strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


11 commenti

Ancora meditazione – per i curiosi

meditation-300x225Il post sulla meditazione della settimana passata ha generato abbastanza interesse e curiosità da convincermi che potrebbe essere una buona idea farne un secondo.

Ma questa volta, invece di sproloquiare su quanto faccia bene, provo a illustrare alcune tecniche – poiché molti commentatori si sono allineati su una cosa del tipo

mi piacerebbe ma non ho tempo, non ho il posto, mi pare da sciroccati, e poi, mah…

Spero che questo post possa aiutarli.
Coloro che invece trovano l’argomento futile o ridicolo, possono smettere di leggere adesso e cercare post più interessanti su questo blog (ce ne sono tantissimi).
O possono fare click su questo link e cascare su un post a caso.
È una cosa zen.

E comincio col ricordare che su strategie evolutive non crediamo alle verità uniche ed ineluttabili – non detto che queste cose facciano per voi.
Può succedere. Continua a leggere


11 commenti

Nostra Signora degli Sciroccati

Tre anni or sono, quasi esattamente, partecipavo al concorso per una borsa di studio di Dottorato all’Università di Urbino, presentando un progetto sulla generazione di elettricita da fonti rinnovabili, e per la precisione attraverso impianti micro-idroelettrici.
Considerando la laurea ed il master in micropaleontologia, e gli anni passati a fare ricerca e didattica sull’analisi di dati ambientali, si trattava di qualcosa di radicalmente diverso da tutto ciò che avevo fatto fino a quel momento.
Si trattava inoltre di una scelta di lavoro in campo applicativo – tradizionalmente considerato preculso a chi si occupa di stratigrafia*.
La scelta aveva alle spalle tre buoni motivi, per quel che mi riguarda:
. mi permetteva di lavorare in un ambiente che conoscevo e apprezzavo, con persone maledettamente in gamba
. mi permetteva di costruirmi una competenza di prima qualità in un ambito molto lontano dal mio, ampliando il mio curriculum in direzioni nuove e inaspettate (tra queste, l’ingegneria dei generatori elettrici, e l’aspetto legale della generazione energetica autonoma)
. c’era una borsa di studio (fatemi causa)

C’era anche, e non lo avevo considerato, un quarto elemento positivo in quella scelta, che è poi ciò di cui voglio parlare in questo post: la scelta di lavorare sulle energie rinnovabili a piccola scala mi forniva la possibilità di venire a contatto con gli sciroccati.

Continua a leggere