strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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… e ancora Riviste

Con la faccenda degli abbonamenti, ieri, ho lasciato indietro due titoli – per il semplice fatto che li ho agganciati non per abbonamento, ma tramite Kickstarter.
E una delle due riviste è un caso un po’ anomalo, nel senso che l’hoi finanziata ma sto ancora aspettando che esca.

Faccio quindi un rapido aggiornamento, per citare altre due riviste che vano a completare la mia selezione di letture periodiche per l’anno che viene.

Aggiungo che – come ho detto tempo addietro su un post postato altrove – i Kickstarter sono, con i book bundle, un altro buon metodo per leggere cose interessanti spendendo relativamente poco, il genere di stratagemma che la necessità rende indispensabile. Ne riparleremo. Continua a leggere


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Riviste

Quest’anno Natale mi ha portato (o mi sta portando, o mi porterà) un sacco di riviste.
Nei mesi di Ottobre e Novembre, alcune riviste americane hanno lanciato le loro abituali campagne per abbonamenti e finanziamenti, e sono riuscito a scucire un po’ abbonamenti digitali a prezzo fortemente ribassato.
Sono perciò rimasto nel mio risicatissimo budget (10 euro al mese per leggere), riuscendo al contempo a riempire il mio Kindle fino al tracollo1

I motivi per orientarmi sulle riviste per il 2017 sono molteplici. Continua a leggere


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L’amore in 850 parole

001È possibile scrivere una storia d’amore in 850 parole?
Una storia compiuta, badate – non una outline, non una vignetta, non una idea da sviluppare.
Una storia compiuta, a tema romantico, della lunghezza di 850 parole.

Ottocento e cinquata parole non sono tante.
È la lunghezza di uno dei post lunghi che compaiono periodicamente su strategie evolutive*.

E le storie d’amore?
Oggi si sdogana un sacco di roba diversa, con l’etichetta del Romance – un genere che sta lentamente e colpevolmente scivolando nel territorio sordido e sudaticcio della “scopata significativa”: orgasmo raggiunto, allora è proprio amore.

Non riduciamoci a questi mezzucci, non cerchiamo di arrivare al cervello rettiliano del lettore passando per il suo apparato riproduttivo.
Giochiamo pulito.
Ma pensiamo a una storia d’amore. Continua a leggere


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Weekend col Pulp

(pubblicità subliminale? Io? Naaaa...)

Sarà un finesettimana pulp.
Chissà, forse è il ritorno online de Il Crocevia del Mondo, forse è il post fatto da un paio di giorni addietro dal mio vicino di cella Alex Girola, sui generi narrativi con la desinenza in “-punk”, sarà che un sacco di cose diverse mi sono arrivate a tiro contemporaneamente, sarà la creatura misteriosa che si è introdotta nottetempo nel pollaio del vicino facendo scempio delle sue galline…
Gli indigeni sono irrequieti, qui in Astigianistan, ed io penso al pulp.

Che, tanto per evitare fraintendimenti, non è che abbia molto a che vedere con Quentin Tarantino, con la violenza e il turpiloquio e con le cose “estreme” che ci spacciano appiccicandoci quell’etichetta.
Scordatevi di Tarantino, pensate a Indiana Jones.

Ma anche Indiana Jones è solo una istanza del genere.
Un genere capace di accomodare Conan il barbaro, Capitan Futuro, Doc Savage e Sailor Steve Costigan, l’Uomo Ombra e Domino Lady.
Forse sarebbe opportuno chiamarlo meta-genere.
Popolare, fantastico, avventuroso.
Efferato forse per l’epoca (si tratta di un genere che proliferò fra gli anni ’20 e gli anni ’50) ma non più per gli standard moderni.
Scritto spesso a cottimo.

Ora, i ragazzi di NewPulp, l’associazione informale di appassionati, autori ed editori del pulp e delle sue moderne permutazioni, chiedono al pubblico di spiegare perché ci piace il pulp, cosa ci piace del pulp.
In attesa di rispondere da loro, rispondo qui.

Il motivo per cui mi piace il genere (…) è proprio ciò che la tarantinatura dell’etichetta ha fatto scomparire – la miscela arbitraria di elementi, l’estrema varietà all’interno di un modello apparentemente piuttosto rigido.
Avventura esotica.
Avventura storica.
Orrore.
Superscienza.
Antichi Misteri.
Spionaggio.
Crimine.
Magia.
Western.
Pirati.

Un personaggio come Doc savage, per citare un classico del pulp, può affrontare da una storia alla successiva uno qualsiasi deglie lementi elencati qui sopra, o una miscela di due o più, a seconda delle inclinazioni dell’autore.

E se oggi, per dire, l’avventura basata sulla superscienza la chiamano – a seconda dei casi – dieselpunk o atompunk, a meno che non si tratti di una parodia o una sovversione/revisione degli elementi standard, l’etichetta coincide perfettamente con il vecchio Thrilling Wonder Stories.

Mi piace il pulp, insomma.
Mi piace questa miscela variabile di elementi spurii, mi piace l’idea dell’avventura e del mondo da esplorare, dei misteri annidati negli angoli oscuri della terra, della storia che viene a prendersti sotto forma di armata di spettri, o di maledizione Inca, o di antiche rovine.
Scrivendolo – o provando a scriverlo – scopro che il genere richiede una disciplina infinitamente superiore a quanto si potrebbe immaginare.
Lo abbiamo già visto nel lungo articolo di Norvell Page, ma esiste un secondo livello – quello di adesione assoluta a certe regole, che non sono il trito “show don’t tell” o il fatto che non si possa iniziare una frase con una congiunzione, ma piuttosto regole estetiche imposte dal genere.
C’è una vena di realismo, nella narrativa pulp, che deve integrars con gli elementi incredibili ed irrealistici.
C’è una coerenza che contraddice l’apparente incoerenza del descrivere un mondo in cui coesistono scienza, superscienza e due o tre diverse razionalizzazioni del sovrannaturale.
C’è una ingenuità che deve andare a braccetto col cinismo dichiarato dell’eroe.

Non è affatto facile.
Ma è dannatamente divertente.


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Chi ha ammazzato la fantascienza?

Questa è una pubblicità progresso.
Prima della pubblicità, però, un po’ di storia.

Nel 1960 la fantascienza era in crisi (dove l’abbiamo già sentita, qesta storia?), o per lo meno così pareva a molti appassionati americani.
Uno di loro, Earl Kemp, decise di scoprire cosa stesse succedendo.

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Libri Nuovi numero 44

Annuncio come sempre con molto piacere l’uscita del numero invernale di Libri Nuovi, la rivista indipendente di libri e cultura stampata proprio qui a Torino, da CoopStudi.

Ecco l’indice…

Contenuti e Contenitori
5 – Le Sentinella, un libro per i prossimi tre mesi: Kronštadt 1921
10 – Luna storta: Ansia da novità
14 – CS_libri : un romanzo breve e tre racconti…
16 – CS_libri : La misteriosa scomparsa del blog di ALIA

Il Golem
19 – Un antico amore. I chimici italiani e l’energia solare
28 – Perché i leoni non nascono verde smeraldo
31 – Il rintocco di un’altra campana
35 – Aspettando gli squali

Interzona
40 – Condividere la paura. Carbone e Soyinka
46 – Tremare con piacere
48 – Storia & storie

In un’aria diversa
53 – Finti inglesi e veri emigranti
54 – Due ragazze bislacche e un genocidio
56 – Un poeta lontano dalla patria. Félix Luis Viera
59 – Kage, letterature dell’Estremo Oriente:
Nel museo dei dolori perduti
60 – Dal vero amore alla fantascienza
62 – Confilitti di famiglia

Il Magazzino dei Mondi
69 – Giocatori di razza
71 – Napoli nobilissima. La donna d’ambra tra l’Averno e il cielo
78 – Vivere di musica
80 – Un anno luminoso e leggero
82 – La dura vita dei figli del sortilegio
83 – Nel labirinto di Mr Blank
84 – Rispetto per una vita non memorabile
85 – Ai margini della Storia ma non escluse
87 – Letture controvoglia
97 – Il Sigillo grigio, tutte le sfumature del nero
93 – Scritti per essere letti… da chi?
95 – Dell’egocentrismo letterario
97 – Omicidi eccellenti tra Milano a Parigi

TerraNova
99 – Per una storia naturale della narrativa fantastica 34.
Chi ha paura dei romanzi intelligenti? Silverlock e altri picareschi vagabondaggi
letterari
103 – Una lunga corsa sul filo
106 – Alieni comunisti alla conquista del mondo
108 – James Bond, Mata Hari e gli iconoclasti
109 – Autunnonero: la strada per la follia passa da Dolceacqua
Io sono legione di Franco Pezzini
123 – Al suono di folli flauti di Davide Mana e Massimo Scorsone
140 – La maschera di Renfield di Alessandro Defilippi

Una frase, un rigo appena…
149 – Trasloco a sorpresa di Silvia Treves