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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Tutta un’altra storia

0.053977001385629786_parsnaz_irProviamo a mettere giù ancora qualche idea su storia e narrativa d’immaginazione.

C’eravamo lasciati, dopo l’ora d’aria, qui nel Blocco C, con la questione di cosa cerchino autore e lettore in una narrativa storica.

E la mia interlocutrice a distanza, sul suo blog, non ha mancato di metter giù un elenco articolato e piuttosto esaustivo di cosa possano cercare autori e lettori nel romanzo storico.
Ottimo pezzo – leggetelo.
Fatto?
Bene.

Ora vi chiedo di apprezzare il mio problema – perché il post di Chiara mi piace molto, e lo condivido in pieno e non c’entra assolutamente nulla con ciò che scrivo o con ciò che leggo quando scrivo o leggo fantasy. Continua a leggere


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Conan di Cimmeria

02383Il volume numero 24 della Fantacollana è Conan di Cimmeria, vale a dire… beh, Conan of Cimmeria, di Robert Howard, Lin carter e Lyon Sprague de Camp.
La copertina è di Frank Frazetta – e ci torneremo.

Howard vende, e la Fantacollana fa seguire una raccolta di Conan al più variegato Skull Face.
Potremmo discutere a lungo sull’opportunità di tale scelta, ma non avendo né i dati di vendita né le reazioni dei lettori, sarebbe un esercizio abbastanza vuoto.

La collezione contiene otto storie.
Di queste, solo due sono presentate (quasi) esattamente come scritte da Howard – e una di queste è La Regina della Costa Nera, uno dei racconti migliori del ciclo di Conan, e che da solo vale il prezzo di copertima.
Storia violenta e scollacciata, ci mostra un Howard capace di costruire una buona storia anche a partire da materiali adolescenziali.
Si è discusso a lungo di come Belit – la Regina della Costa Nera, appunto – costituisca una sorta di summa delle fantasie dell’adolescente medio: la ragazza bellissima e sessualmente disinibita ma castissima fino all’incontro con l’eroe, col quale condivide passioni e interessi.
Al giorno d’oggi, Belit sarebbe un asso a Word of Warcraft.

Battute sciocche a parte, Queen of the Black Coast è scritto benissimo, e narra una storia che perde il proprio tono di fantasia giovanile nel finale tragico – a riprova che Howard si trovava probabilmente più a proprio agio a parlare di morte che non d’amore.

Secondo punto d’interesse del volume è – o dovrebbe essere – The Frost-Giant’s Daughter, un’altra miscela di sesso e morte molto Howardiana, che tuttavia risulta inferiore, nell’editing di De Camp, rispetto all’originale.
Si guadagna tuttavia la copertina.

Integralmente Howardiano è poi Vale of the Lost Women, che Howard completò e non pubblicò mai – e ci lascia col dubbio di come sarebbe stata la copertina di Weird Tales per un tale titolo.

Conan_of_CimmeriaIl resto della raccolta è poi occupato da “collaborazioni postume” fra Howard e De Camp – che si lasciano leggere, ma non sono esattamente memorabili.
Ma i maligni tendono a far notare sghignazzando che Castle of Terror, scritta a quattro mani da De Camp e Carter, sembra molto di più una cosa scritta da un vivo e un morto di quanto non lo siano le collaborazioni postume con Howard.
Ma sarebbe poco caritatevole infierire.

Nel complesso, il secondo volume cronologico delle avventure del Cimmero è una lettura piacevole, con almeno un picco straordinario di qualità.
I lettori della Fantacollana potevano dirsi soddisfatti, alimentati da una stabile dieta di sword & sorcery classica.
Ma da lì a poco, avrebbero avuto una sorpresa inaspettata…

Sciocco dettaglio personale – WordPress odia Conan di Cimmeria, avendo cancellato due volte questo post.
Ed è ironico che io abbia dovuto riscrivere tre volte l’articolo su uno dei volumi che io considero meno affascinanti, della prima parte della storia della Fantacollana.


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Conan!

frank_frazetta_manapeIl tredicesimo volume della Fantacollana è Conan!, cronologicamente il primo volume del ciclo di Conan il barbaro, nell’edizione curata da De camp e Carter dell’opera di Robert E. Howard.

La copertina è di Frank Frazetta, ed è la stessa dell’edizione Lancer Books del 1968.

La Fantacollana continua a fornire al pubblico una solida dieta howardiana con un volume che allinea sette racconti – tre di Howard, due completati da De Camp o Carter sulla base di materiale d’archivio di Howard, e due apocrifi.
Il volume è completato dalla prima parte dell’articolo L’era Hyboriana, scritto a suo tempo da Bob Howard in risposta alle richieste di un fan.

L’articolo è particolarmente importante, per tre sostanziali motivi:
. costituisce la descrizione “ufficiale” del mondo Hyboriano di Conan, così come delineata dall’autore,
. costituisce la base della “biografia” di Conan, compilata da Lyon Sprague de Camp, brani della quale compaiono in apertura ad ogni episodio e quindi
costituisce la base della cronologia interna della serie – tanto dell’ordine dei racconti originali, quanto degli elementi apocrifi successivi.

I tre racconti di Howard presenti nella collezione sono decisamente validi, ed includono The Tower of the Elephant, del 1933, certo uno dei racconti migliori in assoluto dell’autore texano.
Il racconto è un buon modello per una narrativa avventurosa ed eroica che tuttavia non si riduce alla semplice ultraviolenza per adolescenti problematici – l’elemento meraviglioso e la dimensione tragica ne fanno un racconto di prima classe.

In tutte e tre le storie originali, Conan esercita la libera professione di ladro e svaligiatore – e nelle sue imprese ladresche si imbatte in situazioni tutt’altro che ortodosse.
Dei due racconti restanti, Rogues in the House vide la luce nel 1934, mentre il più debole (secondo molti, anche a causa dell’editing di De Camp) The God in the Bowl venne scoperto fra le carte di Howard solo dopo la sua morte, ed è, a tutti gli effetti, una detective story (a dimostrare che Howard possedeva moduli e modalità molto più variegati e sofisticati di quanto non si creda normalmente).

Conan_collectionDelle due “collaborazioni postume”, The Hall of the Dead, accreditato a Howard & De Camp è probabilmente il migliore, mentre The Hand of Nergal, di Howard & Carter, scricchiola in un paio di p unti, ma rimane comunque un buon intrattenimento.

I due apocrifi sono altrettanto ineguali e deboli se paragonati agli originali, ma si difendono.
La Cosa nella Cripta è popolarissimo, poiché costituisce un set-piece nell’apertura del film di John Milius.
La Città dei Teschi è un onesto sword & sorcery, e non sfigura nella collezione.
Ma la prosa di Howard era, ovviamente, un’altra cosa.

Sciocco dettaglio personale – probabilmente il mio secondo Conan, dopo L’Avventuriero. La scoperta di Howard destò non poco entusiasmo – lo stile di Howard, così facile da scimiottare malamente ma inimitabile, risultò particolarmente infettivo.
Quei vecchi racconti sonos tati misericordiosamente consegnati all’oblio.
Ma chi non si è macchiato di un pastiche howardiano, una volta nella vita?*

———————————

* Ma erano personaggi miei in un mondo mio, quindi non era fanfiction.


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Un campionario di opzioni – Nascerà una Strega

Un post piuttosto specifico per il piano bar del fantastico.
Il mio amico Hell Graeco, che sta giù nel braccio degli Incorreggibili, sostiene di non aver mai gradito granché il racconto Nascerà una Strega, di Robert E. Howard, ed in generale ha un atteggiamento piuttosto critico riguardo alle capacità autorali del buon Two Guns Bob.
Su alcuni punti, insomma, non concordiamo.

Ora, naturalmente esistono questioni di gusti e personali inclinazioni che non sono argomento di discussione.

Resta tuttavia il fatto che Nascerà una Strega, storia minore del ciclo di Conan, rimane molto in alto nel mio personale elenco delle storie di Howard.
Non perché sia particolarmente bella, ma perché è estremamente importante.
Una storia minore.
Non eccelsa.
Ma meriteole di essere letta per un certo numero di ottime ragioni.
In realtà non parleremo di una storia, ma di due.
Ma non sarà male.
Vediamo…

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Copertina forata

Ah, le amorevoli poste nazionali…
Erano mesi (mesi!) che aspettavo la mia copia del Robert E. Howard Reader edito dalla Borgo Press – un bel librone che allinea una quantità di saggi sull’opera di Two-Gun Bob, e che grazie al cielo non si limita – non si limita affatto! – al solito Conan di Cimmeria.

Il line-up è di tutto rispetto – Michael Moorcock, Poul Anderson, Fritz Leiber, Lyon Sprague De Camp, Robert M. Price…
Se qualcuno ha scritto qualcosa di maledettamente valido su Howard, darrel Schweitzer, editor del volume, l’ha riunito al di sotto di una copertina, ammettiamolo, non eccelsa, ma chissenefrega della copertina.

Voglio dire – una panoramica dell’evoluzione della Sword & Sorcery dal 1980 in poi, con la valutazione dell’influenza howardiana?
Fritz Leiber che analizza il linguaggio di Howard?
Una revisione dei conti non pagati di Weird tales?

C’è un vero tesoro, sotto quella copertina col tipo imbronciato.

Ed è stata quella copertina, a incassare i maltrattamenti delle poste, arrivandomi perforata – come su un chiodo, una punta o – più probabilmente – lo spigolo di un pacco più grosso e cattivo, fosse stato conficcato proprio nel cuore del barbaro cover-boy.

Fortunatamente il danno non si estende alle pagine successive – solo le prime dieci mostrano un’ammaccatura, come un brufolo.
È quello che capita quando si usa carta buona.

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