strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Ila affogato dalle Ninfe

Questo che vedete qui sotto è un dipinto di John William Waterhouse. Si tratta di Hylas and the Nymphs, del 1896. È una delle opere più popolari di uno fra i più popolari dei pittori Pre Raffaelliti.

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Nei giorni passati, la pinacoteca di Manchester ha “temporaneamente” rimosso il dipinto dalla propria galleria

“Come gesto per stimolare il dialogo sulla rappresentazione della donna in posizione sottomessa”

E allora dialoghiamo. Continua a leggere


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E noi pensiamo di avere dei problemi…

Non vi sarà sfuggito, credo, che un nuovo presidente eletto siede nello Studio Ovale a Washington.
L’uomo più potente del mondo – se non altro perché ha sotto al dito quel famoso bottone rosso – è per la prima volta un afroamericano.

All’elezione di Barak Obama sono state collegate una quantità di aspettative.
Non solo da parte degli americani – che sarebbe anche ragionevole – ma anche da tutto il resto dei cittadini del mondo.
Non siamo qui per discutere se sia lecito o illecito.
Non siamo qui per dire se le aspettative verranno soddisfatte o disattese.

C’è però anche una serie di problemi, connessi con l’elezione del Presidente Obama, che nessuno, io credo, aveva anticipato.
Come la proposta di John Foley, un insegnante statunitense.

The time has arrived to update the literature we use in high school
classrooms. Barack Obama is president-elect of the United States, and
novels that use the “N-word” repeatedly need to go.

To a certain extent, this saddens me, because I love “To Kill a
Mockingbird,” “Of Mice and Men” and “The Adventures of Huckleberry
Finn.” All are American classics, and my students read them as part of
approved sophomore and junior units, as do millions of students across
the nation.

They all must go.

Già.
Sono classici, ma usano la-parola-con-la-enne – negro.
E con Obama alla casa bianca, non è il caso far circolare certi libri fra i giovani.
Come spiegar loro che la-parola-con-la-enne è male, ma quei libri sono capolavori?
Come spiegar loro che Twain, Steinbeck e tutti gli altri non erano uomini malvagi ma solo prodotti del proprio tempo?
Troppo difficile, troppo complicato.
E allora, via Huckleberry Finn, via Uomini e Topi.
Che diavolo, via Tarzan (che non è citato, pur essendo un classico, ma lo sappiamo che sarà il primo a fare una brutta fine).

Potremmo sostituirli…

I think a good substitute for “Mice” would be Tim O’Brien’s Vietnam
novel “Going After Cacciato.” Like George and Lennie in Steinbeck’s
novel, Cacciato dreams of peace and a better world. And the Vietnam War
is a more recent — and arguably more painful — era in American
history than the Depression, and one of more interest to teens.

Già.
A chi volete che freghi qualcosa di un romanzo su una colossale crisi economica…

E mettiamo Colomba Solitaria al posto del romanzo di Twain.
Perché il western di McMurtry ha più ritmo, e poi mostra il modo bestiale in cui venivano trattate le donne nel vecchio West.

Rimpiazziamoli tutti, ‘sti vecchi romanzacci razzisti, con libri nuovi, recenti, magari nella lista dei best-seller, magari certificati col Pulitzer, con temi più vicini a noi, con un ritmo più accattivante, con meno zone oscure e meno ambiguità.
Con un bel messaggio positivo.

A cosa serve il passato, dopotutto, se non a vergognarsene senza più ricordarsi il perché?

Some might call this apostasy; I call it common sense. Obama’s victory
signals that Americans are ready for change. Let’s follow his lead and
make a change that removes the N-word from the high school curriculum.

Povero Twain, povero Steinbeck, povero Lee, poveri tutti i grandi, colpevoli di aver vissuto e descritto il proprio tempo.
E poveri David Guterson, Tim O’Brien e Larry McMurtry, tirati in ballo da un imbecille non per le loro riconosciute qualità letterarie ma per il fatto che è più semplice incasellarli in un universo politically correct…
E povero Barak Obama, a dover guidare un paese popolato da certi elementi.

Pensate solo cosa capiterà sugli scaffali delle biblioteche (e nelle edicole! e nella pubblicità!) quando eleggeranno una donna alla Casa Bianca…