strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Gli spiriti degli antenati

Charles Lyell – noto ai più come il padre della geologia – pubblicò le sue osservazioni e le sue riflessioni nel 1830, in un volume inrtitolato, tanto perché non ci fossero dubbi, I Principi della Geologia.
O meglio

I Principi della Geologia: ovvero un tentativo di spiegare i passati cambiamenti della superficie della Terra, con riferimento alle cause ora in atto.

Sarebbero seguiti altri due volumi.

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Io mi procurai una copia dei Principles of Geology di Lyell quand’ero studente di geologia – edizione abridged della Penguin, perché in Italia non risultava reperibile. Credo di averne anche già raccontato.
Mi venne detto – da un paio di docenti, badate, non dai miei compagni di corso – che si trattava di tempo buttato. Era un testo vecchio e inutile, superato, pieno di errori.
Meglio studiare per gli esami.
Ma senza fretta, aggiunse carogna un (allora) assistente

tanto una volta laureati sarete tutti disoccupati

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La Forma delle Cose a Venire

E se Robert E. Howard non fosse riuscito ad uccidersi?
E se H.P. Lovecraft avesse accetato di dirigere Weird Tales?
Possono due autori di narrativa d’immaginazione cambiare la storia del ventunesimo secolo?
E quale sarà a quel punto, la forma delle cose a venire?

Forse potremo vivere nei nostri sogni, se saremo degni di loro.

cose a venireQuesto è il mio secondo racconto su un Robert Howard alternativo.
Ne La Ballata di Bobbie Howard, ci siamo divertiti (si spera) ad immaginare un mondo in cui Howard – ma anche Lovecraft, e chssà quanti altri – sono donne anziché uomini.
Ne La Forma delle Cose a Venire, più semplicemente (forse),sia Howard che Lovecraft sfuggono alla falce del tristo mietitore.
Entrambe le storie vennero scritte alcuni anni addietro, con lo scopo dichiarato di causare un amichevole brivido agli appassionati di Howard e Lovecraft.
Ricordo chi mi disse, leggendo per la prima volta Bobbie Howard, che Two-Guns Bob mi avrebbe probabilmente preso a pugni per ciò che avevo scritto.
Io mi permetto di dubitarne – a differenza di molti suoi fan, Bob Howard aveva il senso dell’umorismo.

E credo avrebbe apprezzato anche questa seconda revisione della sua biografia.

Un terzo racconto venne delineato come conclusione di questa ipotetica trilogia di storie alternative – intitolato Stella Solitaria, avrebbe dovuto descrivere lo scontro fra le forze indipendentiste texane al comando di Bob Howard e le forze del governo americano totalitario del Presidente Lovecraft.
L’outline è ancora lì.
Ma non ho mai scritto il racconto.
Né credo che lo scriverò.


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A cosa serve il Bechdel Test

Pare un fatto incontrovertibile che su strategie evolutive i post dedicati alla scrittura, soprattutto alle meravigliose e indispensabili regole che non si possono infrangere, destino un certo interesse nei surfisti.

E la notte passata mi domandavo, ma dopo avervi martellati con lo sciòddontel, l’infodamp e il sensouonda, questi profeti del Manuale vi hanno mai parlato del Bechdel Test?

Il Bechdel Test è una di quelle cose che servono per scrivere – se sapete come usaralo; se non sapete come usarlo, se lo affrontate in maniera dogmatica e inintelligente, è come una grossa tagliola per orsi, coi denti intinti nel curaro.
Insomma, è esattamente ciò di cui bisognerebbe discutere un attimo.
Vogliamo parlarne?
Facciamoci un pork chop express… Continua a leggere


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Weekend sul fiume Javary

Chi era Arthur O. Friel?
Robert E. Howard lo citò come “uno dei miei autori preferiti”, e nell’epoca d’oro dei pulp era in effetti molto popolare.
Classe 1887, dopo essersi laureato a Yale divenne corrispondente per il Venezuela della Associated Press, e nel 1922 passò dalle parole ai fatti unendosi ad una spedizione lungo il fiume Orinoco.

L'autore (a destra) durante una escursione

L’autore (a destra) durante una escursione

Tornato da quella spedizione e da altre avventure sudamericane, Friel – come tanti prima di lui – provò ad arginare la crisi economica passando dal giornalismo alla narrativa.
E gli andò piuttosto bene. Continua a leggere


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Tros di Samotracia

Tros2Ho già accennato in passato alla figura colossale e leggendaria di Talbot Mundy – un avventuriero che si riciclò come autore di avventure, e come divulgatore dei principi della Teosofia della quale fu fermo sostenitore.

Nel 1925, Mundy avviò sulle pagine di Adventure la pubblicazione delle avventure di Thros di Samotracia.
Tra il febbraio del ’25 ed il febbraio del ’26, Tros – agguerrito avventuriero greco sballottato nel mondo classico del primo secolo avanti Cristo – ebbe modo di vivere una quantità di avventure e capitomboli, per un totale di 96 capitoli, suddivisi in 4 episodi principali.
Pubblicato in volume unico nel ’34, Thros of Samothrace viaggia sulle 1000 pagine, e dentro c’è tutto

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Storico sì, ma forse non fantasy

Questo è un post che dovevo da tempo alla mia amica Chiara, che sta di là nel Braccio Femminile del Blocco C.
Si tratta di un post che porta avanti la nostra lunga e abbastanza confusa chiacchierata a distanza sul fantasy storico.
Una sorta di piano bar del fantastico, ma per due pianoforti in due stanze separate.
Sarebbe piaciuta a Scarlatti, come cosa.

FrtizLeiberLeggevo qualche settimana addietro una bella intervista rilasciata da Fritz Leiber a Darrell Schweitzer, una delle ultime interviste di Leiber.
È noto che a Leiber si deve la definizione di sword & sorcery, quel particolare sottogenere del fantasy che viene anche definito a volte low fantasy – storie di personaggi non esageratamente nobili, che affrontano minacce non esageratamente globali per scopi non esageratamente altruistici.
Leiber stesso, naturalmente, contribuì un testo definitivo alla sword & sorcery con le storie di Fafhrd e del Gray Mouser.
E in un bel colpo di teatro – Leiber fu attore shakespeareano, dopotutto – il vecchio Fritz spiazza Schweitzer negando di aver mai scritto fantasy.

Io ho sempre scritto narrativa sovrannaturale, orrore sovrannaturale. Non fantasy.

E non ha mica tutti i torti.
Ma, qual’è la differenza fra la narrativa sovrannaturale e il fantasy? Continua a leggere


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Il ritorno di Aculeo & Amunet

È con malcelato piacere che annuncio l’uscita di Lair of the White Ape, il secondo ebook della serie dedicata alle avventure di Aculeo & Amunet.

aculeo & amunet 2 - makeover-smallLa nuova storia è una novelette da poco più di 10.000 parole, in inglese, che si vende per poco più di un euro – sì, voglio arricchirmi alle vostre spalle.

Come tutti i titoli della serie, si tratta di uno stand-alone – potete leggerlo senza problemi anche se vi siete persi il primo. O potete prima leggere il primo epoi leggere questo.
O viceversa, se questo dovesse piacervi, potrete leggere il primo senza particolari problemi – e scoprire come sia partita l’intera vicenda.

La mia escursione nel campo della sword & sorcery sta prendendo una piega quantomai classica – il che non è che mi dispiaccia.

Il piano originale era di scrivere le storie dedicate ai miei due “eroi” (le virgolette sono d’obbligo) in maniera più o meno cronologica.
Al primo, Bride of the Swamp God, avrebbe dovuto fare seguito Hand of Isfet, che si svolge circa due settimane dopo il precedente. Continua a leggere


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Storia & Immaginazione

Si parlava di storia, di narrativa storica e di fantasy storico, qualche giorno addietro, qui nel blocco C della blogsfera, e giù nel braccio femminile, la mia amica la Clarina ha fatto una specie 287175di auto-da-fé

Boys: Hey, Torquemada, whaddaya say?
Torq.: I just got back from the auto-da-fé
Boys: Auto-da-fé, what’s an auto-da-fé?
Torq.: It’s what you oughtn’t to do but you do anyway
Skit skat voodely vat tootin de day

Scusate, non ho saputo resistere.

In cosa è consistito l’auto-da-fé della mia amica.
Nell’ammettere

In via di principio so che non posso giudicare l’allegra propensione alla crudeltà, i terribili pregiudizi, la giustizia sbrigativa e l’intolleranza degli Elisabettiani secondo le mie sensibilità del XXI Secolo. All’atto pratico, le mie sensibilità del XXI Secolo sono anestetizzate solo in parte dalla prospettiva storica.

Il che è perfettamente ragionevole, ma non c’entra granché col fantasy storico, e con la sovrapposizione e pollinazione incrociata di storia e narrativa d’immaginazione – che è poi ciò di cui vorrei parlare oggi. Continua a leggere