strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Rosa Shocking 1 – Rom-Com

Tutto è cominciato col romanzo che ha recentemente vinto il Premio Bancarella.
E, ok, voi mi direte, diavolo, Dave, pensavamo fossi in gamba, mica uno che legge i libri che vincono premi letterari.
E io potrei rispondervi che il Bancarella l’ha vinto anche Ernest Hemingway, e non certo pescando tonni.
E che solo i miei amici mi chiamano Dave, quindi, back off.
E poi, ne hanno parlato in maniera così indicibilmente negativa, e me ne hanno regalata una copia.
Pensate avrei resistito alla tentazione?

Ma ci arriveremo per gradi.
In primo luogo, perché ormai dovreste sapere che fare un post per parlare male di un libro non è esattamente il mio genere di cosa.

WuFang36

Onestà & Delicatezza

Sono più interessato a come si racontano le storie, e nel caso specifico, ho due problemi fondamentali:
. primo, credo che descrivere e raccontare in maniera efficace i sentimenti sia difficilissimo, perché richiede una onestà assoluta ed una grande delicatezza
. secondo, io leggo (e talvolta scrivo) genere, e un certo genere in particolare, e quindi dalle mie parti “corteggiamento” significa che l’eroe salva la bella da una vasca piena di piranha e da un malvagio che vuole riservarle “un destino peggiore della morte”.
O qualcosa del genere.
Onestà e delicatezza, come si diceva.

Detto ciò…
Parliamo di commedie romantiche, vi và?*
Parliamone dal punto di vista strutturale.
E usiamo modelli cinematografici.

I modelli cinematografici sono utili perché, per il mio modo di intendere la commedia romantica (o rom-com), il dialogo è essenziale nel definire la chimica fra i personaggi, e il dialogo lo si apprezza al meglio in un film.
La chimica, visto che ne abbiamo parlato, è il tema della storia – questa è una rom-com – vogliamo raccontare come evolve la relazione fra Lui e Lei.

Con una locandina così, lo sapete benissimo dove si andrà a parare.

Prendiamo un buon film, con una buona storia romantica.
Harry ti Presento Sally.
Bel film, solida sceneggiatura, eccellenti protagonisti, bravo regista.
La storia – strutturalmente parlando, è così…
1 – Lui e Lei si conoscono, trascorrono 24 ore insieme.
Sono opposti antitetici (lei è una perfettina repressa, lui è un maschilista borioso) e si detestano.
Lui ci prova, lei gli dà picche.
2 (cinque anni dopo)- Lui e Lei si rivedono per poche ore.
Lei è fidanzata, lui sta per sposarsi.
Restano opposti antitetici e si detestano.
Lui ci prova e lei gli dà picche.
3 (cinque anni dopo) – Lui e Lei si rivedono.
Lei è stata mollata e lui sta per divorziare.
Sono ancora opposti, ma ora hanno qualcosa in comune – il bisogno di parlare.
O se preferite, la solitudine.
Si parlano. Diventano amici.
Nel momento in cui si innamorano mandano tutto a monte andando a letto (notare che lui non ci prova, e lei non gli dà picche); reagiscono in maniere coerenti coi propri personaggi, poi superano i propri limiti, l’amore trionfa.
Bello liscio.

Ora, chiaramente i primi due archi – che sono il primo breve e il secondo brevissimo, e occupano la prima parte della pellicola – sono ripetizioni dello stesso modulo. Servono a rafforzare un’idea – sono opposti antitetici e si detestano.
Inoltre, i due archi ci esplicitano qual’è la visione dei due personaggi riguardo ai sentimenti –  ci dicono chiaro e tondo come la pensano… e ci mostrano mentre agiscono.
Molto economico e compatto.
Il terzo arco ha solo uno scopo – smontare ciò che i primi due hanno costruito.
E tutto, assolutamente tutto, avviene attraverso il dialogo.

Harry ti Presento Sally è economico anche nel gestire le vite dei personaggi – non ci presenta nulla (le famiglie, i parenti, il lavoro) che non sia centrale nell’evolvere dei due personaggi.
Non ci sono sbavature – i comprimari offrono un bel contrappunto, ma chiaramente questa è la storia dei due personaggi nel titolo.

Ora, è chiaro, quando lo spettatore si siede in poltrona e guarda il film, come andrà a finire.
Ma questo è il punto essenziale della rom-com – non ci interessa come va a finire, ci interessa come arriviamo all’ovvia conclusione.
In questo, la rom-com si differenzia da molti altri generi – dal giallo, dall’horror, da molta narrativa fantastica.
Quila soluzione finale è ovvia – è come ci arriviamo, che è divertente, e dovrebbe essere inaspettato.

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Con una locandina così, qualche dubbio su dove si andrà a parare potreste anche averlo.

Un altro esempio?
Ok, questo non lo conoscete – The Tao of Steve.
Rom-com per uomini, la definiscono. Scritta e diretta da una donna – il che è interessante.
Grande film indipendente, mi piace.
Qui gli archi narrativi – due – non sono sequenziali ma paralleli.
Ma diamo un’occhiata.
La premessa – Dex è un ultratrentenne sovrappeso e disordinato che lavora come maestro d’asilo.
E rimorchia alla grande: le donne gli danno la caccia e lo adorano, perché Dex ha sviluppato una sua filosofia personale (il Tao di Steve), che lo rende irresistibile.
Poi, Dex conosce Syd, che è molto bella, e non se lo fila di striscio.
A questo punto, sapete come andrà a finire.
Due archi, dicevamo.
1- Lui si mette attivamente a dare la caccia a Lei… contravvenendo alla propria filosofia personale, e in linea di massima rendendosi ridicolo e ottenendo normalmente l’effetto opposto a quello desiderato.
2 – Lui istruisce nel Tao di Steve l’amico Dave, che è un perdente senza speranza.
Con una struttura sostanzialmente diversa dal film precedente, The Tao of Steve lavora nello stesso modo – costruisce e demolisce un modo di essere, un modo di interpretare le relazioni sentimentali e i sentimenti.

Anche qui, il ciarpame è ridotto al minimo – vediamo Lui al lavoro con i bambini, ma solo perché Lei deve vederlo al meglio per una volta.
Lo scenario di contorno è funzionale ai personaggi e alla loro situazione – il New Mexico di Dex & Syd come la New York di Harry & Sally.
Ci sono complicazioni varie (le molte amanti di Lui, gli amici) ma il fatto che abbiano una funzione chiara e un ruolo definito non li riduce a sagome.
La scena del poker, ad esempio, in cui conosciamo gli amici di Dex e viene definito lo Stato dell’Essere Steve, è narrativamente funzionale, ma ci diverte, e definisce dei caratteri.

Due esempi volanti per indicare che la rom-com è sostanzialmente una storia che costruisce uno status quo e poi lo abbatte (come gran parte delle storie che val la pena di leggere).
Ha al proprio nucleo personaggi che ci sono simpatici.
Come tutte le commedie, è economica, e mette in scena solo ciò che serve.
Per le persone coinvolte nella rom-com l’antagonista non è astratto – non sono le convenzioni, i cliché, la famiglia, la sorte avversa o il destino beffardo.
E a differenza dei miei pulp, l’antagonista non è un malvagio che si arrota il baffo.
L’antagonista della commedia romantica è il protagonista della commedia romantica.
Harry non si confronta con Sally, ma con se stesso, attraverso il dialogo con lei.
E viceversa, Sally lavora su se stessa usando Harry come cassa di risonanza.
Idem per Dex e Syd.
Questo è il conflitto, questa è la parte divertente, questo è ciò che bisogna sviluppare.

Non sembra così difficile, come formula, no?
Ma della formula, parleremo la prossima volta.

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* Magari non vi va, e allora potete lasciar perdere a questo punto.
Non vi perderete nulla.