col KaravanCast si riducono proprio a quello: io seduto davanti a un microfono, nel cuore della notte, che parlo di quel che mi pare.

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Ma oggi non voglio parlare di me, ma di Hilda Matheson.
Perché Hilda… eh, Hilda.
Vedrete.
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