strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Una “rivista” per il ventunesimo secolo

Oggi ho voglia di pormi dei problemi probabilmente irrisolvibili.
Dice bene, Vittorio Catani, quando – in un mood tinteggiato di cyberpunk che egli descrive come “catastrofico” – scrive

il periodo della Wired originale fu un momento davvero particolare di scoperte, ricerca, contestazione, entusiasmo, sfida, prospettive grandiose, nuove libertà. Fu, in piccolo, un Sessantotto neo-tecnologico che interessò particolari fasce di interessati e fu capace di evadere dal “particolare” per esplodere in letteratura, nel teatro, nella società.

Vero, verissimo.
Ecco perché, si diceva, il Wired nostrano – e anche il Wired originale – stentano a rappresentare qualcosa di più di un fenomeno trendy e un po’ vuoto.

Sono cambiati (generalmente in peggio): il mercato, la cultura in generale, l’approccio a qualsiasi iniziativa “commerciale”; i desideri della gente. Computer e cellulari e realtà virtuali non sono più una novità anzi hanno invaso e pervaso quasi alla nausea il mondo occidentale; sono cambiati anche gli interessi e il modo di ragionare[…] La crisi in atto – non da ora – non riguarda solo i subprime e il vil denaro.

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Di nuovo, verissimo.
Per cui io, in mood da perditempo (cosa non si farebe pur di non lavorare!), mi domando – cosa potrebbe aver rimpiazzato nei tempi recenti il vecchio Wired come ammiraglia e “punta” della attuale weltanschaung, così come Wired aveva rimpiazzato Omni e Omni aveva rimpiazzato Modern Mechanics?

Ho già citato, nel post, precedente, Miro, Big Think, e TED.
Ci sono altre fonti di informazione che catturino la tendenza più d’avanguardia, possibilmente evadendo dal “particolare”?

Me ne vengono in mente un paio d’altre…
Penso ad esempio a Seed Magazine – rivista scientifica capace di dedicare un ciclo di articoli e filmati on-line al concetto di design, toccando argomenti come il personal genome, la visualizzazione del cervello, l’architettura generativa e il collective design.
Il sito della rivista offre anche un servizio – il Daily Zeitgeist – che deposita sul desktop degli interessati le notizie fresche, quasi un quotidiano scientifico ritagliato su misura.

Penso a Edge (non la rivista di videogiochi), il “bollettino ufficiale” – ammesso che una cosa del genere possa esistere – della Terza Cultura, dove in diversi formati (testo, video, podcast), ci si può imbattere in personaggi come Richard Dawkins o Daniel Dennett o – come accaduto di recente – scoprire della collaborazione fra un biologo evolutivo ed un musicista d’avanguardia.
 
Ma penso anche a Make Magazine, baluardo dei bricoleur integrali, rivista che spiega – di solito col supporto di video on-line – come farsi da sé quasi qualsiasi cosa, e che apre una finestra in una vasta sottocultura di personaggi che hackerano il mondo fisico anziché quello del software. Una rivista che in questi giorni dedica – sul canale Make TV – un breve ma divertente documentario sugli steampunk – quelli che hanno deciso di vivere in un retrofuturo.

Penso a Resources for Life, il sito che vuole mettere in contatto tutti gli attivisti della Terra per creare qualcosa di solido e duraturo e positivo, che permetta a tutti di vivere la vita migliore possibile, alla faccia di chi ci vuol male.

E penso a Worldchanging, immenso catalogo di risorse per cambiare il nostro modo di pensare e di interagire col mondo.
E davvero, se una singola pubblicazione cartacea, negli ultimi anni, ha causato in me lo stesso mix di entusiasmo, disorientamento e senso di urgenza che causava il vecchio Wired, è stato certamente il colossale volume Worldchanging pbblicato un paio d’anni or sono.
 
Ma in realtà , riflettendoci, tutto questo è barare.
Se qualcosa ha rimpiazzato il mio vecchio, beneamato Wired del 1993, non è una singola rivista cartacea o on-line, ma di fatto un piccolo software – nel mio caso si chiama Liferea, ma voi avete certamente qualcosa di simile sulla vostra macchina.
Si tratta di un feed aggregator – ogni mattina, quando accendo il computer, lui preleva i nuovi articoli dalle riviste che ho citato, più le novità pubblicate su una certa quantità di blog – di amici e conoscenti, ma anche di personaggi pubblici che rispetto – e mi costruisce la mia piccola, personale rivista on-line.
Con filmati, podcast, opinioni, facezie, scienza, fantascienza – addirittura con la pagina dei fumetti.
Qualunque alternativa cartacea è superata.

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