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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Cinque film d’avventura

Questo è un post del piano bar del fantastico che era in lista da qualche tempo, e che non è proprio facilissimo.
nel senso che no, ok, è facile… mi hanno chiesto la mia lista dei cinuqe migliori film d’avventura.
Ecchessarà mai.MPW-78987

  • I Predatori dell’Arca Perduta
  • All’Inseguimento della Pietra Verde

  • Avventurieri ai Confini del Mondo

  • La Mummia (quello degli anni ’90)

  • L’Uomo che Volle Farsi Re

Ecco fatto.
Ma le cose facili non mi sono mai piaciute granché, e considerando che credo che tutti i titoli qui sopra siano perfettamente noti ai miei colti lettori, vediamo se è possibile fare qualcosa di diverso.
Diciamo cinque film d’avventura che non vengono necessariamente citati di continuo.
E no, non “film di serie zeta*, film così brutti che sono belli. certe cose lasciamoli ai poveri di spirito: cin tutta la simpatia per Tawny Kitaen, niente The Perils of Gwendoline in the land of the Yik-Yak.
Parliamo di cinque o sei bei film.
Non sarà affatto facile, trovarne solo cinque o sei.
Ma in fondo è per questo che siamo qui, giusto? Continua a leggere


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I Sovrani delle Stelle

In prospettiva, il lavoro su Capitan Futuro, se garantì a Edmond Hamilton una certa sicurezza economica, ne segnò la carriera letteraria in maniera meno che lusinghiera.
Capitan Futuro era narrativa a formula, nella sua forma più grezza – l’eroe, con la sua squadra di assistenti improbabili (i Futuremen – un robot, un androide, un cervello in scatola), che affrontava un misterioso avversario che in ciascun romanzo lo avrebbe intrappolato, e lui sarebbe per tre volte riuscito a fuggire prima della conclusione finale.
Quello, e il pessimo giudizio consegnato ai posteri da H.P. Lovecraft sulla prosa di Hamilton, hanno fatto sì che negli ultimi anni soprattutto, questo autore ed i suoi lavori migliori siano un po’ passati nel dimenticatoio.

E tuttavia c’è molto di buono nel catalogo di Edmond Hamilton, e se la trilogia di StarWolf rimane probabilmente uno dei momenti più alti della produzione hamiltoniana (e in quel periodo confuso in cui la fantascienza cominciava a ragionare su se stessa), io ho sempre avuto una grande simpatia per John Gordon, e per la serie dei Sovrani delle Stelle.
Per tutta una serie di buoni motivi.

Ah, già – quanto segue conterrà degli spoiler. Se non avete letto I Sovrani delle Stelle e Ritorno alle Stelle, se intendete leggerli, e se temete che quanto segue possa rovinare il vostro godimento di queste opere, beh… andatevene.
Tuttavia stiamo parlando di fantascienza pulp degli anni ’40 – posso davvero rovinarvi la sorpresa? Continua a leggere