strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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All’estero è diverso

Un paio di notti or sono ho scoperto che l’estero non esiste più.
Davvero, come cantava Paul Kantner trent’anni or sono, possiamo domandarci

where are the frontiers?
how do I get there?

L’idea è venuta fuori dopo una discussione piuttosto complessa, che potremmo semplificare drastcamente e riassumere con la frase

l’autopubblicazione è una fogna, ma all’estero è diverso

E io lo so che sarebbe divertente discutere della prima parte della frase, ma in realtà mi interessa molto di più la seconda.

grass-is-greener-on-the-other-side1

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Perché qui sarebbe impossibile

Issue1_Cover_Large_FINAL_SmlHalf Past Danger è una serie a fumetti che è stata appena lanciata negli Stati Uniti.
È un fumetto molto ben disegnato, molto divertente, pieno d’azione e d’avventura.
La copertina qui di fianco è abbastanza chiara.
1943.
Teatro del Pacifico.
Marines.
Nazisti.
Dinosauri.
Ninja.
Ci sono domande?

Ecco, io una domanda ce l’ho.
Ma perché da noi no?

Voglio dire – di disegnatori in gamba, in Italia, ce ne sono tanti.
Produrre un fumetto così, avendo un paio di disegnatori in gamba e uno sceneggiatore competente, non è difficile.
Richiede lavoro, richiede amore per il genere, certo.
Ma si può fare. Continua a leggere


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100 dollari per cominciare

Seguivo Chris Guillebeau da prima che uscisse il suo The Art of Nonconformity.
Ho letto e trovato molto divertenti e pieni di ottime idee i suoi ebook A Brief Guide to World Domination e 279 days of Overnight Success.
Blogger, imprenditore ed avventuriero, Guillebeau è un giovane americano che, quando scoprii la sua esistenza, si stava impegnando in un giro del mondo – inteso come un viaggio alla ventura per toccare tutti i paesi del mondo.
Lavorando in ciascuno di essi.

Guillebeau è un tipo in gamba, che mi è simpatico, che riesce a trasmettermi una certa sincerità nonostante l’ovvia aggressività imprenditoriale.

Guru dell’impresa flessibile e del lavoro come divertimento, Guillebeau ha pubblicato l’anno passato l’interessante, interessantissimo The 100$ Startup, che è uno di quei libri che prima mi riempiono di entusiasmo, e poi mi gettano brevemente nella depressione più nera.
Per scrivere questo nuovo volume, Guillebeau ha contattato, intervistato e studiato due dozzine di imprenditori di successo che, partendo da zero e con un capitale di circa cento dollari, sono riusciti in capo a un paio di anni ad arrivare quello che viene considerato lo standard della media borghesia americana – 50.000 dollari l’anno, tasse pagate.
L’idea, è quella di vedere cosa abbiano in comune queste persone, e cosa si possa imparare dalla loro esperienza.
Per poi farlo anche noi.

Da qui, la botta di entusiasmo – caspita, si può fare!
Il testo è chiaro, ben definito, convincente e diretto (e c’è anche in formato Kindle).
I casi sono maledettamente pratici ed empirici, e non c’è nulla di velleitario, c’è pochissimo bla-bla.
vengono anche presi in considerazione i casi in cui certe iniziative sono fallite.
In particolare, si analizzano i fallimenti di coloro che, successivamente, sono riusciti a raggiungere il proprio scopo.
Cosa hanno sbagliato, la prima (e la seconda, magari anche la terza) volta?

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