strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il ritorno di Milo Morai

Vediamo di ricapitolare.
Come certamente ricorderete, la guerra atomica scoppiata nel 1980 ha cancellato la civiltà come noi la conosciamo. Nel caos che ne è seguito, mentre epidemie e catastrofi naturali mettevano in ginocchio i pochi sopravvissuti, la Grecia a conquistato l’America.
Oggi, a seicento anni di distanza, bande di hippie cannibali mutanti vagano per ciò che un tempo erano gli Stati Uniti, mentre nelle loro cittadelle, sinistri e ambigui tecno-stregoni conducono i loro oscuri e perversi giochi di potere. Sulle praterie del Mare d’Erba, tribù di nomadi condividono il territorio con mandrie di cavalli carnivori e branchi di tigri dai denti a sciabola. Enclave di immigrati armeni popolano la regione degli Appalachi.
La vita è dura, breve, violenta, e prevalentemente esentasse.
Ma ora, per cambiare tutto questo, e in conformità con le antiche profezie, Milo Morai è tornato dai suoi viaggi…

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Tradurre o non tradurre?

Visto che ho già il tempo libero ridotto a zero…

Ho appena messo le mani su un libricillo uscito negli anni ’30 – non una gran cosa, più o meno 10000 parole.
Venti pagine scarse in formato A4, a metterci solo il testo in corpo 10 e interlinea 1.

Si tratta di un’artefatto di un’epoca più scollacciata e discutibile.
Una guida ai quartieri bassi di Shanghai, per il visitatore occidentale in cerca di un po’ di esotismo pesante.
Dove reperire compagnia femminile, alcool, sostanze illegali.
Il rischio di accoltellamento, le risse.
Come divertirsi a ritmo di jazz, fra russi bianchi e infidi orientali.
Una guida ad uno stile di vita per lo meno spericolato, in una città corrotta fino all’osso.

Il tutto col tono garrulo di un articolo per New Yorker, in un libriccino scritto da due cialtroni che probabilmente erano marinati nel gin, e fulminati a dovere.

“Per gran parte degli stranieri, esistono due soli tipi di cinesi, quelli puliti e quelli sporchi. Tuttavia, la situazione è molto più complessa.”

Politicamente corretto non lo è assolutamente.
Se si eliminassero le parti razziste, sessiste o generalmente offensive, quest’affare starebbe sul retro di una cartolina illustrata.

Il solo capitolo su come evitare di passare una serata da soli, che apre col consiglio di procurarsi una ragazzina dai quindici ai vent’anni – è normale, lo fanno tutti, non ci sono stigmatizzazioni sociali – è roba da capestro.

“Non poca della vita notturna sulle strade di Shanghai è cortesemente fornita delle signore la cui mercanzia è l’amore, in contanti e pronta cassa.”

Però, però…

Ho dato un’occhiata agli archivi americani per verificare il copyright.
Zero assoluto.
Non mi è neanche troppo chiaro dove sia stato stampato, il libercolo – se l’hanno stampato in Cina, come pare probabile, il concetto stesso di Copyright, specie all’epoca, è nullo.

Per cui, mi dico, potrei tradurlo.
Magari annotarlo.
E poi farlo circolare.
Un’altra cosa per gli Orientalisti Anonimi.

Non è lunghissimo, ed è il genere di lavoro di traduzione che mi diverte – anche se certe cose, in certi punti, mi danno i brividi.
Però, ehi, è storia!
Ma poi, cosa ne sarebbe…?

Se ne potrebbe fare un ebook…
Magari per Natale…

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