strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


8 commenti

Spade e Reality Show

Sarò completamente onesto.
Ho deciso di procurarmi qualche titolo della serie Rogue Angel per via delle copertine.
No, avanti, non fate quella faccia.
La copertina è fatta per vendermi il libro.
In questo senso, le copertine di Rogue Angel, per quel che mi riguarda, funzionano perfettamente.
Alcune meglio di altre.

Detto ciò, di cosa stiamo parlando.
Di pulp fiction, tanto per cambiare.
Scritti da un ipotetico autore di nome Alex Archer (in realtà un house name sotto al quale si nascondono vari pennivendoli), i romanzi della serie sono pubblicati da Gold Eagle (etichetta che fa ovviamente il verso alla leggendaria Gold Medal).
Questa è narrativa spudoratamente seriale e a formula.

L’idea di base – Annja Creed è cresciuta in un orfanotrofio, si è laureata in archeologia (probabilmente nella stessa scuola che ci ha dato Indiana Jones, Lara Croft e… ehm, Sydney Fox) e poi, in seguito ad una partecipazione al David Letterman Show, è diventata la presentatrice di una trasmissione sui misteri del passato.
Sì, una cosa alla Voyager.
Però, ad un certo punto, Annja si è ritrovata ad essere la nuova titolare della spada di Giovanna d’Arco (sapete come succede), e la spada ha questa strana tendenza ad attirare il male al fine di poterlo distruggere.
La vita della dottoressa Creed è piuttosto movimentata.

Due parti di Tomb Raider, una parte di Highlander, una parte di Witchblade.

Quindi – una premessa che può solo funzionare nel genere pulp, e che all’interno del genere si adatta a qualsiasi trama si voglia mettere giù.
Una manciata di personaggi ricorrenti, una protagonista originale ma non esageratamente, i soliti misteri da trasmissione TV, delle buone copertine.
Un romanzo ogni due mesi, dal 2006 a oggi.
Bello liscio.

Vale la pena?
Dipende in generale dalla vostra tolleranza alla narrativa a formula.
Io al terzo romanzo ho cominciato a vacillare.
nel senso che il primo è ottimo intrattenimento di basso livello – si legge rapido, offre un paio di scene interessanti, e via.
Il secondo anche.
Il terzo pure – ma cambia ben poco rispetto ai primi.
Trentotto volumi?
No, grazie.
Però non vorrei essere frainteso – chi legge questo genere di storie apprezza e cerca la formula, e quindi di solito non disprezza la ripetitività che io posso trovare dopo un po’ logorante.
Non intendo dare un voto a questi libri perché non ho l’abitudine di dare voti, ma la sufficienza abbondante è certa.

Aggiungo che ho acquisito i volumi esaminati (e alcuni altri, che lascerò per i momenti di noia terminale) in formato ebook, e avvalendomi di un sostanzioso sconto – anche se i circa 4 dollari a titolo non sono particolarmente traumatici.