strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


12 commenti

Krumiraggio telematico

Oggi è il 14 luglio.
Presa della Bastiglia.
E giorno dello sciopero dei blogger per protesta contro il DDL Alfano.
Leggo su Rassegna.it che

Fra le adesioni alla protesta, ci sono anche Marco Travaglio, Luca Sofri, Antonio Di Pietro, Sinistra e Liberta’, Vincenzo Vita, Alessandro Robecchi, Ivan Scalfarotto, Pietro Folena, Giuseppe Civati, Mario Adinolfi, l’associazione Articolo 21.

Io invece sto postando sul mio blog.
E ora spiego il perché.

Perché ritengo che tacere come atto di protesta contro chi ci vuol zittire sia per lo meno un po’ ingenuo.
Per non dire che si tratti di fargli un favore.

Perché lo sciopero è una cosa seria, con delle regole e delle dinamiche.
Ha lo scopo di attaccare la struttura contro la quale si sciopera, al fine di provocare un danno – morale o materiale – tale da obbligare la controparte a scendere a più miti consigli.
Ma chi stiamo colpendo, tacendo in massa per 24 ore?
Su chi stiamo facendo pressione?
Sul governo?
Sono tutti seduti in parlamento, a sudare, preoccupati, e a dirsi, diavolo, sono già 13 ore che i blogger scioperano, ora cosa facciamo?

In alternativa, lo sciopero può avere lo scopo di mobilitare l’opinione pubblica, sensibilizzandola verso i problemi che gli scioperanti vogliono portare in evidenza.
Stiamo ottenendo questo risultato?
Stanno parlando di noi al telegiornale?
Suscitiamo simpatia?
La nazione tutta sente il vuoto lasciato dal nostro silenzio?
O ancora una volta in fondo gli unici che sentono la mancanza dei blog sono coloro che frequentano la blogsfera regolarmente, e che quindi sono già sensibili al problema?
E il resto del publico?
Come cambia la loro vita, se noi non postiamo sui nostri blog?

Sorvolo poi sull’ipotesi di sciopero alla giapponese, il cui scopo è quello di generare nella controparte un tale senso di vergogna e fallimento da obbligarla a rivedere le proprie decisioni.
Questa è tutta da ridere, qui da noi – la vergogna si son dimenticati da tempo cosa sia.

Perché in ultima analisi, è possibile che alcuni approfittino dello sciopero dei blogger per dipingere la comunità come una manica di ragazzini capricciosi (è già capitato) totalmente distaccati dai Grandi Problemi Reali (TM).
Possono andare in TV, o sui giornali e dire Visto, loro tacciono e non è cambiato assolutamente nulla!
E per coloro che non se ne sono mai interessati, che vivono di palloni, veline e Cesaroni, quella sarà la verità.

Perché tacere e scomparire non è la risposta da dare a chi sostiene che chissenefrega.

Questa, insomma, credo dovrebbe essere una protesta in cui far sentire la nostra voce, non tacere.
Anche perché, lo ripeto, quello di farci tacere è il progetto originale che vorremmo criticare.

Per protestare, oggi, non bisogna spegnere il blog.verse
Bisogna postare un articolo circostanziato sul perché stiamo protestando – in modo che i pochi della nostra comunità che ancora non sono informati possano capire, e decidere.
Perché è la nostra comunità, ed è della comunità che dobbiamo prenderci cura.
Perché a chi non passa mai di qui non interessa se il ponte c’è o non c’è, e non sente le nostre proteste, comunque.

Rispetto quindi a chi tace.
E a chi continua a parlare.

Powered by ScribeFire.