strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Contagio Psichico

Sono le 21.45 dell’8 novembre.
Fuori fa freddo, soffia un vento gelido e Urbino si prepara a festeggiare.
A differenza di gran parte delle altre cittadelle universitarie sparse per il paese, la festa a Urbino comincia la sera del giovedì, non al venerdì – la maggior parte degli studenti sono qui in collegio o in alloggi condivisi, e al venerdì, finite le lezioni, tornano a casa.
Il venerdì sera, Urbino è un mortorio.
La festa è al giovedì.
Ma io non faccio festa, sono barricato nella mia stanzetta in collegio dopo una cena abbastanza frugale, e sconto l’errore più grave della mia vita: l’aver lasciato a casa la radio.
Il silenzio sarebbe già insopportabile di suo, anche senza essere turbato dal mio vicino di stanza -un troglodita rumoroso e insopportabile; ho ascoltato le sue telefonate (una francamente imbarazzante), l’ho sentito cantare sotto la doccia.
Ora tremo in attesa del suo ritorno dalla cena.
La notte, in attesa di un sonno che stenta ad arrivare, si lascia presagire maledettamente lunga.

Mi tiene compagnia, grazie al cielo, La Paziente N. 9, del mio amico Alessandro DeFilippi (che oltretutto legge questo blog, e si becca una quasi-recensione a tradimento).
Il libro è appena uscito per Mondadori, un bel rilegto rigido antiproiettile con una copertina bella inquietante e con appena un accenno di zombie che non c’entra nulla ma immagino venda qualche copia in più.
Che poi, di buoni motivi per comperarlo e leggerlo, La Paziente N. 9, ce ne sono parecchi, anche senza tirare in ballo copertine vagamente ingannevoli.

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George Macdonald Fraser, OBE

E’ appena stata diffusa la notizia che lo scrittore, sceneggiatore e giornalista George Macdonald Fraser si è spento ieri, all’età di 82 anni, dopo una lunga battaglia contro il cancro.

Già studente di medicina, Macdonald Fraser optò per la carriera militare allo scoppio del secondo conflitto, e prestò servizio in fanteria in Birmania – un’esperienza narrata nel suo Quartered Safe Out Here, memoriale forse politicamente scorretto ma storicamente accurato.

Nel 1969, l’autore scozzese pubblicò il primo volume della serie di romanzi storici per i quali verrà giustamente ricordato a lungo. Con Flashman si apre la cronaca delle avventure di Sir Harry Flashman, un cialtrone rifatto vittoriano, in un ciclo narrativo che accoppia una estrema accuratezza nelle ricostruzioni storiche ad uno sguardo irriverente e cinico verso le grandi illusioni dell’epoca vittoriana.
La serie è presentata come collezione di manoscritti autobiografici ritrovati accidentalmente e “editati” da Macdonald Fraser: Harry Flashman, già “cattivo” del romanzo di Thomas Hughes Tom Brown’s Schooldays (un classico vittoriano paragonabile al nostro “Cuore”), cresce e intraprende la carriera militare – sicuro, da buon vigliacco, che l’ascesa al trono di Vittoria garantirà un futuro di pace e prosperità al paese.
Le sue aspettative verranno spettacolarmente disattese, ma Flashman riuscirà a mentire, barare, truffare e strisciare fuori da ogni situazione, uscendone non solo profumato come un giglio, ma con una crescente aura di eroismo e rispettabilità attraverso sessant’anni di guerre, rivoluzioni, colpi di stato e disavventure varie – da Kabul a Rorke’s Drift, dalla Rivolta dei Sepoy alla battaglia di Little Big Horn.
Godrà di una vita lunga ed agiata (anche se intervallata da lunghi periodi di panico e disperazione sul campo di battaglia), riceverà tutte le onorificenze conosciute all’uomo, riuscirà a sopravvivere a ufficiali migliori di lui, riuscirà ad approfittare di donne più intelligenti di lui, riuscirà a rimanere fondamentalmente stupido ma alla fine onesto se non altro con se stesso.

All’uscita del primo volume, dei quaranta recensori americani, ciurca un terzo presero per buono lo sttrategemma delle “memorie ritrovate”, definendo la “scoperta” degli scritti di Flash Harry come il più importante ritrovamento storico da tempi immemori.

Fra le altre opere di Macdonald Fraser è opportuno ricordare

  • i racconti semiautobiografici sul soldato semplice MacAuslan
  • The Steel Bonnets, colossale studio sulla guerra di guerriglia al confine Anglo-Scozzese fra ‘400 e ‘700
  • The Pyrates, forse il più completo compendio di tutti i cliché della narrativa piratesca
  • Mister American, solido romanzo storico sull’incontro-scontro fra un americano tranquillo e l’Inghilterra post-Vittoriana (Flash Harry vi fa una succosa comparsata).

Macdonald Fraser fu anche sceneggiatore per Hollywood, ed è ricordato per le sceneggiature tratte da Dumas per i film sui Tre Moschettieri di Richard Lester.

L’estrema scorrettezza politica ed onestà storica di George Macdonald Fraser ne fanno un autore difficile inuna società progressivamente sempre più inamidata e desiderosa di fuggire dall’inerente mancanza di colore morale degli eventi storici.
Questo fa sì che i libri di Macdonald Fraser, e le memorie di Flashman inparticolare, risultino invisi ad una grande fetta di pubblico – che può arrivare a reagire in maniera estremamente negativa a certi elementi peraltro storicamente inoppugnabili della narrativa dell’autore scozzese.