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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Lo Scaffale dei Pulp

Sam-casablanca-1345034-360-253Si era detto pulp, e neanche a farlo apposta, attraverso Facebook mi arriva una richiesta pulp per il Piano Bar del Fantastico.
prima performance dell’anno.
Il locale è buio e fumoso, il piano verticale mostra inquietanti fori da proiettile, ma noi il pezzo lo facciamo lo stesso.
Poi canteremo in coro la Marsigliese.

La richiesta fa più o meno così…

Mi piacerebbe leggere un’avventura sul classico, tipo avventuriero in giro per il globo et silmilia. […] Una cosa anni ’30 con locali ai confini del mondo, sigarette arrotolate a mano, donne chiamate pupe.

Il genere pulp-avventuroso, in Italia, è poco frequentato.
Un editore, da qualche parte in passato, provò a pubblicare Doc Savage, ma ottenne risultati mediocri di vendite e di critica.
Il genere è più praticato al cinema (Indiana Jones, La Mummia) che non nella narrativa.
A complicare le cose ci si è pure messo Tarantino, che intitolando Pulp Fiction un film che si sarebbe potuto tradutrre con Narrativa d’Appendice, ha autorizzato qualsiasi idiota a definire pulp una storia a base di sesso, droga e violenza.

adventurehouse-spicyadventurestories-November1942In realtà, la cosa è più complicata – possiamo immaginare una ideale suddivisione in quattro periodi della storia del pulp.

  1. il proto-pulp – su riviste come i penny dreadfuls inglesi e le dime novel americane, dagli anni 90 del 19° secolo alla prima guerra mondiale. Un catalogo che spazia da Conan Doyle a Kipling, passando per decine di autori sconosciuti.
  2. il pulp propriamente detto – quello delle riviste pulp pubblicate fra le due guerre… da Black Mask a Weird Tales passando per Astounding
  3. il pulp del dopoguerra – equamente suddiviso fra i paperback della Gold Medal e le riviste tipo Men’s Adventures
  4. il New Pulp – pubblicato ora, spesso in formato elettronico

Qui ci occuperemo essenzialmente di pulp propriamente detto – quello dei racconti e dei romanzi brevi pubblicati sulle riviste.
Perciò, fermiamoci un attimo, e cerchiamo di mettere giù una delle nostre solite reading list.
Ci toccherà leggere in inglese – fatevene una ragione. Continua a leggere


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99 centesimi di Cthulhu

Sapete che non amo programmare i post con un palinsesto fisso, ma credo mi divertirò d’ora in avanti a segnalare, la domenica, degli ebook a bassissimo prezzo (o gratuiti) o dei giacimenti di testi cartacei usati a un centesimo, titoli che potrebbero essere passati sotto al radar dei surfisti.

Comincio perciò con una rapida segnalazione, essendo domenica e tutto quel genere di cose.

Amazon lascia per la vertiginosa cifra di 99 centesimi l’edizione Kindle* di un’affare che si chiama The Cthulhu Mythos Megapack **.
Prodotto dai sempre affidabili ragazzi della Wildside Press, si tratta di un piccolo tesoro nascosto.
Che non brilla per originalità, ed ha una copertina di una bruttezza esemplare, ma contiene… beh, ecco cosa contiene:

“At the Mountains of Madness,” by H. P. Lovecraft
“The Events at Poroth Farm,” by T.E.D. Klein
“The Return of the Sorcerer,” by Clark Ashton Smith
“Worms of the Earth,” by Robert E. Howard
“Envy, the Gardens of Ynath, and the Sin of Cain,” by Darrell Schweitzer
“Drawn from Life,” by John Glasby
“In the Haunted Darkness,” by Michael R. Collings
“The Innsmouth Heritage,” by Brian Stableford
“The Doom That Came to Innsmouth,” by Brian McNaughton
“The Shadow Over Innsmouth,” by H. P. Lovecraft
“The Nameless Offspring,” by Clark Ashton Smith
“The Hounds of Tindalos,” by Frank Belknap Long
“The Faceless God,” by Robert Bloch
“The Children of Burma,” by Stephen Mark Rainey
“The Call of Cthulhu,” by H.P. Lovecraft
“The Old One,” by John Glasby
“The Holiness of Azédarac,” by Clark Ashton Smith
“Those of the Air,” by Darrell Schweitzer and Jason Van Hollander
“The Graveyard Rats,” by Henry Kuttner
“Toadface,” by Mark McLaughlin
“The Whisperer in Darkness,” by H. P. Lovecraft
“The Eater of Hours,” by Darrell Schweitzer
“Ubbo-Sathla,” by Clark Ashton Smith
“The Space-Eaters,” by Frank Belknap Long
“The Fire of Asshurbanipal,” by Robert E. Howard
“Beyond the Wall of Sleep,” by H.P. Lovecraft
“Something in the Moonlight,” by Lin Carter
“The Salem Horror,” by Henry Kuttner
“Down in Limbo,” by Robert M. Price
“The Dweller in the Gulf,” by Clark Ashton Smith
“Azathoth,” by H.P. Lovecraft
“Pickman’s Modem,” by Lawrence Watt-Evans
“The Hunters from Beyond,” by Clark Ashton Smith
“Ghoulmaster,” by Brian McNaughton
“The Spawn of Dagon,” by Henry Kuttner
“Dark Destroyer,” by Adrian Cole
“The Dunwich Horror,” by H. P. Lovecraft
“The Dark Boatman,” by John Glasby
“Dagon and Jill,” by John P. McCann

Anche ammesso che abbiate tutte le storie di HPL, CAS e REH ristampate in questo volume, la sola presenza dei lavori di Bloch, di Kuttner e di T.E.D. Klein che ho evidenziato vale il prezzo di ammissione e – considerato il prezzo irrisorio – il tempo di lettura.
Senza contare Pickman’s Modem

E poi c’è The Fire of Asshurbanipal, di Bob Howard, ed io mi sento obbligato ad acquistare qualsiasi cosa in cui ristampino “Fire”.

Non è elegante, non è sottile, non è corredato da sofisticati metatesti.
Ma come pura prova muscolare di quanto buon orrore sovrannaturale si può condensare in 99 centesimi, credo sia insuperabile.

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* lo odiate, è brutto e cattivo ed Amazon è il Male, lo so…
** e aggiungo che non credo si trovi in altri formati, ahimé. O forse c’è un epub sul sito della Wildside.