strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Buoni propositi per l’anno nuovo: una gita al Pharo

E se io cominciassi a portarmi avanti, e a mettere in cantiere i buoni propositi per il 2021 a dicembre del 2020?
Chi ha tempo non aspetti tempo, e tutto quel genere di cose, e complici un paio di disavventure lavorative, il tempo al momento è tutto quello che ho, ma magari a gennaio le cose cambieranno.
E allora avanti…

Come di solito succede quando mi trovo sepolto qui fra i colli dell’Astigianistan con un sacco di tempo libero, raggomitolato sotto ad uno spesso strato di coperte, con una teiera fumante e il vuoto esistenziale che ulula nella notte, avevo pensato di seguire un corso di qualche genere. Imparare una lingua, magari – magari il coreano.
È interessante il coreano.

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Nelle spire del pitone

Noi vecchi eroi dei pulp la monotonia non sappiamo cosa sia.

Mi hanno detto che avere un posto fisso è una gran monotonia.
Beh, non devono venirlo a dire a me.
Negli ultimi vent’anni sono stato pagato per essere…

. geologo d’esplorazione junior per una compagnia petrolifera
. programmatore e designer di modelli matematici per l’amministrazione regionale piemontese
. spaventapasseri
. centralinista
. analista di dati telefonici
. traduttore
. venditore di automobili
. promotore di prodotti finanziari
. insegnante di italiano per stranieri
. insegnante d’inglese per italiani
. ricercatore universitario
. consulente freelance nel campo delle analisi ambientali
. insegnante di analisi statistica per naturalisti in corsi post-laurea
. game designer nel settore giochi di ruolo
. conferenziere freelance
. creatore di siti web
. pubblicista
. autore

(e non mettiamo neanche in lista i lavori non retribuiti, svolti in cambio di qualifiche, di esperienza, o della possibilità di provare a fare ciò che si è lavorato tanto per imparare – dall’organizzare mostre d’arte al curare antologie di racconti, organizzare gruppi di lettura per i ragazzini delle scuole e riparare biciclette)

Monotonia?!
Neanche l’ombra – ero troppo impegnato a pagare i conti ed a saltare da una attività all’altra.
Purtroppo, se in questo modo la monotonia non è mai stata un problema, c’è una contropartita – il mio curriculum è talmente variegato che me ne servono quattro a seconda del posto dove mi presento (sarebbe brutto presentare le mie qualifiche come venditore all’azienda che vuole un esperto in scienze ambientali, perché si richiede sempre e comunque dedizione assoluta alla vocazione), e comunque non mi riesco a scrostare di dosso questa opinione generale…

Eh, sai, è uno che non ha mai avuto un lavoro fisso…

Perché il sistema della monotonia se ne frega, naturalmente.
Il sistema semplicemente se non hai mai avuto il posto fisso ti bolla come inaffidabile.
Se fossi affidabile, non avresti avuto bisogno di cambiare lavoro, giusto?
Se hai fatto malamente un lavoro schifoso che non ti piaceva per vent’anni, rubando lo stipendio quando potevi e mostrando zero lealtà per l’azienda e i colleghi, ehi, sei chiaramente un elemento sano della società.
Ma fare bene venti lavori diversi dimostrando adattabilità, coraggio al limite della disperazione e una gran voglia di lavorare, riuscendo a non impazzire ed oltretutto divertendosi?
Ah, fallito!

E tuttavia, allo stato attuale delle cose, l’unica possibilità per pagare i conti è quella di potenziare ulteriormente il curriculum.
Aggiungere voci, attività, opzioni.

Perciò, se nel tempo libero continuo a fare esercizio con le tre palle colorate per imparare a fare il giocoliere (nel caso, potete cominciare ad informarvi qui), dall’altra ho deciso che era tempo di aggiungere un linguaggio di programmazione al curriculum.

Ho dato un’occhiata in giro, e pare che Python sia abbastanza facile e relativamente richiesto.
E poi lo ammetto – ok, datemi del deficiente – mi piace l’idea che la RAD per Python si chiami Boa Constructor.
Ha un che di avventuroso che noi poco di buono inaffidabili apprezziamo.
Come dice il saggio (beh, ok, Wikipedia)

Python è un linguaggio multi-paradigma, che fa della dinamicità, semplicità e flessibilità i suoi principali obiettivi. Supporta il paradigma object oriented, la programmazione strutturata e molte caratteristiche di programmazione funzionale e riflessione.

Perciò, scaricato Python for Beginners dal sito della Python Foundation.
Acquistata per 20 centesimi una copia usatissima ma in buono stato di Python for Dummies.
Recuperat i tutorial di Python pubblicai su Full Circle Magazine (con un po’ di pazienza sul sito si reperiscono i tre volumi del corso di Python pubblicati dalla rivista).
Installati sul PC i software indispensabili… IDLE, Boa Constructor, Geanie, etc.
Ora si comincia.

Il piano è dedicare un’ora al giorno allo studio del linguaggio, in maniera assolutamente inflessibile.
Leggere il manuale, fare gli esercizi, smanettare il necessario.
Piuttosto non si cena, piuttosto non si legge narrativa da diporto.
Piuttosto non si scrive… beh, ok, non tanto.
E poi postare qui di quando in quando, dei brevi reality check che mi obblighino, di riffa o di raffa, a restare in carreggiata.

E così si continua a correre per restare nello stesso posto.
Si continua a reinventarsi ogni sei mesi.
Sarà questa la strada verso la ricchezza la fama e la gloria?
O sarà solo un modo per finire a fare lo schiavo agli ordini di un solido elemento della società, che pensa che si scriva compiuter e che ha come qualifica solo la vecchia ECDL?

Vedremo.


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Conoscenze inutili?

A quanto pare la cosa è stata iniziata da un tale che si faceva chiamare Scooby, che qualche tempo addietro decise di compilare un elenco diconoscenze e capacità ormai inutili nel ventunesimo secolo.
La lista di Scooby era la seguente…

  • comporre il numero telefonico con il selettore a rotazione
  • appoggiare la puntina su un disco in vinile
  • cambiare traccia su un natro Stereo8
  • stenografare
  • usare un regolo calcolatore
  • usare un prodotto o un servizio prima di fare un post su un blog
  • ottimizzare 640K di memoria
  • usare WikiText

Da cui potremmo evincere che Scooby

  1. aveva troppo tempo libero
  2. era uno sciocco

Ma tale è stata la eco prodotta dall’originaria lista di Scooby, che ora esiste un archivio delle capacità obsolete.

La lista è vivamente consigliata a chiunque fosse interessato ad inventarsi un hobby trasformabile con breve preavviso in un lavoro divertente,  redditizio e con zero concorrenza.
Ottima strategia evolutiva, con l’aria che tira.
Le capacità “obsolete” della lista non sono, infatti, competenze rese inutili da sviluppi scientifici e tecnologici particolari, ma semplicemente , nella maggior parte dei casi, attività che hanno perduto in popolarità.
Qualche esempio?

  • Sistemare il tracking di un videoregistratore.
  • Sintonizzare una radio analogica (di quelle con la manopola anziché dei bottoni)
  • Rendere avviabile un floppy disc.
  • Fare a mano la partita doppia.
  • Posare in opera un parquet.
  • Tecniche di camera oscura.
  • Programmare in BASIC/QBASIC, COBOL, SmallTalk, LISP, FORTRAN, PASCAL, VisualBasic 3
  • Orientarsi usando le stelle.
  • Usare una bussola.
  • Guardare diapositive con un proiettore per diapositive.

Chissà con cosa sperano di guardarle, le diapositive, questi imbecilli?

È la dimostrazione che siamo ancora molto, molto vicini all’albero sul quale vivevano i nostri antenati.
Pronti a dimenticare ciò che non ci è immediatamente necessario, ed a bollare come obsoleto qualsiasi cosa si possa rimpiazzare con l’ultimo gadget.

Non trascuriamo la Obsolete Skills List.
È una miniera d’oro.


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Ancora SmallTalk

Siamo alle solite.
Era già accaduto sotto Windows, ora sotto Ubuntu.
Faccio un giro su Squeak, e mi viene voglia di installare VisualWorks della Cincom.
E così l’ho fatto.
Non che sia facile (si veda la nota in chiusura).

E così, dopo un’oretta di installazione, ho la versione 7.5 di Cincom VisualWorks (anche noto come ObjectStudio) sul mio hard disk.
E sembra girare più che bene.

Ricapitolando.
SmallTalk.
Il primo grande linguaggio di programmazione a oggetti.
Se il Basic sta alla programmazione come l’ascia neolitica sta alla storia della civiltà, allora SmallTalk sta alla programmazione come il Monolito Nero di 2001 sta alla storia della civiltà.
Un’idea di quanto sia strano SmallTalk?
Ogni applicazione include l’ambiente di sviluppo.

SmallTalk è strano e difficile da imparare, ma estremamente utile perché insegna a pensare in maniera diversa.
E pensare in maniera diversa è una buona strategia evolutiva.

L’edizione Cincom è probabilmente la più completa e flessibile delle distribuzioni.
Si integra abbastanza bene nel desktop Gnome, e sfrutta bene la potenza della macchina su cui faccio girare Ubuntu.
È gratuita per uso generale…
Aggiungiamo un po’ di pazienza, un po’ di tempo e Smalltalk & Object Orientation (pdf scaricabile gratis, insieme a molti altri) e il gioco è fatto.

Nota – Installare VisualWorks in Ubuntu

Primo: installare il gestore csh

sudo apt-get install csh

Poi scarichiamo l’installatore per linux dal sito della Cincom

Si tratat di un file .run – VWInstallerLinux86.run, nel mio caso.
Per farlo girare, attraverso un terminale Linux, eseguire i comandi

chmod +x VWInstallerLinux86.run

sudo ./VWInstallerLinux86.run

A quest punto l’installatore parte.
Selezioniamo l’installazione tipica, accettiamo la licenza e pazientiamo circa un’ora.
Il file transfer protocol di Cincom va un po’ a singhiozzo a certe ore, ma è l’unico problema che si rischia di incontrare.
A installazione eseguita, andiamo nella directory opportuna (vw7.5nc) e facciamo partire in un terminale l’eseguibile VisualNC.
Fatto!