strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il kit di Carl Sagan per rilevare le sciocchezze

Facciamo una specie di post di servizio.

Da anni continuo a dire che The Demon-Haunted World, il libro di Carl Sagan del 1997, andrebbe fatto leggere nelle scuole, come primo e indispensabile baluardo contro l’analfabetismo scientifico che sta trasformando la nostra civiltà in un ricettacolo di imbecilli orgogliosi di esserlo.

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Beh, un paio d’ore fa, leggendo un articolo su un blog in giro per la rete, ho scoperto1 che il volume, in inglese, è disponibile gratis e legalmente sull’Internet Archive – perché a quanto pare Sagan lo considerava abbastanza importante da darlo via gratis. Potete sfogliarlo online, o scaricarlo in una quantità di formati.

Ora, mi dicono che se lo volete leggere in italiano vi tocca battere le bancarelle o farvi un giro in biblioteca e sperare in bene. Ma qui oggi mi piacerebbe rifare ciò che ha fatto il blog che dicevo, e riportare un breve brano del testo di Sagan, a titolo di citazione. Traducendolo in italiano, in modo che non ci possano essere fraintendimenti.
Perché vedete, il volume contiene un comodo Kit anti-sciocchezze, che rappresenta la base della cultura scientifica, e serve ad evitare di finire a credere ai rettiliani, alle scie chimiche o alla teoria della terra piatta…

Questi sono tutti casi di provata o sospetta saciocchezza. Sorgono degli inganni, talvolta in maniera innocente ma collaborativa, talvolta con cinica premeditazione. Di solito la vittima è intrappolata da una potente emozione – meraviglia, paura, avidità, dolore. La credula accettazione delle sciocchezze vi costa dei soldi. È questo ciò a cui si riferiva PT Barnum quando disse “Ogni minuto nasce uno sciocco”. Ma può anche essere più pericoloso di così, e quando i governi e le società perdono la capacità dipensare criticamente, i risultati possono essere catastrofici, per quanta simpatia noi si possa provare per coloro che hanno creduto alle sciocchezze.

Il kit di Carl Sagan fa più o meno così Continua a leggere

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Tre saggi scientifici – un esperimento

Voglio provare a fare un esperimento, e voi dovrete darmi una mano.
No, no, non fate quella faccia – non si paga nulla.

Il discorso è questo – ve la ricordate la faccenda della candela e dell’oscurità di Carl Sagan?
Parte della soluzione o parte del problema?
Bene, mi piacerebbe, d’ora in avanti, riprendere a recensire dei saggi scientifici – e poi, perché no, magari anche saggi storici. Anche perché non mi pare che ci siano molti che lo facciano, nella blogsfera nostrana. E perché c’è sempre quella faccenda dell’analfabetismo scientifico crescente che io sento quasi come un insulto personale.

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Ora, io ho la casa zeppa di saggi, e quindi la scelta è ampia e variegata – e ho già un po’ di titoli che mi piacerebbe a questo punto rileggere e presentare.
Ma per cominciare, e limitatamente ai titoli in italiano, per ora, perché non mettiamo ai voti con cosa cominciare? Continua a leggere


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La rivolta dei robot

L’avete saputo anche voi, vero?
La notizia è di un paio di giorni or sono: pare che il più grave pericolo per la nostra civiltà… di più, per la nostra specie, non sia costituito da integralisti religiosi avidi di potere, speculatori dementi che si sgozzerebbero da soli per guadagnare cinquanta centesimi in più e psicotici assortiti.
No, la vera grave minaccia che incombe su noi tutti è rappresentata dalla scienza.

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Sì, la scienza, quella cosa difficile e complicata che piace agli sfigati (qui ci vorrebbero le risate registrate in sottofondo) che palesemente non serve a nulla se non a minacciarci tutti.

OK, ora prendetevi un paio di minuti per smettere di ridere e poi, se volete, andate avanti.

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Weekend su Marte

martianÈ andata così.
Era da un po’ che volevo buttare un occhio a The Martian, il romanzo di Andy Weir.
Ma come sempre, il mio budget per le letture è attentamente parcellizzato – non c’è un centesimo che non abbia già una destinazione.
E il romanzo di Andy Weir, originariamente autopubblicato nel 2011 e poi ripubblicato da un editore vero nel 2014, è passato in secondo piano.

Poi però, un paio di giorni or sono, sono successe due cose, indipendenti l’una dall’altra.
La prima, l’ebook in lingua originale è stato drasticamente ribassato per 24 ore.
E secondo, proprio in quelle 24 ore ho letto un tale numero di opinioni così incredibilmente cretine sul libro, che ho deciso che dovevo farmi la mia, di opinione.
E così ho acquistato una copia di The Martian, e me lo sono letto durante il weekend.

E sì, si trattava indubbiamente di opinioni cretine.
Ma procediamo con ordine.

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Letture notturne

Poco tempo per leggere, ancor meno per scrivere.
Le settimane di fuoco preventivate sono arrivate, con l’avvicinarsi di scadenze incombenti.
Ho due lavori diversissimi tra loro ed importantissimi, da chiudere in fretta – e devo collaborare assolutamente su un lavoro messo in cantiere da mio fratello.
Complicato complicato complicato.

Però un po’ di tempo per leggere devo assoluatemente trovarlo.
Anche perché fa bene alla salute.
Cose del tipo – sei minuti di lettura riducono del 60% lo stress, rallentano il battito cardiaco e rilassano i muscoli.
Due volte più efficacie di una tazza di té, tre volte più efficacie di farsi una bella passeggiata*.

Quindi io alla sera, potendo, mi leggo un buon libro e mi faccio una tazza di té.
Tanto per andare sul sicuro.

063435-FC222Al momento, sto centellinando The Age of Wonder, di Richard Holmes – un bel saggio storico sul rapporto fra scoperte e creatività nel diciottesimo secolo, attraverso le biografie di un gruppo di personaggi.
Uno di quei libri che apparentemente gli inglesi sfornano con una certa facilità, che entrano nella lista dei bestseller e spazzolano una bella serie di premi**.
Holmes è documentatissimo, e segue i suoi protagonisti – chimici, esploratori, fisici, poeti, matematici – attraverso un fitto interscambio di informazioni che fecero del diciottesimo secolo il secolo dei lumi.

LunarMenIl libro di Holmes fa una bella coppia con l’altrettanto interessante e divertente The Lunar Men, di Jenny Uglow, letto anni addietro, e che funziona quasi come un prequel.

Ed è interessante, questa panoramica dell’illuminismo anglosassone – che qui da noi ha poco mercato, e pare che anche ascuola ci si ricordi sempre e soltanto degli illuministi francesi.
C’è un che di Pickwickiano nelle dotte società britanniche, e naturalmente gli eventi e le ricerche dei pionieri narrati da Holmes sono alla radice di tanti, tantissimi elementi ormai acquisiti dalla nostra cultura.

Procurato per pochi centesimi, usato ma sanissimo, The Age of Wonder ha il solo difetto di essere un trade paperback da quasi 600 pagine, un chilo e rotti di volume scritto fitto, che può nuovere seriamente alla salute se letto di sera, a letto, in caso di improvviso mancamento.

Una lettura particolarmente affascinante, e fa anche bene alla salute.

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*Dovremo parlarne un giorno, di questa faccenda che leggere fa bene alla salute.

** No, certo, anche loro hanno le biografie dei calciatori e i libri dei comici televisivi.
Però poi fanno anche dei volumi di saggistica assolutamente fantastici, e ne vendono a carrettate.
È un dato di fatto.