strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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La retorica del ciabattino

Questo è instant blogging.

Sono qui che traffico al computer col televisore acceso in attesa di Report.
Il programma in corso monta una colossale marchetta per il nuovo disco di Adriano celentano.
Che a quanto pare, tra le altre cose, annuncia “la resurrezione dei ciabattini”.

Perché, questa è la trovata geniale, visti gli sfracelli fatti dalla finanza e dai “saperi virtuali”, è bello annunciare il ritorno del lavoro manuale.

Vogliamo composizione chimica, mineralogia, storia evolutiva, range di stabilità, nome e origine. Avete mezz'ora.

Con tutto il rispetto per i ciabattini, vorrei vedere questi fautori dell ritorno all’artigianato, questi profeti del “lavorare con le mani”, preparare l’esame di petrografia dell’Università di Torino, squadrandosi il culo per un anno al microscopio per imparare a riconoscere, classificare e delineare in termini genetici delle rocce sulla base di un francobollo di pietra spesso mezzo millimetro.

Lavorare con le mani ha tutta la dignità e il merito di questo mondo.
Ma ciò non significa che lavorare col cervello significhi fare finta.

E per chi ha speso parte della propria vita ad affilare il cervello per fare un certo lavoro, sentirsi dire di andare a fare un “lavoro vero”, che sia da un ministro o da un cantante, o dai loro relativi leccaculi, è insultante.

Era meglio quando i cantanti si limitavano a narrare la gloria dello scopare sulla spiaggia.
Quando provano a parlare di realtà, salvo pochissime eccezioni, il risultato è imbarazzante.


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Libri scomparsi

Se l’avversario e’ piu’ forte di noi e sta avendo ragione: interromperlo, sviare il discorso, impedirgli di portare a termine la sua argomentazione (Stratagemma n.18 ) oppure provocarlo, essere sfacciati, farlo adirare (Stratagemma n.8), oppure affermare ad un tratto che quanto dice dimostra la nostra tesi, anche se non e’ vero, lasciando a lui l’onere di dimostrare il contrario (Stratagemma n.14)

http://tk.files.storage.msn.com/x1pNWjjkHJ3o_wDVgEC5vW0ZMxEkAAFJI-JBFHh1zq8F8wlPKm47VJfZeo0PZzdGLCxzunppJEWmhA8Ms1f9SvgcDMHogxWjruTB5uCu9lw_fwS7qC4ycKFMrGAheXsHg24g1bmuySuynALa mia copia de L’Arte di Ottenere Ragione Esposta in 38 Stratagemmi, simpatico trattatello di Arthur Schopenhauer è andata smarrita nell’ultimo trasloco della mia biblioteca.

Schopenhauer è uno di quei filosofi (pochi?) che si scoprono al liceo e poi si continuano a leggere per il gusto della lettura.
Misantropo, sospeso tra cinismo e cattiveria, Schopenhauer è quello che sostiene

Quando le leggi concessero alle donne gli stessi diritti degli uomini, avrebbero anche dovuto munirle di un’intelligenza maschile.

Ouch!
Feroce.

Però l’intelligenza dell’autore è innegabile, così come è la sua perizia con la prosa – resa bene anche nelle traduzioni

Poi di solito si cresce, e si arriva a cose più complicate, meno “selvagge”.
Ciononostante, il libriccino pubblicato da Adelphi era particolarmente vicino al mio cuore, essendo un regalo da parte di una persona che non è più.

Ed in certi momenti ne sento fortemente la mancanza.


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Scimmie ammaestrate

E’ successa una cosa insolita.
O forse no, chissà.

In una serie di commenti ad un post altrui su un blog confinante col mio (per temi se non per hardware), ho commentato negativamente il modo in cui un’autrice ha deciso (o permesso al suo editore) di pubblicizzare il proprio lavoro.

Non ho parlato male dell’autrice.
Non ho parlato male del libro.
Ho solo detto che c’era un forte sospetto di hype.

Ed ho aggiunto che è irritante vedere tante energie spese per promuovere un prodotto in forte sospetto di artificiosità, quando un sacco di buoni autori non vengono filati neanche di striscio dalle majors.

8845908569E di rimando sono stato accusato di esprimere certe opinioni per invidia.

Invidia?

Invidia di cosa?
Di non avere un editore che mi obblighi ad esibirmi come una scimmia ammaestrata?
Di non essre dileggiato da persone che rispetto sui rispettivi forum on-line?

Ora, è indubbio che si tratti di uno degli stratagemmi per ottenere ragione collezionati da Schopenhauer – accuso chi esprime opinioni diverse dalle mie di essere motivato da invidia, ed automaticamente lo delegittimo.
Bello liscio.
Un semplice giochino retotrico.

Però è fastidioso.

E allora, Schopenhauer per Schopenhauer…

È assolutamente sbagliato voler trasferire anche in letteratura la tolleranza che per forza si deve usare verso le persone ottuse e senza cervello in società, dove simili tipi brulicano. Nella letteratura costoro sono, infatti, intrusi sfacciati, e qui disprezzare le cose cattive è un dovere verso quelle buone: per colui per il quale nulla è cattivo, nulla parimenti è buono.

Amen.