strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


28 commenti

Votate, dannati!

Signore e signori, siamo alle battute finali.
Domattina tocca andare a votare (o anche domani pomeriggio – ma domattina sarebbe meglio).

Ho visto un paio di rapidi sondaggi ruspanti che si sono svolti o si stanno svolgendo online, e il rapporto votanti/astenuti è maledettamente stretto.
Ogni voto conta.
Andate a votare.

Lo so, è sabato sera ed avete voglia di pensare ad altro, ma c’è qualcosa che voglio infliggervi.

Io trovo interessante – e vagamente inquietante – che qui lo scontro non sia fra SI e NO, ma fra votanti ed astenuti.
Si sta spingendo l’opzione di non scegliere come scelta preferibile.
Questo è strano interessante e inquietante.
Non si è detto “Votate NO”.
Si è detto “Non andate a votare”.
“Astenetevi.”

Si è chiesto quindi non di esprimere un’opinione su un quesito determinato.
Si è chiesto di delegittimare uno strumento del nostro sistema politico.
Si è detto di affermare – nel modo più passivo possibile, che non richiede sforzo, lavoro, impegno… si è chiesto di affermare che non vogliamo essere coinvolti.
Non vogliamo saperne.
Noi non vogliamo la responsabilità.
Come fanno loro va bene.
Noi preferiamo dormire.

Non è da ieri.
Ricordo il 1992.
“Spero che gli italiani vadano al mare.”

Perché è quello che ci hanno detto di desiderare, vero?
Il mare.
Il pallone.
La trasgressione.
Tutto fuorché la responsabilità.

Non è così.
Avete ancora tutta la notte.
Informatevi.
Leggete il dibattito nella sezione commenti del post che precede questo e pensateci su.
Ma per tutto ciò che considerate sacro, andate a votare.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo


14 commenti

Buttiamola in politica

Post assolutamente egocentrico ed autopromozionale, ma con una vaga tematica ambientale (per cui, ci mettiamo la signora in verde come è ormai nostra abitudine).

Il fatto è che ho trascorso la mattinata facendo qualcosa che – sulla base delle mie regole personali – non avrei dovuto fare: ho recuperato una manciata di libri dallo scaffale tecnico, e mi sono messo a buttar giù un’ipotesi di conferenza pubblica.
Senza avere un committente.
Non solo lavoro nel weekend, quindi, ma senza neanche una speranza di retribuzione.
Suicida.

Il fatto è che mio fratello – che vive molto più vicino alla civiltà del sottoscritto – mi ha ricordato che il 12 ed il 13 di giugno ci sarà il referendum sull’acqua.
E me lo ha ricordato notando che non è che se ne parli granché.
I più paiono disinformati, non sembrano proprio intenzionati ad informarsi, e volendo essere cattivi, se ne infischiano.

Ma come diceva il poeta

I see through the glasses of the drunken blind
a city were tragedy is an industry
but it’s food for a healthy mind

.. e perciò, perché non approfittare del vuoto, ed organizzarsi per riempirlo?

Continua a leggere