strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


14 commenti

2MM:Nativity, Capitolo 3 – il making of

Screenshot from 2013-02-16 13:10:12Scritto, spedito, pubblicato.
Piacerà? Non piacerà?
Nel frattempo, come ha fatto chi mi ha preceduto, metto giù un po’ di note riguardo alla genesi di questo episodio, per coloro che fossero interessati.
Non sarà una cosa ordinata.

Tanto per cominciare, questo è il terzo episodio della nuova stagione.
Meglio, è solo il terzo episodio.
Ci sono altri venti autori in coda dopo di me, con le dita che prudono. Devo quindi essere ben conscio che questa non è la mia storia, ma è la loro.
E nello specifico, io sono qui per fornire loro appigli, spunti, materiale sul quale lavorare.
Il mio capitolo dovrà sollevare più domande che dare risposte.
Le risposte sono un problema altrui.

Questo significa che in questo capitolo non comparirà Rebel Yell.
Lo so, Reb è estremamente popolare, e molti lo vorrebbero vedere in scena, ma Reb è un risolutore, non un propositore.
E a questo punto nella storia bisogna proporre.
Le soluzioni (che poi per Reb sono solitamente abbastanza spicce) sono in mano ad altri autori.
È diverso il motivo per cui invece non compare Derek, alias Shock (to the System) forse l’Old Timer al quale sono più affezionato (e no, non l’avete visto granché in azione, ma dategli tempo); qui entra in gioco il mio egoismo di fondo – Derek è mio, e non intendo lasciarlo gestire da altri proprio per l’affinità che sento nei confronti del vecchio super londinese.
E poi, sarebbe stupido, e di cattivo gusto – oltre che contrario alle regole di campo – usare personaggi e situazioni comparsi in spin-off e storie con le quali il pubblico e gli altri partecipanti potrebbero non avere familiarità.
Solo un idiota farebbe una cosa del genere.

Quindi, se Old Timer dovrà essere, sarà un nuovo Old Timer, evocato apposta per Nativity.
Sarebbe bello. Continua a leggere


3 commenti

Ancora Due Minuti

Screenshot from 2013-02-16 13:10:12Un post breve, per segnalare, a chi se lo fosse perso, l’avvio della seconda stagione di 2 Minuti a Mezzanotte, l’intrattenimento seriale, in forma di round robin, ideato e condotto da Alessandro Girola.

Dopo aver devastato la pacifica (?) Admiral City, i supereroi generati dalla Teleforce si trovano coinvolti in una nuova situazione di crisi.

Grecia.
Crisi economica.
Multinazionali rapaci.
Governi fantoccio.
Una polveriera molto grande con una miccia maledettamente corta.

Suona familiare?
Beh, ricredetevi – 2MM – Nativity, vi coglierà di sorpresa.
Ripetutamente.

La storia.
C’è chi la fa.
C’è chi la subisce.


11 commenti

Fra le rovine di Admiral City

E così Due Minuti a Mezzanotte è finito*.

Le statistiche dell’impresa che ha coinvolto 34 autori ed ha lasciato Admiral City con un urgente bisogno di qualche ristrutturazione, le trovate nell’articolo conclusivo di Alex Girola, il world-maker che ha promosso l’iniziativa, e che offre una serie di considerazioni sullo svolgimento.

Dopo un inizio piuttosto confuso, dove ciascun partecipante inseriva elementi nuovi, è subentrata una lodevole autoregolamentazione. I vari autori hanno iniziato a chiudere le parentesi aperte dai colleghi, e a sviluppare il materiale (personaggi, luoghi, scenari) già in gioco. Il risultato, alla lunga, è stato ottimo. Alla fine aveva ragione chi insisteva nel dire di credere nei meccanismi della Round Robin, che di solito tendono da soli ad aggiustare i passaggi “zoppi”.

Io sono dichiaratamente uno di quelli che credono nei mecanismi della Round Robin.
E sono anche uno di quelli che hanno inserito elementi nuovi.
Il mio coinvolgimento è finito alla svelta – ho scritto uno dei primi capitoli, ho cercato di aprire un po’ di strade che altri potessero battere e mettere giù un personaggio che fosse un po’ diverso dalla media.

SpiderG8Operator5Creare Rebel Yell è stato un sistema per sfuggire alle regole, e inserire in una storia di supereroi il mio genere di personaggio – un vendicatore pulp stile anni ’30.
Reb ha dei poteri poco definiti (ne abbiamo discusso per ore, con gli altri autori della RR), una filosofia spiccia, uno stile laconico.
È vecchio, stropicciato, e ha poca pazienza con i ragazzi in calzamaglia.
E ancora meno con Mitt Romney.

Uno degli elementi più istruttivi – a mio parere – di un progetto come 2MM sta nell’obbligare gli autori partecipanti a creare personaggi open source.
Noi li creiamo, li buttiamo sul tavolo, e poi chiunque può usarli.
È un pensiero spaventoso.
Non credete a quelli che dicono bah, non è vero.
Nei nostri personaggi c’è un pezzetto di noi, e darli in mano ad estranei – amici, magari, persone che stimiamo e rispettiamo, ma estranei al rapporto che ci lega al personaggio – è una fonte di infiniti crucci.

E la cosa che ci fa paura non è che il nostro personaggio introdotto al capitolo sette possa venire accoppato al capitolo nove.
Ciò che ci agghiaccia è che qualcuno lo prenda, e lo stravolga.

Io non posso che dirmi soddisfatto.
Reb è piaciuto, ha una sua piccola fan-base, e tornerà in altre storie.
È anche stato ripreso da altri autori, e qui i crucci di cui sopra prendono forma.
Perché se per sua natura eb appare sulla pagina tratteggiato in maniera veloce, con un carboncino più che con una matita, per parafrasare una critica molto lusinghiera pubblicata là fuori, è anche vero che io di Reb conosco un sacco di cose che sulla pagina non ci sono.
the-spider-by-bruce-timmRicordate quelle ore di discussione a cui accennavo?
Perché, e qui metto giù una delle mie ferme convinzioni autorali** – che siano tremila parole o trecentomila, in ciò che scriviamo dobbiamo mettere dei personaggi con una vita, una storia, dei caratteri definiti.
Si tratta di costruire un delicato equilibrio tra ciò che l’autore conosce, ciò che l’autore non conosce, e ciò che il lettore potrà ricavare.
Questo equilibrio, questo processo di costruzione del personaggio, significa che nel momento in cui butto Reb sul tavolo, io lo conosco come nessun’altro.
E nessun’altro potrebbe, quindi, scrivere Reb.
Ma questa è una Round Robin.
E se il rischio è che qualcuno prenda il nostro personaggio e lo snaturi completamente, esiste anche la possibilità che qualcuno lo prenda e lo capisca abbastanza a fondo da rivelarne aspetti che noi stessi, come autori, non conoscevamo.
È per questo che chiudo questo lungo post scritto di getto con un ringraziamento a due degli autori che, senza voler togliere nulla agli altri, hanno preso Reb e lo hanno fatto crescere, rispettandone i caratteri basilari – Alessandro Girola (che lo ha coinvolto in un colossale team-up), ed Angelo benuzzi, che in uno stralcio di forse 300 parole ha condensato il personaggio in maniera impeccabile.

E come si diceva altrove, è stato bello.
Dovremo rifarlo.

————————————-

* se non sapete di cosa io stia parlando, potete aggiornarvi qui.
** che pallone gonfiato.


36 commenti

Rebel Yell – Patriots

Quello che trovate da scaricare sui link qui sotto è un breve racconto che ha per protagonista Rebel Yell, il supereroe/vigilante creato un paio di settimane addietro per il mio capitolo del round robin 2 Minuti a Mezzanotte.

Si tratta di una storia un po’ grezza di un personaggio un po’ grezzo.
Consiglio vivamente di leggere i capitoli della Round Robin – ed il materiale documentario accluso – e poi, se proprio dovete, dare un’occhiata a questa storiella.
Che si intitola Patriots.
E potrebbe essere la prima di una serie.

Non è sottile, non è elegante.
È stata scritta di getto, impaginata e convertita.

Potete scaricare la versione epub da UbuntuOne.

Potete scaricare il pdf direttamente da qui.

A titolo assolutamente personale, aggiungo che è probabile che io torni – avendo il tempo e la voglia – a lavorare con Rebel Yell.
In fondo è un personaggio semplice, che predilige le soluzioni sbrigative.
È facile da scrivere.
Non richiede particolare intelligenza per immaginare le trame.
Al limite, un po’ di disciplina – ma proprio poca – per narrare le sue storie.

Buona lettura.


5 commenti

Round Robin, il Ritorno

Superpoteri calibro .45

OK, una breve comunicazione di servizio per segnalare che il mio vicino di cella, Alessandro Girola, si appresta a scatenare nuovamente in rete la bestia nota come Round Robin.

Immagino che i reduci di Sick Building Syndrome saranno felici di partecipare, come autori o come lettori, al progetto Due Minuti a Mezzanotte.

Alex è una persona più seria ed ordinata del sottoscritto, quindi il suo progetto è più pulito ed organizzato del Sick Building, e si avvale di un set di regole precise e di una ambientazione scritta con sufficiente dettaglio da soddisfare anche chi teme di buttarsi senza rete.

Il taglio della nuova web-serie è supereroistico/fantascientifico.
Ma c’è comunque un ampio margine di manovra.

Fate un giro di là, e date un’occhiata.
Credo vi piacerà.

Ci si vede ad Admiral City.


7 commenti

Sick Building Syndrome – Il Secondo Livello Segreto

OK, sono fuori sede e prervalentemente off-line fino a martedì notte, ma non potevo lasciarvi senza il secondo livello segreto del Sick Building Syndrome.

Prima di tutto, una nota importante – l’apertura del Secondo Livello non chiude il Primo Livello.
Potete continuare a postare le vostre re-interpretazioni di capitoli altrui.
Oppure potete cimentarvi nel Secondo Livello Segreto, che si intitola… Continua a leggere


16 commenti

Round Robin – Il Primo Livello Segreto

Bene – il Round Robin ha sedimentato abbastanza.
È ora di aprire i Livelli Segreti.
Come nei videogiochi della migliore tradizione, l’essere arrivati in fondo garantisce ai giocatori l’accesso ad una serie di extra.
Nuovi elementi del gioco.
Giochi nel gioco.
Più opzioni, più divertimento.

Il Primo Livello Segreto si intitola …. Continua a leggere


18 commenti

La fine della vicenda

E così Sick Building Syndrome si è concluso.
23 capitoli per altrettanti autori – o viceversa.

A questo punto ci si aspetta dal sottoscritto un breve discorso – ed è quello che farò.
Un discorso.
Breve.
Niente post-mortem, niente autopsie.
La storia è là fuori – clickate sul link e leggetela.

Io intanto parlerò degli autori.
Che sono poi quelli che hanno portato avanti la storia – che sono quelli che hanno scritto.
Perché c’era solo quello da fare.
Scrivere.
Non fare arte.
Non affezionarsi ai personaggi.
Non guadagnarsi il pane.

Siamo alla mercé del lettore, e nel modo peggiore possibile. Continua a leggere