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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio: Elvira’s Haunted Hills (2001)

Consapevoli del fatto che questa scelta ci perseguiterà per gli anni a venire, è con una certa emozione che questa settimana ci addentriamo fra le colline infestate di Elvira, volgendo il nostro sguardo verso questa pellicola del 2001, scritta e prodotta da Cassandra Peterson, e girata con un budget ridicolo in Transilvania.

Un film dedicato alla memoria di Vincent Price che è una lettera d’amore per i Poe Movies di Roger Corman. E quindi noi parleremo di Corman (come spesso accade), di Poe, del Rocky Horror Show e di Fabio, di come sia possibile essere scemi e intelligenti allo stesso tempo, di horror in TV e di sovversione dei cliché, di doppiaggi infingardi e di doppisensi scollacciati, di pestilenza e narcolessia, e del più redditizio franchise legato ad Halloween di sempre.

E prima di cominciare, la Posta del Cuore.


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Paura & Delirio: La Maschera della Morte Rossa (1964)

In occasione del compleanno di Vincent Price e della Festa delle Ombre Lunghe, rivolgiamo il nostro sguardo e le nostre chiacchiere su La Maschera della Morte Rossa, il film del 1964 che fa parte del ciclo dedicato ad Edgar Allan Poe dal regista e produttore Roger Corman.
Girato in Inghilterra, ambientato in Italia, fotografato da Nicholas Roeg e scritto da Charles Beaumont, questo è uno dei momenti più alti della carriera pluri-decennale di Corman, ed un classico del cinema horror.

E noi ne approfitteremo per parlare di Poe e di Bergman, di detto e non detto, di corruzione e violenza, di economia narrativa e di scollature vertiginose, di eleganza e di drive-in.
Arriveremo persino a definire Roger Corman un regista di classe.
Accade l’incredibile, su Paura & Delirio.
Ed in apertura, la Posta del Cuore.


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Come ai tempi di Corman: The Love Witch (2016)

Qualcosa di diverso? Un film, magari?
Un horror, di quelli belli, di una volta?
Un film che magari non avete visto, e del quale sentirete parlare solo qui?

58349ec39ea60_poster_originalQuesto è una sorta di instant post, scritto di getto dopo aver passato parte della notte, complice l’insonnia, a guardare The Love Witch, l’ultimo film di Anna Biller, regista americana che negli ultimi anni si è fatta notare tanto per lo stile visivo dei suoi lavori quanto per il lavoro di (usiamo una parola difficile) decostruzione ideologica operato sul genere.
Che detto così pare una cosa pesantissima, ma non lo è affatto.

The Love Witch è un horror/thriller, o forse è la parodia di un horror/thriller, ed è meraviglioso.
La trama pare fatta apposta per fare ululare alla luna le lettrici di paranormal romance1:

Elaine (Samantha Robinson, splendida e perfetta per la parte) è una giovane donna che, nella sua ricerca del vero amore (o forse solo di una gratificazione fisica), utilizza la stregoneria per sedurre un certo numero di uomini, salvo poi eliminarli quando la relazione si rivela noiosa, o insoddisfacente, o troppo oppressiva. Ma la polizia indaga.

E la trama è tutta qui.
Ma è molto meglio di così. Continua a leggere


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Un improbabile monumento a Corman

Si parlava di Roger Corman, la settimana passata, con la mia amica Lucia.
Ora, per chi se lo fosse perso, Corman è il padrino del cinema indipendente, l’uomo che afferma di non aver mai perso un dollaro facendo film, uno che ha scoperto fior d’attori (Jack Nicholson?) e di registi (Peter Bogdanovich? Jonathan Demme?), e che in linea di massima si è divertito un sacco a fare ciò che faceva.
Roger-Corman-House-Of-Usher-poster-1-400x298Ricordo ai tempi delle medie (quando i dinosauri dominavano la terra) una rassegna a ora tardissima in cui un qualche critico cinematografico – non ricordo chi – presentò al pubblico ignaro il ciclo di film che Corman aveva tratto dalle opere di Edgar Allan Poe.
Che poi “tratto dalle opere di Edgar Allan Poe” è un po’ fuorviante, come definizione, considerando che per lo meno una pellicola (The Haunted Palace) era tratta da Lovecraft, ed una (The Raven) doveva a Poe solo il titolo e un breve stralcio di poesia usato in apertura.
Piccoli capolavori in technicolor, i Poe-movies di Corman.
Gioielli creati con un budget risicato, riciclando scenografie, costumi, attori, girando di notte…

Ora, fra i fan dei Poe-movies di Corman figura anche Cassandra Peterson, che il pubblico conosce più probabilmente per il suo personaggio di Elvira, Mistress of the Dark, e che – dopo aver conosciuto Elvis ed essere stata ballerina di fila a Las Vegas ed aver recitato per Fellini – divenne popolarissima negli anni ’80 presentando una rassegna di film horror intitolata Movie Macabre.

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