strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Scrittori ed Editor

Io ho un amico che si chiama Germano Hell Greco che fa l’editor.
Non il correttore di bozze, non il cacciatore di refusi.
Non quello che va su Facebook a raccontare stizzito quanto sono presuntuosi gli autori che edita e che neanche sanno l’italiano.
Non quello che dice che gli scrittori sono capre, e la qualità è tutta merito suo.
Non fa il pavone.
Germano fa l’editor.

editor

Che per il mercato nazionale è una figura misteriosa, ma che per chi scrive è come il confessore. È la persona alla quale affidiamo ciò che abbiamos critto, e lui lo sistema.
Trova le scemenze.
Elimina le brutture.
Suggerisce modifiche per rendere la storia più robusta, più veloce, più incisiva, migliore.
Come una canzone dei Daft Punk.

Se scriviamo, trovare un buon editor è la cosa migliore che ci possa capitare.
Io sono stato fortunato. Ho avuto degli ottimi editor.
Ne ho anche incontrati di pessimi? Certamente.
Ma quelli si lasciano alle spalle, e ci si tiene stretti quelli buoni.
Il rapporto di fiducia fra autore ed editor è assolutamente sacro.

Ma notoriamente io sono una persona senza vergogna, che scrive in pubblico davanti a tutti, per cui se ne parlava, con Germano, del fatto che la maggior parte delle persone pensa che un editor sia quello che elimina le d eufoniche e converte le miglia in chilometri, e ci si domandava come fare a far capire com’è veramente.
Quanto vale veramente.

La risposta?
Farlo in pubblico.

Per cui eccoci qui – stiamo ancora cercando una data che vada bene per entrambi, ma ciò che abbiamo in mente di fare è questo: io scriverò un racconto in una serata, usando Google Documents, e condividendo il link come ho fatto in passato, in modo che tutti possano guardare.
E poi passerò la palla a Germano, che editerà la storia, e ancora una volta il link sarà pubblico, e tutti potranno vedere cosa succede.

Per data e oram vi farò sapere quanto prima.


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Decisioni consapevoli

LawrenceBlock_GBUn paio di anni addietro, lo scrittore americano Lawrence Block decise di autopubblicare il suo nuovo romanzo, anziché appoggiarsi ad un editore tradizionale. Alla domanda sul perché avesse preso questa decisione (dopotutto come autore pubblicato tradizionalmente aveva all’attivo decine di best seller), Block rispose pragmaticamente

perchè così i soldi li intasco io

Aveva poi articolato più seriamente e a fondo i motivi della propria scelta, certo. Ma il punto era abbastanza chiaro.

Ho ripensato al discorso di block – e alle osservazioni di molti altri autori che ho avuto modo di leggere, da Guy Kawasaki a Holly Lisle – perché negli ultimi giorni ho sentito spesso descrivere l’autopubblicazione come una scelta poco pratica, che non permette a un autore di raggiungere un vasto pubblico, un palliativo, una scelta per gente che vuol togliersi uno sfizio.

Se il mio editore smettesse di pubblicarmi, io smetterei di scrivere, non mi metterei di sicuro ad autopubblicarmi

ha sostenuto qualcuno.
Beh, parliamone.
Pork chop express, a tema editoriale. Continua a leggere


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Vecchio e Grasso

Nonostante il titolo, questo non è un post di natura autobiografica.
È successo semplicemente che mi son trovato a guardare, alcuni giorni addietro, il primo episodio restaurato del serial Drums of Fu Manchu, del 1938.

fu_and_nayland_in_drumsLa trama sposta – per comodità – il Signore delle Strane Morti dai bassifondi londinesi alla California, e dietro di lui sposta anche il suo eterno rivale, il britannico Nayland Smith.
Henry Brandon è un Fu Manchu sinistrissimo ed efficace, e William Royle, nei panni di Sir Nayland Smith… diamine, è vecchio e grasso.

O meglio, è un normale cinquantenne stempiato e baffuto, capace di sfuggire ai sicari di Fu Manchu e di affrontare il Pericolo Giallo sul suo stesso terreno, tanto a livello fisico che a livello intellettuale.
A decent chap.

E questo mi ha dato da pensare. Continua a leggere


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La Beeb e il Times hanno toppato

Strana giornata per gli appassionati di genere.
Da dove cominciamo, dall’America o dall’Inghilterra?
Da Game of Thrones o dall’incacchiatura generica ma feroce di decine di autori di fantascienza e fantasy?

Cominciamo con l’America, perché il caso del New York Time è un esempio a più alto profilo di ciò che ha scatenato la crociata in UK, e perché voi siete comunque fan di George R. R. Martin…

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