strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Cinque storie da leggere da vicino

Mi hanno chiesto cosa mi piacerebbe insegnare se dovessi mettere insieme un corso di scrittura.
Premesso che non ho in programma alcuna cosa del genere – si è parlato di un corso orientato ai giochi, ma al momento sono oltre il digital divide – come al solito è bello immaginare cosa si potrebbe fare in una situazione tanto improbabile.

Dreaming is free, come cantavano i Blondie.

E quindi, se dovessi mettere in piedi un corso, quale sarebbe la prima cosa che mi piacerebbe insegnare?
Non credo di avere molti dubbi.

Ipotizziamo un corso orientato alla letteratura di genere.
Il mio corso sarebbe costruito attorno all’imparare a leggere. Continua a leggere


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… giace in un angolo della casa

Roald Dahl

Cover of Roald Dahl

Oggi volevo parlarvi di Roald Dahl, ma trovo opportuno aprire questo post con due esempi di sciocchezza conclamata, perché Dahl avrebbe approvato.

Il primo è il discorso, sentito per caso in una di quelle situazioni in cui per passare il tempo si origlia, secondo il quale lo stato in cui versa la letteratura nel nostro paese – e oltre – è dovuto (anche) al fatto che non ci sono lettori qualificati: la maggior parte delle persone che leggono hanno una cultura medio/bassa, e non hanno fatto studi umanistici opportuni.

Il che sarebbe abbastanza ridicolo, ma mi colpisce perché in questi giorni, rimettendo a posto i miei scaffali, ho recuperato un po’ di volumi della Everyman Classics sparsi per casa – la Everyman, gente che da un secolo pubblica classici della letteratura popolare per un pubblico che non ha, probabilmente, una laurea umanistica a certificazione del proprio gusto.
Che scemi, vero?

E gli effetti si vedono – considerate ad esempio la seguente recensione, comparsa su Amazon.it, di un volume Everyman che proprio in questo momento ho sulla mia scrivania…

La professoressa di mia figlia ha dato alcuni titoli dei libri da leggere durante l’estate, senza dare alcuna indicazione, per cui mia figlia non conoscendo l’autore ha preso il primo a caso … ha sbagliato in pieno , il libro è pesante e le storie sono squallide… giace in un angolo della casa e soprattutto sono 800 pagine veramante troppe!

Il volume in questione è Collected Short Stories, di Roald Dahl. Continua a leggere